Ecco
per voi la terza intervista del Q&A with Christopher Paolini,
iniziativa del portale Shurtugal.com, che ogni mese ci mette a contatto
con il magico mondo di Eragon, togliendo dubbi ai fans della famosa saga. Questa
è l'intervista più lunga e dettagliata pubblicata fino ad oggi e ricopre argomenti
molto importanti: la Rocca di Kuthian, la possibilità di un prequel e di un
sequel per il Ciclo dell'Eredità, Galbatorix, divinazione e telapatia... Una
serie di domande davvero interessanti!
Per voi visitatori di Eragon
Italia, ecco la traduzione completa dell'intervista, che potete leggere
cliccando su Leggi Tutto.
Vi ricordiamo che è possibile leggere anche
la trascrizione in lingua originale cliccando
qui.
Buona lettura!
Question & Answer with Christopher Paolini
AGOSTO
2009
PadfootUnewraithSlayer ha domandato: Fino a che punto un Elfo può modificare
il proprio corpo, c'è un limite? Può mutare il suo corpo per essere esattamente
come un certo animale o, in questo caso, cambiare per diventare qualcosa di
molto grande come un Drago?
A: Bella domanda. Questo è stato un altro argomento
del quale Eragon e Arya hanno discusso nella prima parte di Brisingr (quando
erano seduti intorno al fuoco durante il ritorno dall'Helgrind), ma che fu poi
rimosso durante la fase di editing.
In breve è questo: qualsiasi mago,
non solo un Elfo, teoricamente, può modificare il proprio corpo in qualsiasi
forma concepibile, naturalmente solo se il mago ha la forza, il tempo,
la volontà e la conoscenza per farlo e se la forma scelta è capace di sostenere
la vita.
C'è comunque un fattore importante: la chimica. Gli elfi, che
certamente sono la razza più istruita di Alagaesia, conoscono la composizione
delle cellule e avranno sicuramente pensato, e forse dimostrato tramite
magie o altro, l'esistenza di atomi e molecole, ma hanno ancora molto da imparare
su questi due elementi di base della materia. Di conseguenza quando un elfo,
o un mago qualsiasi, modifica il proprio corpo, quello che fa è soltanto muoversi
attorno al materiale di cui è già composto, quindi in realtà non trasforma i
suoi muscoli, tendini, ossa, organi, ecc.
Si tratta di imitare, non diventare.
Ad
esempio, gli scimpanzè sono molto più forti degli esseri umani, sia grazie al
modo in cui i muscoli sono collegati, che da loro dei vantaggi di leva, sia
per un loro gene attivo (che noi non abbiamo) che consente loro di contrarre
i muscoli con più forza. Questo gene sta a significare che i muscoli degli scimpanzè
sono chimicamente diversi dai nostri.
Così, se sei un mago, e se usi
la magia per fare di te stesso uno scimpanzè (che avrà tanta forza ma poco cervello,
e non so perchè dovresti trasformarti in uno scimpanzè...), non saresti uno
scimpanzè vero, perchè i muscoli sono quelli di un essere umano.
Un elfo,
o un qualasiasi altro mago di Alagaesia, devono affrontare gli stessi problemi.
Se un elfo dovesse imitare un drago probabilmente non riuscirebbe nemmeno a
sostenere il suo peso dato che il materiale che costituisce un drago è diverso
da quello di un elfo. Inoltre, i draghi sono creature magiche (altrimenti come
pensate che una tale creatura possa volare su delle ali relativamente così piccole?),
il che rende le cose ancora più complicate.
E questo per non parlare
di altre sostanziali differenze, come l'apparato digerente, la vista e, sopratutto,
il cervello. Probabilmente non vorrete un cervello di uno scimpanzè, e alla fine
sarete uno scimpanzè con una gigante e sporgente testa umana.
Ora, se si
ha una solida comprensione della chimica che compone una persona o una creatura
che si cerca di emulare e questa è in qualche modo simile a voi (per esempio
un Urgali), si potrà raggiungere una copia quasi perfetta. E, comunque, dovrebbe
richiedere una ridicola quantità di lavoro.
E questa era la mia risposta
breve!
P.S.: I Gatti Mannari, nel caso ve lo stesse chiedendo, sono un
caso unico. Potrò parlare più di loro nel prossimo mese, se qualcuno è interessato.
Per ora è sufficiente dire che la loro capacità è dello stesso tipo di magia
che istintivamente usa Saphira. Inoltre, essi sono gatti, e i gatti possono
fare quello che vogliono. Questo mi ricorda un'altra discussione che ho tagliato
da Brisingr, cioè se gli animali possono o no usare la magia (essi possono,
ma non molto bene).
Shadeslayer70 ha domandato: Riguardo la Rocca di Kuthian, sembra che ogni
volta che Eragon la menziona a qualcuno, questo dice che il nome è molto familiare.
Potrebbe essere una magia simile a quella usata per bandire i nomi dei draghi
dei Rinnegati? E verremo a sapere il motivo per cui tutti pensano che è così
familiare?
A: Per tutte le domande riguardanti la Rocca di Kuthian dovrete
aspettare fino al rilascio del Quarto Libro. E' troppo spoilerante per me parlarne.
Boris ha domandato: Sappiamo che l'attuale drago di Galbatorix è nero, ma
qual'era il colore del drago originale, [e qual'era il suo sesso]? Se era di
un colore differente, potrebbe la magia di Galbatorix cambiare il suo drago
o non è possibile?
A: Il primo drago di Galbatorix, Jarnunvösk, era femmina,
come detto da Brom in Eragon durante il suo racconto dell'ascesa al potere di
Galbatorix. (Ci sono alcune prime stampe di Brisingr in cui Jarnunvösk è stato
riportato come maschio, ma l'errore è stato corretto nelle successive edizioni).
Jarnunvösk non era nero, ma non voglio dire di che colore era al momento.
Il
colore della magia può cambiare nel tempo, come succede per il vero nome. Naturalmente
il colore della magia di un cavaliere e del suo drago è lo stesso, ma non sempre.
Per quanto riguarda Galbatorix, dovrete aspettare la fine del Quarto Libro
per scoprire l'aspetto della sua magia. In ogni caso, Shruikan non pregiudica
Galbatorix, dato che non c'è stato un corretto legame tra Cavaliere e Drago.
Tante persone (circa il 25% delle domande che abbiamo ricevuto durante le
ultime tre interviste) ha domandato: C'è la possibilità di un prequel con la
storia di Brom?
A: L'ho preso in considerazione (e penso che potrebbe essere
davvero una bel libro), ma prima devo finire questa serie, e poi ho voglia di
scrivere un po' di storie non ambientate in Alagaesia, o in un qualsiasi altro
posto del mondo di Eragon. Dopotutto ho lavorato sul Ciclo dell'Eredità per
quasi undici anni, il tempo della mia carriera da scrittore, e mi piacerebbe
provare alcuni altri progetti.
Inoltre, sono cauto
nel scrivere un prequel quando le persone hanno già familiaretà con la storia;
è difficile mantenere l'interesse nel lettore se già sa come va a finire.
Se il libro è abbastanza buono, ovviamente, non è un problema, ma un prequel
rende le cose più difficili per l'autore.
Gli eventi potrebbero rivelarsi
sfavorevoli, ma al momento penso che mi piacerebbe scrivere un sequel al Ciclo
dell'Eredità più che un prequel. Ho già l'idea di un nuovo intreccio per un
potenziale quinto libro, e sto gettando quindi le basi per questo nel Ciclo
dell'Eredità (è comunque un progetto a lungo termine).
Che dire, un libro
su Brom potrebbe essere davvero divertente da scrivere... Forse, un giorno.
Tante persone hanno domandato: Perchè la spada di Morzan fu chiamata Miseria,
anche se esso non era ancora un membro dei Rinnegati?
A: Questa è una cosa
a cui non ho lavorato completamente. Ma ci sono due possibili spiegazioni. Morzan
ha chiamato la sua spada Miseria perchè voleva suonare duro e pericoloso, e
cercare di inasprire i suoi insegnanti (lui era ribelle di natura, dopotutto)
o la spada è stata rinominata (forse da lui stesso, forse dagli elfi) durante
l'Autunno dei Cavalieri. Morzan potrebbe aver scelto il nome di Zar'roc durante
l'oscuro apprendistato sotto Galbatorix, quando si nascondevano nel deserto.
Skulblakasaphira ha domandato: In Brisingr Oromis ha insegnato a Eragon come
teletrasportare gli oggetti in posti differenti. Ma è possibile teletrasportare
se stessi o un altro umano/elfo/nano/altra creatura vivente?
A: E' possibile,
ma estremamente impraticabile considerando l'enorme quantità di energia richiesta.
E' anche incredibilmente rischioso se non sei assolutamente sicuro
che la tua destinazione sia sgombra. In caso contrario, potresti finire per
essere trasportato in un muro, un albero o, peggio, in qualcun altro.
Molte persone hanno domandato: Cosa determina il colore di un Drago? E' soltanto
casuale, o dipende dal colore dei suoi genitori?
A: Esso dipende parzialmente
dal colore dei genitori e parzialmente dalla personalità o dalle preferenze
di un Drago. Dopotutto, se davvero un drago vuole essere di un altro colore,
potrebbe da solo essere in grado di cambiare la sua tonalità. Come detto da
Brom, le cose strane accadono sempre intorno ai Draghi.
Chris Addison ha domandato: Hai mai deciso quanto possa valere una corona
paragonato a un dollaro USA?
No, ma data la quantità di oro che vale
adesso, una corona sarebbe probabilmente più utile nel nostro mondo che in Alagaesia.
Byrd ha domandato: In Eldest, Arya ha detto a Eragon che lei può parlare con
lui dai cancelli di Vroengard dall'altra parte di Alagaesia. Perchè Arya può
parlare da una distanza così lunga ed Eragon e Saphira no? Sopratutto ora che
lui è più forte di un Elfo. E perchè lei non può parlare con lui quando è nel
territorio dell'Impero?
A: Oh ragazzo... Sai come fare domande difficili!
Va bene, ecco qui:
1. In Brisingr, Arya non poteva parlare con Eragon
quando lui era solo nell'Impero perchè:
• Lei non sapeva
dove Eragon si trovava.
• Lui aveva protetto la sua mente
da ogni possibile contatto, al fine di evitare il rilevamento da parte di Murtagh
o qualsiasi altro servo-comandato-dalla-magia di Galbatorix (bella parola,
servo).
2. Ho riletto la discussione che hai citato, tra Arya ed Eragon
in Eldest, e ho capito perchè hai confuso. E' colpa mia, ho scritto ciò che
sembrava comprensibile a me, ma forse dovevo spiegarlo in modo da farlo capire
a tutti gli altri. Per chi non ricorda, si tratta di questo pezzo (da pagina
148 - ndt: pagina 192 nell'edizione italiana):
Arya indicò con la testa
la mole di Saphira che fendeva le acque. «Durante i quindici anni in cui ho
sorvegliato il suo uovo, mi ero abituata alla presenza di Saphira. Probabilmente
mi stavo dilatando verso qualunque cosa mi fosse familiare, quando ho toccato
i tuoi sogni.»
«Sei davvero così potente da evocare qualcuno a Teirm
da Gil'ead? Ti avevano anche drogata!.»
Un lieve sorriso comparve sulle
labbra di Arya. «Potrei trovarmi alle porte di Vroengard e parlarti con la stessa
chiarezza con cui parliamo adesso.»
Quando ha fatto questa domanda, Eragon
ha parlato di telepatia. E' questo, Arya potrebbe toccare la mente di qualcuno
a Teirm da Gil'ead? Arya non ha risposto a questa domanda in modo particolare,
ma è rimasta sulla domanda generale, "Sei davvero così potente da evocare
qualcuno a Teirm da Gil'ead?", e lei potrebbe, non solo con la telepatia.
Usando il giusto incantesimo, Arya potrebbe parlare con Eragon da ogni
luogo di Alagaesia, come quando Eragon parla con la regina Islanzadi e gli altri
in Brisingr, con la divinazione.
Arya diventa piuttosto loquace
in questo punto.
La cosa da ricordare è che quando Eragon parlava con Arya
nei suoi sogni, essi non erano impegnati nella telepatia; non potevano quindi
scambiare sentimenti o pensieri, anche se avessero voluto. E' accaduto che Arya
ha trasmesso (in termini moderni) un'immagine di se stessa e di ciò che la circondava
negli occhi/corteccia visiva di Eragon, più o meno allo stesso modo in cui due
persone che sono in divinazione trasmettono le proprie immagini e di quello
che li circonda su uno specchio o su una qualsiasi altra superficie riflettente.
E perchè un mago, facendo questo, non può leggere la mente a grandi distanze?
La risposta è nel punto successivo:
3. Divizinazione e telepatia sono
fondamentalmente dei processi differenti. Entrambi permettono di muovere oggetti
da un punto all'altro, ma cosa muovono non è lo stesso.
• La divinazione permette di riprodurre la luce da un punto a un altro. Le informazioni
richieste sono veicolati tramite radiazioni elettromagnetiche (visibili o meno)
dal punto A al punto B. Nel divinare un altro posto, quello che un mago fa è,
essenzialmente, incanalare un flusso di fotoni codificati con le informazioni
visive su una superficie riflettente, o anche nei suoi propri occhi se è particolarmente
esperto. Dato che i fotoni pesano quasi nulla, muoverli attraverso grandi distanze
richiede una quantità insignificante di energia, anche se sarà sempre più
difficile divinare se l'obiettivo è più lontano. Niente di tutto questo avviene
inconsciamente, naturalmente, ma questo è il meccanismo di base degli incantesimi.
• La divinazione si basa sull'energia
elettromagnetica. Un mago di Alagaesia potrebbe divinare una stanza buia e vedere
cosa contiene, se è abbastanza abile per convertire la radiazione infrarossa
in luce visibile. Inoltre, il piombo, o altri materiali densamente simili, possono
bloccare i tentativi di divinazione che prevedono la loro traversata, motivo
per cui alcune grotte di Alagaesia sono impenetrabili alla divinazione... almeno
utilizzando i metodi normali. Ci sono anche tecniche più avanzate, delle quali
non parlerò qui.
• Parlare e
conversare a distanza richiede, nella maggior parte dei casi, la partecipazione
di entrambe le parti. Una persona piò trasmettere le informazioni riguardanti
il suo intervento alla persona B (o la persona B può captare il discorso e trasferirlo
alla sua posizione), ma, in entrambi i casi, B deve riprodurre il discorso di
A, e A deve riprodurre il discorso di B. Perchè? Perchè la riproduzione consiste
nel creare vibrazioni nell'aria, qualcosa di troppo difficile per chiunque se
non per poche miglia. E' per questo motivo che, in Eldest, Eragon è stato in
grado di divinare Nasuada da Ellesmera e ascoltare la sua voce con il re Orrin,
ma non poteva parlare con loro, dato che essi non erano stati istruiti per riprodurre
le sue parole attraverso uno specchio incantato o qualsiasi altro dispositivo.
• La telepatia, d'altra parte, comporta in realtà la manipolazione
di elementi fisici (neuroni, sinapsi, varie sostanze chimiche, ecc) all'interno
del cervello di un'altra persona, e dipende da come una persona è in grado di
incidere i propri pensieri e sentimenti sulla coscienza di qualcun altro. Non
richiede una grande quantità di energia, spesso inferiore al parlare, ma, come
per il muovere il nulla, diventa più difficile quando la distanza tra due persone
aumenta. Una certa connessione può essere mantenuta a grandi distanze, ed è il
motivo per cui Eragon e Saphira hanno un vago senso di reciproco benessere,
o meno, quando sono lontani, ma non è sufficiente per consentire uno scambio
di pensieri.
• Se la persona
con cui si sta comunicando non è un telepatico e non si sa manipolare la propria
mente e quella della persona, non si possono condividere i propri pensieri e
sentimenti. Potresti spingerti nella mente della persona, ma non riceveresti
risposta. Sarebbe una conversazione "unilaterale".
4. Spero
che ho risposto alle vostre domande!
5. E si, impiego molto tempo pensando
a questo.
6. ...
7. Troppo tempo probabilmente... ma mi diverto!
Traduzione a cura di Massimo@mastermax - www.eragonitalia.it