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Christopher Paolini è nato il 17 novembre 1983, nella
California del Sud, ma vive nella Paradise Valley, in Montana, insieme ai suoi
genitori e alla sorella Angela. Hanno due animali: Otis, un gatto bianco e nero,
e Annie, un piccolo cocker.
L’educazione di Christopher ha una storia particolare: non ha
frequentato una scuola vera e propria, ma sono stati i suoi genitori a fargli
da insegnante. Per questo motivo Christopher ha potuto leggere moltissimo,
nutrendo la propria immaginazione con i romanzi dei più grandi scrittori di
tutti i tempi: non solo J.R.R. Tolkien e Il signore degli Anelli”, ma anche
Ursula Le Guin (“Il mago”) e Philip Pullman, la cui trilogia, “Queste Oscure
Materie”, rimane a tutt’oggi uno dei suoi libri preferiti. Christopher ha scherzosamente
affermato che la sua vita sembra ripercorrere il viaggio del suo
protagonista (draghi voltanti esclusi, s'intende). Come lo stesso
Eragon, anche lui ha lasciato le comodità di casa sua per intraprendere
un'avventura, per quanto, nel suo caso, non doveva salvare un regno,
ma promuovere il suo libro in un tour negli Stati Uniti e in Europa.
Tuttavia, analogamente al suo alter ego romanzesco, la via
e il lavoro di Paolini sembrano caratterizzati da un'aura magica:
ha scritto Eragon perchè non aveva a disposizione le vaste risorse
economiche necessarie a realizzare un film della storia epica che
aveva in mente e quando ha iniziato a scrivere desiderava soltanto
un storia che lui per primo si diversisse a leggere. Non si
sarebbe mai lontanamente immaginato che nel giro di qualche anno,
una delle major hollywoodiane avrebbe realizzato la sua aspirazione.
Il
racconto epico è ricco di invenzioni, ma in sostanza Eragon riflette
esperienze personali di Paolini, la sua infanzia alla Tom Sawyer,
la sua vita in una valle delle Beartooth Mountains nel Montana,
un luogo non molto diverso dalla Valle Palancar dove Eragon è cresciuto.
Così come nei
libri, anche nella musica Christopher è onnivoro, anche se ha una predilezione
particolare per la musica classica, che ha il potere di ispirarlo in fase di
scrittura. La battaglia finale di Eragon è stata scritta con in sottofondo i
“Carmina Burana,” di Carl Orff.
Come ama ripetere, la storia di Eragon è nata semplicemente dal
suo amore per il fantasy e dal desiderio di scrivere una storia che lui per
primo si divertisse a leggere. All’inizio era un vero e proprio passatempo: non
pensava alla pubblicazione, mentre la scriveva. Ci è voluto un mese per ideare e
organizzare la trama dell’intera Trilogia. Quindi ha iniziato a scrivere a
mano, su un quaderno. Raggiunte le sessanta pagine, ha ricopiato le proprie
parole sul computer, su cui poi ha continuato a lavorare, anchese afferma che
alcuni passaggi gli riescano meglio se scritti a mano.
Il Montana
in Eragon
 Migliaia
di chilomentri quadrati di natura selvaggia, abitata da grizzly,
alci, bisonti, capre delle nevi e cervi: ecco cosa sono le Beartooth
Mountains.
Christopher Paolini è scresciuto in una valle
delle Beartooth Mountains con i suoi genitori, Kenneth e Talita,
e sua sorella Angela. La valle ha un versante su cuoi le precipitazioni
sono frequenti, ma la famiglia Paolini vive su quello opposto, fra
alberi di ginepro, arbusti, erba e serpenti a sonagi. A causa della
conformazione della valle, fino a tre o quattro anni fa non c'era
segnale televisivo, e così la famiglia è vissuta senza tivù (<<Un
bel modo di crescere>> sostiene Paolini). Quello che la famiglia
Paolini vedeva, ogni volta che si affacciavano a una finestra, era
il panorama mozzafiato delle Beartooth Mountains.
<<
Sono cresciuto facendo escursioni e campeggi su quelle montagne,
e giocando lungo le rive del fiume Yellowstone >> ricorda
Paolini. << Mi costruivo da solo archi e frecce. Sulle montagne
ho trovato fossili di piccole creature ma anche una palla di moschetto
fatta a mano, incastrata in un tronco d'albero, che qualcuno doveva
aver usato come bersaglio per esercitarsi. Tutti sanno che il clima
nel Montana è inclemente, e io per primo sono incappato in un paio
di tremendi temporali sulle montagne: è piuttosto pericoloso, perchè
se ti bagni troppo corri il rischio di finire in ipotermia. Due
anni fa stavo facendo un'escursione con il mio prozio Bruce e mia
sorella, quando ci siamo imbattuti in un orso bruno: un incontro
da gelare il sangue. L'orso ci ha scrutati per qualche istante e
poi se n'è andato, ma è terribile quando ti rendi conto che non
sei più in cima alla catena alimentare. Il mio amore per la natura
e la vita all'aria aperta è cresciuto anche a queste esperienze.
Ho immaginato Alagaesia proprio a partire dai luoghi in cui vivo,
fra le Beartooth Mountains e il fiume Yellowstone.>>
Il
freddo glaciale delle montagne, l'eccitazione degli incontri con
animali selvatici. Il trovarmi ad affrontare venti impetuosi e terribili
temporali: tutto questo e altro hanno rappresentato il tesoro in
cui Paolini ha attinto per Eragon. Se si guarda la mappa di Alagaesia
(che per inciso, è stata disegnata dallo stesso Paolini), è facile
incontrare un'evidente somiglianza tra la geografia fantastica e
le reali caratteristiche fisiche della terra in cui vive l'autore.
La Grande Dorsale è un luogo di "sventura e disgrazia",
che Eragon ha battuto per anni, consapevole dei suoi pericoli, ma
aperto ai suoi segreti: lo stesso spirito che Paolini nutre verso
le Beartooth, la pressocchè disabitata Valle Palancar e il piccolo
villaggio di Carvahall traggono ispirazione della valle dove si
è stabilita la famiglia Paolini. Le Beartooth hanno anche influenzato
la creazione dei Monti Beor, alti dieci miglia. << Ho soltanto
preso le montagne che amo tanto e le ho omaggiate moltiplicandole
per dieci.>> Fra in Monti Beor esiste persino un fiume Beartooth
("Zannadorso", nella versione in italiano).
Altri
elementi della geografia del mondi di Eragon sono stati suggeriti
dai luoghi che l'autore ha visitato durante i numerosi viaggi. Una
gita alle Carlsbad Caverns gli ha ispirato il Farthen Dur, la città-fortezza
dei nani all'interno di un cratere vulcanico nel cuore dei Monti
Beor, dove i Varden, vale a dire le forze ribelli, si nascondono
da Galbatorix. <<Non ci si può prepara in modo migliore a
scrivere di nani che scendendo nelle Carlsbad Caverns>> confessa
Paolini con una risata.
Il viaggio dello scrittore Ma
la stesura di Eragon non è solo la somma di luoghi ed esperienze
personali. Determinante per la creazione della saga è stata la famiglia
molto unita di Paolini, e il suo sostegno alle ambizioni letterarie
di Christopher. Il signore e la signora Paolini hanno sempre incoraggiato
l'amore per lo studio, e Talita, un'insegnante che segue il metodo
Montessori, ha istruito personalmente in casa Christopher e Angela.
L'autodisciplina è stata fondamentale per lo scrittore in erba.
Christopher ha iniziato a fare ricerche per il suo romanzo nell'autunno
del 1998, quando aveva appena quattordici anni, e ne aveva quindici,
la stessa età del protagonista, quando ha cominciato a scrivere
sul serio.
<<
L'idea iniziale era quella di un ragazzo che trova un uovo di drago
che si schiude, e il ragazzo e il suo drago vivono tutta una serie
di avventure. Avevo già provato a scrivere delle storie in passato,
ma mi fermavo sempre dopo cinque o sei pagine. Così, prima di cominciare
Eragon, ho passato un paio di mesi a leggere quanti più libri possibile
sulla scrittura, su come sviluppare una trama e creare i personaggi.
Ho anche svolto parecchie ricerche, quasi avessi dovuto scrivere
un romanzo storico. Ho letto parecchia mitologia scandinava e islandese,
come il Beowulf, ad esempio. Volevo cercare di creare un mondo pseudo-europeio,
ma con una storia e una sua logica interna. >>
Paolini
trascorse un intero mese a dar forma a una storia che non si sarebbe
limitata a un solo libro, ma che avrebbe avuto l'ampiezza di un'intera
trilogia, che intitolò l'Eredità. (Tra le sue fatiche ci fu anche
l'invezione di diverse lingue per il suo mondo immaginario.) Soltanto
dopo aver deciso che cosa sarebbe accaduto in ciascun libro, cominciò
a scrivere il primo: Eragon. Ogni giorno Christopher si chiudeva
in camera sua e si sedeva al computer per "un'immersione in
apnea" nel lavoro, interrotto soltanto dal pranzo e da un'ora
di attività fisica prima di cena. Custodiva gelosamente il suo lavoro,
senza fare partecipi di una solta pagina i genitori o la sorella,
sempre più incuriositi dai file che si andavano accumulando nel
compure di Christopher man mano che passavano le settimane e i mesi.
Con
le parole creò un mondo; alcune delle sue fantasie erano visioni
spettacolari di quello che da sempre gli sarebbe piaciuto vedere
in un film. Una di queste invenzioni fu il cono vulcanico del Farthen
Dur, alto dieci miglia e largo altrettante, al cui interno sorgeva
Tronjheim, una città di marmo bianco alta un miglio, con il soffitto
sormontanto da un gigantesco zaffiro stellato.
In secondo
luogo, Paolini voleva creare il più insolito drago mai concepito,
e dalla sua immaginazione nacque Saphira, che non solo era femmina,
ma possedeva delle squame azzurre sfaccettate simili a gemme splendendi.
<< Ho usato il blu di Saphira perchè sono daltonico e vedo
più blu nel mondo che la maggior parte della gente. Un optometrista
mi ha detto che vedo blu persino alcune sfumature di porpora. Il
blu e il porpora sono colori regali, e regale è proprio l'aggettivo
che meglio descrive Saphira. Eragon ha un rapporto speciale con
lei: darebbero la vita l'uno per l'altra. Ho cercato di fare Saphira
il miglior amico che si possa desiderare, e ho pensato che sarebbe
bello avere accanto a sè un bel drago splendente color zaffiro capace
di divorare chiunque ti stia antipatico sul quale poter volare.>>
Un
anno dopo aver cominciato, Christopher terminò il Libro Primo della
sua Trilogia dell'Eredità: finalmente aveva qualcosa di tangibile
che testimoniasse le sue fatiche. << Era terribile, orrendo
>> ricorda. << La storia c'era, ma la scrittura aveva
bisogni di essere riveduta. Ho passato un altro anno a riscrivere
il libro, dando più spessore ai personaggi e ai dialoghi. Alla fine
del secondo anno ho fatto leggere il manoscritto ai miei genitori.
Non ho promesso loro di vederlo se non dopo la seconda stesura.
Tutto ciò che sapevano era che stavo scrivendo una storia su un
ragazzo e una drago. La loro curiosità era arrivata alle stelle,
e probabilmente eragon un tantino preoccupati per quelo loro figlio
che passava tutto il tempo rintanato in camera a lavorare a quel
libro. >>
I suoi genitori rimasero entusiasti del manoscritto.
E così arrivò la fatidica riunione di famiglia in cui a Christopher
venne chiesto fino a che punto intendeva portare avanti quel progetto.
I suoi genitori in passato avevano già pubblicato in proprio alcuni
libri, e suo padre per ben dieci anni aveva lavorato come graphic
design e addetto al "taglio" nel giorni per-computer,
quando la copia veniva preparata a mano per la stampa. Invece di
lasciare che il manoscritto si perdesse nel labirintico mondo dell'editoria,
Christopher non era per caso interessato a pubblicare il libro in
proprio? La risposta fu sì, ed Eragon divenne la principale occupazione
della famiglia Paolini.
"<< Io sono tutti i
personaggi (non soltanto Eragon), perfino i cattivi. E' divertente...
ti permette di entrare nella testa di qualcun altro e di descrivere
persone che si comportano in un modo in cui tu non oseresti mai.
Quando faccio bene il mio lavoro, sento i personaggi che parlano
da sè. Non cerco di imporre loro cosa dire, ma di ascoltare quello
che hanno da dire. Quando un tempo sentivo certi scrittori dire
cose del genere, credevo che fossero un tantino svitati. ma adesso
so che funziona davvero così.>>" Christopher Paolini
L'avventura
della famiglia Paolini Nel pubblicare in proprio Eragon,
la famiglia Paolini si occupò di tutti quei compiti a cui sono dedicati
interi settori nelle case editrici: l'editing, la composizione tipografica,
le bozze, il sesign e il layout, la produzione, il marketing, l'immagazzinaggio
e la distribuzione. La famiglia impiegò un anno per creare la versione
finale del libro, che produssero in un'edizione in brossura sovradimensionata.
Come tocco finale, Christohper disegno la copertina, dipingendo
l'occhio del drago. << Quando lavori su qualcosa per tre anni,
diventa una parte di te >> dice Paolini. << Così, quando
abbiamo avuto in mano la prima bozza di stampa di Eragon, èstata
un'esperienza incredibile, quasi come vedere nascere un figlio...
è stato qualcosa che non riesco a descrivere a parole. >>
Ora
sono passati tanti anni, Paolini confessa che è anche molto "doloroso"
rileggere Eragon. Il suo commento è dovuto in parte alla normale
consapevolezza di un giovane scrittore che, con l'esperienza, riguarda
il suo primo lavoro e pensa soltanto a come avrebbe potuto fare
le cose in maniera diversa. Ma il suo primo libro resta anche una
testimonianza di quanto fu dura per la sua famiglia perseguire quel
progetto. << Siamo andati incontro a diversi problemi finanziari
quando abbiamo deciso di investire in Eragon tutte le nostre energie.
I miei genitore non hanno avuto altri introiti durante l'anno in
cui lo abbiamo preparato per la pubblicazione. Direi che è stato
prodotto in condizioni di notevole stress. Se i primi quadagni dalla
vendita di Eragon avessero tardato ad arrivare anche solo di un
paio di mesi, saremmo stati costretti a vendere la casa. Era come
nuotare o annegare. >>
La famiglia aveva cominciato
a vendere il libro tramite presentazioni nelle librerie, ma era
un processo lento e dagli esiti incerti. Non era impresa da poco
raggiungere le librerie sparse nei vasti spazi aperti nel Montana,
nel tentativo di incontrare quanti puù possibili lettori. Christopher
fece del suo meglio per attirare l'attenzione di potenziali acquirenti:
data l'atmosfera medievaleggiante del romanzo, si vestiva a tono,
con una svolazzante tunica rossa da spadaccino, pantaloni neri,
una cintura nera da pirata e stivali neri di cuoio alti fino al
ginocchio.
Durante una riunione di famiglia intorno al tavolo
della cucina, Talita suggerì che potevano raggiungere centinaia
di persone alla volta presentando il libro nelle scuole e nelle
biblioteche. Con suo padre alla guida, le incursioni di Eragon raggiunsero
non solo il Montana, ma anche l'Idaho, il Texad e lo stato di Washington:
oltre 135 presentazioni, secondo i calcoli di Paolini.
Nel
frattempo aveva cominciato a spargersi la voce, e le copie vendevano
bene. La prima tiratura di cinquanta, cento copie, si moltiplicò
fino a raggiungere migliaia di esemplari. L'avventura nomade era
entusiasmante, ma non era facile macinare centinaia e centinaia
di miglia d'asfalto. Le estenuanti giornate terminavano in camere
d'albergo, dove Christopher crollava a dormire, tormentato persino
in sogno da suo discorso d'introduzione: "Salve, mi chiamo
Christopher Paolini. Vi piace il fantasy? Bè, vi consiglio di provare
a leggere ERagon. E' la storia di un ragazzo e del suo drago.."
Ma
l'avventura della pubblicazione in proprio stava per concludersi.
Nell'ottobre del 2002, lo show itinerante di Eragon arrivò nella
libreria Island Book di Mercer Island, nei pressi di Seattle. La
madre di Christopher ricevette un'email da New York e riferì la
felice notizia che Michelle Frey, editor della Knopf, una divisione
della Random House Children's Books, voleva non soltanto acquistare
Eragon, ma l'intera trilogia pianificata dell'Eredità. <<
Abbiamo saltato per la stanza almeno per due ora >> ricorda
Paolini. << Eppure non capivamo come fosse potuto accadere,
perchè non avevamo proposto il libro a nessuna casa editrice e non
immaginavamo come lo avessero scoperto. >>
Sembra che
il famoso autore best-seller Carl Hiaaseen si trovasse in vacanza
nel Montana per una battuta di pesca con la moglie e il figlio di
dodici anni, Ryan, e che quest'ultimo abbia deciso di comprare una
copia di Eragon in una librerie del posto. Ala ragazzino piacque
cos tanto che Hiaaseen lo raccomandò al suo editor alla Knopf, Nancy
Siscoe, che a sua volta passò il libro alla Frey, che se ne innamorò.
La frey espresse la sua intenzione di comprare la trilogia inviando
un'email all'indirizzo che i Paolini avevano inserito alla fine
del libro. << Leggo un'infinità di manoscritti >> spiega
la Frey, << ma non riuscivo a staccare gli occhi da quel libro.
Mi sentivo come risucchiata nel mondo di Alagaesia e nella vita
dei personaggi. Ho intuito che Christopher era un narratore incredibilmente
dotato, con un fortissimo senso per il racconto epico, e volevo
condividere questo piacere con altri. >>
<< Mi
piace sempre dire ai giovani lettore che possono cambiare il mondo
>> afferma Paolini. << Un giovane lettore ha senz'altro
cambiato il mio, di mondo, e gli sarò grato per sempre. Come pure
a Michelle, che in pratica ha detto: "Oh, d'accordo, investiamo
in una trilogia fantasy pubblicata in proprio da un diciottenne."
Ci vuole davvero del coraggio per fare una cosa del genere! >>
Una
volta che la Random House ebbe acquistato Eragon, il libro attraversò
un'ulteriore fase editoriale prima di essere pubblicato nell'agosto
del 2003. Eragon debuttò al terzo posto nella classifica dei best-seller
del New York Times. Era la storia di un successo improponibile,
eppure il futuro riservava altre sorprese, comprese alcune singolari
coincidenze. << John Jude Palancar è uno dei miei illustratori
preferiti. Ho dato il nome alla valle Palancar pensando a lui >>
dice Paolini. << Ma senza saperlo, e senza che nessuno mi
avvertisse, fu proprio lui che la Random House scelse per illustrare
le copertine dei tre libri della trilogia! Questa sì che è magia!
>>
Christopher
afferma che, una volta terminata la trilogia dell’Eredità, si concederà una
lunga vacanza per raccogliere idee su un nuovo libro.
Cotta Vaz Mark - Mythic Vision. Sul set di Eragon Adatt.
by Massimo (mastermax)
Martedì 31 Ottobre 2007, con un Comuncato Stampa,
Christopher Paolini ha affermato di voler trasformare la sua Trilogia in
un Ciclo di quattro libri, data la complessità e la lunghezza della
storia.
SCRIVI ALL'AUTORE
 Christopher Paolini c/o Michelle Frey Random House Children's
Books 1745 Broadway, 9th Floor New York, NY 10019

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