Haunting Dreams : Paranoia Limits

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Sia l'autore che la storia sono un completo disastro
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Haunting Dreams : Paranoia Limits

da Okamikage » 3 marzo 2011, 16:23

PRIMA DI COMINCIARE:
Questo racconto verrà scritto utilizzando come personaggi centrali
gio98,sotto lo pseudonimo di "Jhonny"
Elva97,chiamata "Hicks"
SarArya,nominata "Sara" (non è stata data diversa indicazione per il nome da utilizzare)
Okamikage,ossia me medesimo,chiamato "Lorenzo"

PROLOGO

Jhonny spense il computer.
Aveva appena finito di scrivere gli ultimi aggiornamenti di una storia che gli sembrava non avere mai troppo tempo per scrivere.
Era stanco,guardò l'orologio posto sulla sua scrivania : non era poi così tardi.
Pensò a cosa poter fare per ammazzare il tempo.
Aprì la finestra,vide che non era ancora calato il Sole.
Forse sarebbe sceso a prendere un caffé giù al Bar.
Ma sì. Che male poteva fargli?
Dopotutto era solo il quinto in un giorno.
Si frugò in tasca,tirò fuori qualche moneta.
Sorrise,strinse i soldi nella mano e corse fuori casa.

Sara armeggiava con una matita.
Era chiusa in classe da due ore,e già era stanca morta.
Fece cadere pesantemente la testa sulla tavola.
Se almeno il suo professore non fosse stato così maniacalmente vigile sull'attenzione degli alunni in classe,avrebbe potuto strappare un foglio da quell'odioso quaderno di matematica e buttare giù l'abbozzo di una poesia.
<<Signorina,non ha dormito forse bene stanotte?>>
Era la voce irritante di quell'insegnante.
La ragazza alzò di colpo la testa.
<<Eh? Chi? Io??>>
<<Che ne dice di andare a fare una passeggiata in corridoio?>>
Quella proposta sembrò estremamente allettante,e Sara quasi credette di sognare per un attimo,dato che il fastidioso uomo non faceva uscire nemmeno per mandare al bagno un malato di dissenteria.
<<Posso?? Davvero??>> chiese con un'aria tra l'incredulo ed il felice.
Spazientito da quell'atteggiamento,che forse gli appariva troppo strafottente,il Professore strinse la bocca in un'espressione di rabbia,prese la penna e scrisse qualcosa sul registro.
La compagna di banco di Sara si mise le mani tra i capelli.
<<Ecco. Hai preso un altro rapporto...>>

Hicks era seduta immobile,davanti alla TV.
Guardava in silenzio un film.
Portava sempre felpe con un cappuccio che puntualmente si piazzava sulla testa.
Non amava essere vista in volto.
Non si scopriva mai,nemmeno in estate.
In realtà,"Hicks" non era nemmeno il suo vero nome.
Né un soprannome che si era scelto lei volontariamente.
Era un cognome americano.
La chiamavano tutti così perché il suono della pronuncia di tale parola suonava come l'incognita aritmetica "X".
Il film che trasmettevano non le piaceva.
Cambiò canale spazientita.

Lorenzo finì di scrutare il disegno che la sua ragazza aveva appena terminato di fare.
<<Che dire...è stupendo.>> pronunciò con un soddisfatto sorriso.
Lei gli passò la mano sulla testa,liscia e lucida come un limone.
Vi fece schioccare un sonoro bacio,che fece arrossire il ragazzo.
<<Andiamo,dai,si sta facendo tardi. Abbiamo un appuntamento al Ristorante Giapponese,ricordi?>>
La fanciulla fece cenno di sì con la testa,poi lo prese per mano e si incamminarono verso la macchina.

Apparentemente niente legava queste quattro persone.
Apparentemente,sembravano anche destinate a non conoscersi mai.
Ma la vita era talmente beffarda,che li avrebbe fatti incontrare forse in quella che era la più sgradevole circostanza.

[[CONTINUA]]
Ultima modifica di Okamikage il 23 maggio 2011, 15:39, modificato 2 volte in totale.
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Haunting Dreams : Paranoia Limits

da Okamikage » 3 marzo 2011, 18:50

23 Giugno

Il profumo dell'Estate oramai era forte.
Il caldo ed intenso Sole era accogliente sin dalle prime luci dell'Alba.
Erano le 06.03 di Domenica. Lorenzo si alzò a sedere sul letto,guardandosi smarrito intorno.
Cercò per un attimo di ricordarsi cosa aveva sognato,ma fu una battaglia persa in partenza.
Si stiracchiò,poi si diresse verso la sedia del suo PC.
Prese la camicia e se la infilò,abbottonandosela distrattamente.
Ovviamente,quando arrivò all'ultimo bottone,si accorse di aver saltato un buco,cosicché fu costretto a ricominciare tutto da capo.
Imprecò a bassa voce,dandosi del perenne distratto.
Fu la volta dei jeans.
Controllò di infilare bene la camicia dentro i pantaloni.
Quindi,la cravatta.
Non sapeva quale scegliere,ne aveva molte.
Quella blu,quella con le emoticons...quella dei Simpson...o forse quella con tutte le bandiere del Mondo?
No,andò sul sicuro. Camicia nera,cravatta di seta nera sopra,viola sotto.
Chiamò la sua ragazza al telefono.
Lei rispose assonnatissima.
<<Sei pronta..?>>
<<Sì...cioè,mi devo ancora vestire,sono sempre in pigiama.>>
<<Be',sbrigati,carichiamo i bagagli e poi dobbiamo scappare all'aeroporto...>>
<<Sì...sì...>>
Lorenzo sorrise. Gli faceva molta tenerezza sentire la sua fidanzata ancora tra il sonno e la veglia.
<<Ti amo.>>
Riagganciò.

Jhonny frullava il pallone da Basket tra le mani,seduto sulla panchina.
Era un incontro di estrema importanza. E gli avversari avevano la fama di giocare a forza di falli.
Il brutto è che vincevano,perché i giocatori erano intimoriti dal loro atteggiamento da bulli.
Be',Jhonny non lo era.
Entrarono i primi membri della squadra rivale,e caso volle che gettassero le prime occhiate proprio su di lui.
Il ragazzo si alzò in piedi e cominciò a palleggiare nervosamente.
Prese un suo compagno per un orecchio e lo tirò a sé.
<<Va' dagli altri e di' loro che se vinciamo questa partita,poi ci toccherà fare a botte. Aggiungi anche che se non la vinciamo sarò io a pestarli. Lascia a loro la scelta di cosa sia peggio.>>
Jhonny era il leader del suo team.
Se qualcuno si lasciava intimidire dai rivali di un'altra squadra,lui lo portava nello spogliatoio e gliene suonava talmente tante da fargli passare qualsiasi paura o dubbio.
Riprese a palleggiare,stavolta più forte di prima,senza staccare lo sguardo dai membri della squadra avversaria.

Sara sorseggiò il cappuccino distrattamente.
Aveva uno sguardo assente.
Pensava che era appena andata in vacanza,e già doveva rimettersi a studiare per il nuovo anno scolastico che sarebbe cominciato a Settembre.
Settembre. Sembrava così lontano.
Le squillò il telefono.
<<....>>
Il display indicava che la chiamata proveniva da un numero privato.
Rispose comunque.
<<Pronto?>>
<<Giulia,sono Hicks.>>
<<...>>
<<Giulia?>>
<<...non ho capito chi sei...>>
<<Sono Hicks.>>
<<E io sono Ypsilon.>> rispose lei,scherzando.
Silenzio dall'altro capo del telefono.
<<Emh...non...non sei Giulia?>>
<<No. Credo lei abbia sbagliato numero.>>
Mentre si sentì riattaccare in modo alquanto frettoloso,Sara fece in tempo ad udire quella donna con lo strano nome mormorare qualcosa.
<<Dannazione,ecco perché chiamo sempre con l'anonimo...>>


[[CONTINUA]]
Ultima modifica di Okamikage il 3 marzo 2011, 20:37, modificato 1 volta in totale.
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da Okamikage » 4 marzo 2011, 12:51

Jhonny provò un tiro da 3 punti.
Canestro pieno.
I suoi ragazzi erano discretamente in vantaggio : la paura delle botte del Capitano era una cura più che efficace contro l'ansia da prestazione.
Il primo tempo era terminato.
Mentre i giocatori si dirigevano negli spogliatoi per darsi una rinfrescata,un tizio piazzato e muscoloso avvicinò Jhonny.
Era il portavoce dei rivali....
<<Datevi una calmata e cercate di perdere.>> gli sussurrò.
<<Non conosco quella parola.>> rispose calmo il ragazzo.
Questo allora lo afferrò per la nuca.
<<Conoscerai il dolore se giochi troppo bene.>>
Per tutta risposta,Jhonny afferrò il polso dell'avversario,con un gesto fulmineo lo torse e poi gli assestò una ginocchiata nelle parti basse.
<<Ecco. Tu il dolore lo hai già conosciuto. Cerca di fare in modo che ti basti.>> infierì infine.
Il bullo si accasciò a terra,dolorante. La ginocchiata gli aveva tolto il fiato.

All'aeroporto,Lorenzo stava attendendo calmo il loro volo. Leggeva qualcosa,ed ogni tanto alzava lo sguardo per dare una sfuggevole occhiata al tabellone delle partenze.
<<Manca ancora un'ora e mezzo...te l'avevo detto che facevamo largamente in tempo.>> gli disse la sua ragazza,quasi in tono di rimprovero.
<<Meglio presto che tardi. Non voglio fare le corse.>> replicò lui.
<<Facevamo in tempo anche se partivamo tra un'ora!>>
<<E se non trovavamo parcheggio? E se trovavamo traffico? Gli imprevisti sono sempre in agguato,è meglio partire un po' prima e fare le cose con calma,no?>>
Lei rimase in silenzio.
Lorenzo l'abbracciò e chiuse il libro che stava sfogliando un po' svogliatamente.
<<Che cos'è?>> domandò la fanciulla incuriosita.
<<Si chiama...."Yuurei no Kokumin"...di un certo...>> guardò sconcertato il nome dell'autore <<....non so,si firma "Okamikage". Non credo proprio sia il suo vero nome.>>
Rimise il libro nello zaino.
<<Vieni,ti offro qualcosa al Bar.>> le disse sorridendo.
<<Cappuccino e brioche?>>
<<Ahah...sì,dai...facciamo una buona,seconda colazione. Sarà un viaggio lunghetto,dopotutto.>>
Si alzarono e si diressero verso il Bar dell'aeroporto.

Hicks uscì a fare una passeggiata.
Alcuni conoscenti la salutarono vedendola uscire per strada,e lei ricambiò il saluto malvolentieri,tirandosi ancora di più il cappuccio sulla testa.
Il suo volto era un'ombra perenne.
Si sorprendeva che non era venuta fuori già qualche leggenda metropolitana sul suo conto.
"La ragazza senza volto" pensò sorridendo.
Scosse la testa e si diresse verso la campagna.

Sara stava sfogliando assente le pagine del suo libro di Letteratura.
Cercava disperatamente di farsi entrare in testa quei Poeti Maledetti.
No,non era un termine offensivo per definire alcuni autori non graditi.
Lei stava effettivamente studiando l'epoca dei "Maudits".
"I Fiori del Male",di Baudelaire....
La ragazza sospirò,poi provò a leggere con più decisione i passi di quella raccolta di poesie.
"È là che ho vissuto in calma voluttà,
tra azzurro, onde, splendori
....
e il cui unico scopo era di rendere più profondo
il segreto doloroso in cui languivo.
"
<<...?>>
Quelle parole le ricordavano il sogno che aveva fatto la notte precedente.
Lei che,sulla spiaggia,sola,stava china su qualcosa...o su qualcuno.
Un cadavere. Era inginocchiata su un cadavere.
Chiuse gli occhi per ricordare meglio.
I suoi pensieri,da distratti e fugaci,stavano iniziando a farsi intensi e ossessivi.


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da Okamikage » 4 marzo 2011, 16:18

19 Luglio,
Tribunale Minorile


Jhonny fu accompagnato davanti al Giudice.
Dopo che aveva quasi castrato il giocatore avversario che l'aveva minacciato,questo era andato a frignare dall'arbitro,che aveva sospeso la partita.
Era scoppiata una colluttazione tra le due squadre,e Jhonny era stato ritenuto la miccia della rissa.
Il suo avvocato gli sussurrò qualcosa all'orecchio.
<<Zitto e lascia parlare me. Sei troppo impulsivo quando apri bocca,ti metti nei guai così.>>
Il Giudice,con la sua triste toga nera,aprì un bloccò e iniziò a scrivervi qualcosa.
<<Allora...abbiamo a ruolo la causa che concerne i disordini del Palasport di Aosta....la parola all'Avvocato Difensore.>>
Il legale si alzò in piedi e si schiarì la voce.
<<Dunque...il giorno 23 Giugno,alle ore 10.25 del mattino,Ora Legale,il mio cliente stava disputando un incontro in trasferta dell'attività sportiva agonistica di Pallacanestro.>>
Il ragazzo si nascose il viso tra le mani.
Quante parole complicate per dire "Stava facendo una partita di Basket".
L'Avvocato continuò.
<<Ora,la squadra contro la quale il qui presente Imputato giocava è conosciuta per la violenza con la quale affronta gli incontri sportivi. Lo riportano i numerosi falli ed il numero di espulsioni per partita.>>
Il Giudice ascoltava svogliato,ma l'uomo continuava con la sua irritante parlantina.
<<Il mio cliente,durante l'intervallo tra il primo ed il secondo tempo,si è sentito afferrare per il collo da uno dei giocatori della squadra avversaria,il quale lo avrebbe intimato a perdere volontariamente l'incontro sotto minaccia. Egli non ha fatto altro che difendersi.>>
Il Magistrato fece cenno all'Avvocato di smetterla di parlare.
<<L'Imputato doveva riferire l'accaduto al responsabile della sua associazione sportiva,e/o al direttore dell'incontro.>>
Jhonny scattò in piedi,nervoso.
Guardò l'uomo con la toga nera pieno di rabbia.
<<Senti testa vuota,sono stato trattenuto in un carcere minorile per quasi un mese,quello mi aveva messo le mani addosso e io avevo tutti i diritti di difendermi. Se poi quella mammoletta è andata a frignare dall'arbitro anziché tirare fuori le palle e giocare seriamente,non è un problema mia. Ora,o mi lasci andare,o vengo lì e ti faccio fare la sua fine!>>
Il Giudice rimase esterrefatto dai modi di fare del ragazzo. Il suo Difensore cercò di calmarlo,balbettava per riprenderlo,ma non riuscì a trattenere il suo l'impeto furioso.
<<Questo è un oltraggio! Portatelo via!>> sentenziò il Magistrato.
I membri dell Forze dell'Ordine lo presero,ma a sorpresa Jhonny strappò la pistola dalla fondina di uno di loro e la puntò contro a tutti i presenti.
<<Vediamo ora chi ce l'ha la legge in mano,vecchio.>>
si rivolse ad uno dei poliziotti.
<<Fa' una mossa,una sola mossa,e ti pianto una pallottola in testa. Ora io esco di qui,e voi mi farete uscire senza starmi alle costole.>>

Aosta

Hicks rincasò.
Era sudata,tenere il cappuccio in piena Estate era faticoso.
Ma senza,si sarebbe sentita a disagio.
Accese la TV,e subito sintonizzò sul TeleGiornale.
La notizia che stavano dando,era quella di un giovane adolescente fuggito durante un processo,dopo aver rubato l'arma di ordinanza ad un Agente di Polizia ed averla puntata contro i presenti.
<<Bene. Un altro delinquente a giro.>> mormorò lei.
Era l'ora di pranzo,Hicks aveva fame.
Suonò il campanello.
"La pizza che avevo ordinato! Era ora!" pensò.
Corse ad aprire la porta....

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da Okamikage » 5 marzo 2011, 13:46

Il fattorino si presentò con un grande scatolone fumante in mano.
Senza nemmeno salutare,Hicks chiese a quanto ammontasse la sua spesa.
Imbarazzato,anche dall'aspetto inquietante di lei,il ragazzo si affrettò a rispondere.
<<Sono 7 €...>>
Hicks si frugò in tasca e tirò fuori il denaro.
Quindi rientrò in casa.
Mentre chiudeva la porta,timidamente il fattorino alzò la mano in cenno di saluto.
<<B...buona giornata!>>


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Re: Haunting Dreams : Paranoia Limits

da Okamikage » 5 marzo 2011, 16:37

PS - Elva,tu volevi sapere l'età dei protagonisti in questa storia...allora,la storia è ambientata tra 1 anno,quindi abbiamo tutti 1 anno in più rispetto ad ora.
Facendo due calcoli :

Jhonny avrà quindi 14 anni
Hicks ne avrà 15
Sara anche dovrebbe averne 15 (o 16,glielo chiederò via MP)
E,infine,io ne avrò 24

=)
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da Okamikage » 7 marzo 2011, 12:50

20 Luglio

Sara si svegliò di soprassalto.
Respirava affannosamente.
Di nuovo quel sogno.
Lei,in ginocchio sulla spiaggia,con un cadavere lì,steso a terra.
Un terribile segreto che nascondeva.
Ansimava,ansimava profondamente.
Le sembrò di udire un rumore sordo e ripetitivo.
Il suo cellulare. Stava squillando.
Si alzò di scatto e cominciò a cercarlo.
Era rimasto nelle tasche dei suoi jeans.
Guardò il display prima di aprire la chiamata.
Anonimo...
Respirava ancora affannosamente,ma doveva rispondere.

Prima ancora che potesse dire pronto,una voce femminile conosciuta le disse qualcosa.
<<Sono Hicks.>>
Hicks? Quel "nome" l'aveva già sentito.
<<Ancora?>>
<<Sì,ma stavolta non ho sbagliato numero. Voglio proprio te.>>
Sara aggrottò le sopracciglia.
<<E che vuoi da me...?>>
<<Tu hai sentito la mia voce. Sei una persona che non conosco. Ora ti devo conoscere,non posso rischiare che qualcuno che non ho mai visto in vita mia girovaghi liberamente conoscendo qualcosa di me.>>
<<Eh...?>>
<<Di dove sei?>> continuò calma Hicks.
<<Ma tu sei malata...io chiamo la Polizia!>> rispose un po' agitata Sara.
<<La Polizia non serve a niente. Hanno lasciato scappare perfino un ragazzino.>>
<<Ma che dici?>>
Sara non era solita seguire i TeleGiornali.
<<Lascia perdere -continuò la misteriosa interlocutrice- di dove sei?>>
La ragazza non sapeva cosa rispondere. Poi,sembrò decidersi. In effetti,era anche curiosa.
<<Sono di...>>
<<Non importa. Vieni all'aeroporto di Rimini tra due giorni per le 12.10. E' un luogo neutro a tutt'e due,credo. Ci incontreremo lì. Cerca di esserci.>>
Hicks riagganciò.
<<Oh...che modi scorbutici..>> borbottò Sara,che oramai aveva perso ogni traccia di sonno.
Guardò l'orologio. Le quattro e mezzo di mattina.

13.40,Malpensa

Jhonny corse veloce verso la biglietteria.
Aveva con se una grossa borsa.
Un cappellino gli copriva il volto.
<<Il primo aereo,quando parte?!>> chiese frettolosamente e in malomodo all'addetta.
Questa batté qualche tasto sul computer.
<<Ce n'è uno per Berlino che decolla fra mezz'ora.>> rispose sorridendo gentilmente.
Il ragazzo abbassò seccato lo sguardo.
<<Berlino è in Europa...io voglio andare fuori dal Continente...non ce n'è uno per gli Stati Uniti,per esempio?>>
L'impiegata lo guardò incuriosita.
<<Lei è uno di quelli a cui piace partire all'improvviso,senza una meta precisa...un avventuriero,insomma...>>
Jhonny avrebbe voluto ucciderla,ma preferì assecondarla per non destare sospetti.
<<Sì,sì,proprio così. Allora,ce n'è uno per gli Stati Uniti?>>
<<Sì,tra quindici minuti,con scalo però. E' diretto a...Miami,per la precisione. Le va bene?>>
<<Sì,sì,si sbrighi,altrimenti perdo il volo. Mi dica quant'è...>>
<<Sono...seicentocinquanta.>>
Bestemmiando tra sé e sé,il ragazzo infilò una mano nella borsa ed estrasse del denaro che aveva derubato in quei suoi pochi giorni di fuga.
Ma tra poco sarebbe stato a Miami. Niente lo avrebbe intralciato,mai più.

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da Okamikage » 7 marzo 2011, 19:39

22 Luglio, 11.59
Rimini

C'era un cielo limpido e pulito.
La città sulla Riviera Romagnola era colma di vitalità e turisti.
Sara entrò nell'aeroporto e si sedette.
Cominciò a fissare il cellulare,in attesa che la sconosciuta Hicks la contattasse.

Dopo cinque minuti,cominciò a pensare che fosse tutto uno scherzo.

Dopo altri sei minuti,la sua ipotesi fu brutalmente smentita.
Le 12.10 in punto.
Il telefono squillò,solito numero non disponibile,ma stavolta lei sapeva bene chi era.
Sara si affrettò a rispondere.
<<Che puntualità.>>
<<Sono sempre puntuale. Inizia a salutare.>>
<<Chi devo salutare?>> chiese sconcertata la ragazza.
<<Nessuno,faccio solo per individuare la tua posizione.>>
<<Ah...ok.>>
La ragazza si alzò in piedi e cominciò ad agitare il braccio.
La sua interlocutrice riattaccò.

Le piombò accanto di botto.
<<Così tu sei Sara.>> disse con basso tono di voce.
Sara guardò Hicks. Era una persona strana,con il cappuccio della felpa leggera tirato fin sopra gl'occhi.
<<Emh...sì...posso vederti in volto?>>
<<No.>>
<<Ma dai! Tu mi hai vista!>>
<<NESSUNO mi deve vedere in volto. Andiamo.>>
Hicks prese Sara per un braccio e la condusse verso la biglietteria.
<<Eh? Ma dove mi porti???>>
<<A Miami.>>
<<A MIAMI?!?!?! MA IO NON HO NEMMENO LE VALIGIE CON ME!!! E NEMMENO I SOLDI!!!!>> protestò vivamente la ragazza.
<<Non importa. Ho abbastanza denaro per pagare il viaggio a entrambe.>>
<<Sì,ma che ci andiamo a fare a Miami?>>
<<Non segui la TV?>>
<<No!>>
Hicks sospirò.
<<Bene. Allora ti riassumo tutto in pochissimo tempo. Un ragazzino di nome Jhonny è fuggito durante il suo processo per provocata rissa dal Tribunale Minorile. Ha errato un po' per l'Italia nel giro di qualche giorno,spostandosi continuamente,fino a che,con ogni probabilità,è stato riconosciuto,anche se troppo tardi,da un'impiegata alla biglietteria dell'aeroporto di Malpensa. ha detto che era diretto a Miami.>>
Mentre parlava,Hicks continuava a tirare Sara.
<<E noi che c'entriamo in tutto questo?!>> chiese la ragazza cercando di liberarsi dalla presa.
<<Secondo te,come ha fatto un fuggitivo improvvisato a trovare i soldi per andare negli Stati Uniti?>>
<<Li ha rubati?>>
<<Esattamente. E io sono una delle vittime del suo saccheggio. La notte del 20 Luglio,verso le tre e quarantacinque,è entrato in casa mia con una pistola e mi ha fregato circa mille euro. Me li voglio riprendere.>>
<<Wow...sono una bella sommetta.>>
<<Sì.>>
<<Ma io..?>>
<<Mi serviva una compagna di viaggio,e tu sei quella più adatta. Non mi hai mai visto,non sai il mio vero nome,né dove abito.>>
<<Quindi?>>
Hicks si voltò verso Sara,sul suo volto comparve l'accenno di un macabro sorriso.
<<Quindi,a nessuno verrà in mente di ricondurre il tuo rapimento a me.>>
<<Ra...Rapimento?!>> chiese la ragazza,la quale oramai non si opponeva più alla presa di Hicks.
<<Sì. Ti sto portando di forza verso un aereo che parte tra un'ora,diretto molto,molto lontano da qui. E',a tutti gli effetti,sequestro di persona.>>
<<Ah...>>
La misteriosa telefonista anonima lasciò andare Sara e si fermò un attimo per parlarle.
<<Se mi aiuti a trovarlo,torni a casa tranquilla e ti lascerò metà della somma. E' solo una questione d'orgoglio riprendermi quel denaro. E poi,stringerò amicizia con questo Jhonny.>>
Sara guardò interrogativamente Hicks.
<<Eh...?>>
<<Sì. Lui oramai sa dove abito e...cogliendomi nel sonno,mi ha perfino vista in faccia. Ora dobbiamo diventare amici.>>
<<Ma tu sei fissata...>>
<<Forse. Tu,comunque,vieni con me.>>
<<Sì,sì..-accennò appena Sara-...viaggiare con un tipo così,non può certo essere noioso.>>


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da Okamikage » 8 marzo 2011, 16:58

[[Ahahah...scusate se rido,ma in 2 "castigolove" e la stessa Sara) hanno scritto "Sara è un po' noiosa",e a pensare a come andrà poi la storia....ahahah...sìsì,certo,noiosa,come no....XD Continuiamo.]]


24 Luglio, 11.25
Miami

Nell'appartamento di un un Residence Hotel,Lorenzo stava preparando il pranzo.
La sua ragazza era seduta a guardare la Tv,sembrava presa da una notizia.
<<Hey,bellezza,che dicono di bello?>> le chiese lui,senza staccare lo sguardo dal tagliere.
Lei rimase un attimo in silenzio.
<<A dire il vero,stanno diffondendo l'identikit di un ricercato.>>
<<Ah,interessante. E cosa ha commesso?>>
<<E' un ragazzino di 14 anni. Italiano. Sembra sia scappato da un processo,o roba simile. Non ho capito bene.>>
Lorenzo si voltò verso la TV. Ascoltò per un attimo,poi tradusse ciò che la giornalista della CNN aveva detto.
<<Se n'è andato dopo aver latitato pochi giorni per l'Italia,sembra proprio sia venuto qui. Ha passato tutti i controlli,potrebbe essere armato. In gamba,non ti pare?>>
<<Sì. Ma è stato anche "merito" dell'addetta alla biglietteria che non l'ha riconosciuto subito.>>
<<Magari s'era coperto con qualcosa....>>
<<Già. Avrà falsificato anche dei documenti,o roba simile.>> precisò Lorenzo.
<<Già,altrimenti non si spiega come ha fatto ad imbarcarsi.>>

Miami godeva di splendide spiagge bagnate dall'Oceano Atlantico.
Su di esse,camminavano a passo lento due ragazze,una di loro aveva il cappuccio di una felpa sbracciata portato sin davanti agl'occhi.
L'altra,si guardava intorno smarrita,mentre rivolgeva qualche domanda alla sua bizzarra compagna di viaggio.
<<Dove hai trovato quei documenti in più per il mio imbarco?>>
<<Sono di mia sorella.>>
<<Ah..>>
Hicks era innervosita dal viaggio.
Per salire a bordo,oltre a dover esibire i suoi documenti,le era stato chiesto dalla Polizia di abbassarsi il cappuccio,così Sara l'aveva vista in faccia.
E per di più,ora sapeva che aveva una sorella.
Troppe,troppe cose.
Ad un certo punto,l'ostaggio si bloccò.
Hicks si fermò e le chiese se c'era qualche problema.
<<Nono...-rispose lei-...è solo che,ora che ci penso,questa spiaggi ami sembra abbastanza familiare.>>
<<Oh...sei già stata a Miami in passato?>>
<<No...mai uscita dall'Europa....poi,in realtà,a me piace più la montagna che il mare...>>
<<Ah. Proseguiamo allora,è solo una tua impressione.>>
<<Ok...>>

19.45

Lorenzo si sistemò la giacca.
Controllò quindi nuovamente di aver fatto il nodo come si deve alla cravatta.
Stavolta si era scelto un modello hawaiano.
L'aveva comprato lì,a Miami.
Fuori il cielo era dipinto di un delicato viola chiaro,il Sole tardava a tramontare del tutto in estate.
La sua fidanzata si affacciò alla porta,sorridente e bellissima.
<<Dove mi porti?>>
<<Ho visto oggi pomeriggio,mentre passeggiavamo,un ristorantino molto molto bello. Ho telefonato e ho fatto riservare due posti tra mezz'ora. E' qui vicino,ci arriviamo facilmente a piedi.>>


Aggiunto dopo 4 ore 48 minuti:

20.30

I due ragazzi si sedettero al tavolo.
Un cameriere arrivò tempestivo per portar loro il Menu.
Lorenzo ringraziò,quindi aprì il blocchetto e cominciò a scrutare i cibi disponibili.
Lei gli si avvicinò e gli sussurrò qualcosa.
<<Hey,hai visto quella tipa dietro di noi com'è strana?>>
Il raga<<o scostò il Menu e dette un'occhiata.
Vide una ragazza di non più di 15 anni seduta di fronte ad una quasi certamente coetanea.
Aveva il volto coperto e parlava con un'espressione statica sulle labbra.
<<Sono italiane.>> disse Lorenzo.
<<Eh?>>
<<Stanno parlando in italiano. Credo discutano di quel ragazzo che abbiamo sentito oggi in TV.>>

Hicks diresse il suo campo visivo verso Lorenzo.
<<Hai qualcosa da dire?>> gli chiese in inglese.
Lui si scusò con la sua ragazza,quindi si alzò e si diresse al tavolo della strana tipa incappucciata.
<<Parlo anche italiano,tanto per cominciare. Seconda cosa,no,non ho niente da dire,ma anche se fosse siamo vige la regola della libertà d'opinione,e dato che che sei entrata vestita come una rapinatrice,posso parlare quanto voglio. Ora,se hai dei problemi andiamo fuori e ne discutiamo lì. In caso contrario,buon appetito.>>
Il tono di Lorenzo era costante e freddo.
Hicks scosse la testa e tornò a parlare con Sara.

Un tizio entrò sparato nel locale.
Nonostante avesse i capelli tagliati e colorati diversamente,i lineamenti del viso non ingannarono il ragazzo : era Jhonny,il latitante.
<<Piccola,vai in bagno e rimani lì. Devo fare una cosa.>>
<<Come?>>
<<Sembra che stasera non ci sia modo di cenare in pace. Vai in bagno e rimani lì,ti ho detto.>>
La ragazza ubbidì.
Un cameriere si era avvicinato all'estraneo per chiedergli se desiderasse un tavolo.
Lorenzo si alzò e andò incontro al latitante.
Hicks guardò Sara. anche lei aveva riconosciuto Jhonny.
<<A quanto pare,non sono l'unica che lo cerca. Dovrà dei soldi anche a quel tizio pelato?>>
Si affrettò a seguire i passi di Lorenzo,scortata da Sara.


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Haunting Dreams : Paranoia Limits

da Okamikage » 9 marzo 2011, 11:01

Non appena il cameriere fece per accompagnare Jhonny al suo tavolo,Lorenzo afferrò il ragazzo per il colletto della maglia e lo tirò verso l'esterno.
Si fermò un attimo e si voltò verso l'inserviente.
<<Scusi,glielo restituisco subito.>>
Jhonny si dimenò e assestò una capata a Lorenzo,il quale aprì la porta e lo scaraventò fuori.
Fece per richiudere,ma Hicks trattenne la porta e uscì con loro.
<<Scusate,avremmo qualcosa anche noi da dire...>> precisò.
Jhonny si alzò. Era circondato.
Davanti a lui c'era Lorenzo,a lato Sara,e dietro gli si era piazzata quella tipa incappucciata.
<<Merda! Si può sapere cosa volete?>> sbraitò in un inglese un po' improvvisato
Lorenzo si appoggiò contro il muro,fu il primo a parlare.
<<Parla pure italiano.Io non voglio niente,apparte sapere se hai intenzione di rapinare questo ristorante. Personalmente non mi interessa se scappi dalla Polizia per sempre e se riesci a farla franca,non ho intenzione di fermarti né altro,ma stasera sono venuto qui a cena con la mia ragazza e non vorrei che la serata fosse disturbata da qualche tuo gesto...avventato,ecco.>>
Jhonny guardò quell'uomo di traverso.
<<Oh,cavolo,tagliarsi i capelli non è servito a niente,e poi nemmeno mi piacciono corti! Comunque tranquillo Mastro Lindo,voglio solo cenare.>>
Hicks si intromise nella discussione spazientita.
<<Non mi interesa cosa siete venuti a fare qui,io rivoglio i miei soldi!>>
Il latitante fissò attentamente Hicks.
<<Ma tu sei quella che ho rapinato l'altro giorno!!! Quella che imprecava perché "ti avevo sorpreso in pigiama e nel sonno"!>>
<<Sono proprio io,ora ridammi i soldi! E poi ci presentiamo....-fece un cenno con la testa verso Lorenzo-non appena questa palla da biliardo si toglie di mezzo.>>
<<Presentarci?!>>
<<Sì,mi hai visto in faccia,quindi ora devo sapere il tuo nome. Dobbiamo diventare amici.>>
Jhonny era confuso dall'atteggiamento strano di Hicks.
<<Se vuoi che diventiamo amici,lasciami il denaro!>>
<<Sognatelo!>>
Il fuggitivo tirò allora fuori una pistola e la puntò contro i presenti.
Sara sussultò,gli altri due rimasero fermi dov'erano.
<<Mi hanno accusato ingiustamente perché mi sono difeso contro un teppista,sono perfino stato sospettato di aver ammazzato una persona che neanche conoscevo a colpi d'arma da fuoco! E ora uno mi chiede di lasciarlo cenare in pace,un'altra di restituirgli i soldi.>>
Hicks e Lorenzo si scambiarono uno sguardo interrogativo.
<<Non sapevo che gravasse su di te l'accusa di omicidio.>> fece il ragazzo.
<<Infatti non ho ammazzato nessuno,ma siccome la vittima abitava in un luogo dove ho compiuto una rapina,sono stato incolpato!>>
La tipa col volto coperto replicò immediatamente.
<<Be',sei un criminale,chi ci dice che non menti?>>
Lorenzo la interruppe.
<<Non mente.>>
Sara finalmente parlò.
<<Come lo sai?>>
<<Ha detto che la vittima è stata ammazzata con dei proiettili,quindi le hanno sparato.>>
<<E dunque?>> aggiunse ironica Sara.
<<Dunque lui ci sta minacciando con una pistola e non ha nemmeno tolto la sicura....>>
Jhonny si sentì in imbarazzo. Guardò la sua arma,e si accorse che quell'uomo aveva detto la verità.
Lorenzo si stiracchiò.
<<Uno che ammazza sparando,deve per lo meno avere l'accortezza di essere sicuro che LE SUE ARMI FUNZIONINO. Giusto,Jhonny?>>
Questo abbassò la pistola,si passò una mano tra i capelli.
Sara si rilassò,Hicks rimase ferma com'era.


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da Okamikage » 9 marzo 2011, 18:24

Jhonny rimise l'arma nella fondina nascosta sotto la camicia.
Si rivolse alla persona dal volto nascosto.
<<Io voglio invece che ci presentiamo tutti quanti qui. Oramai sapete che ho cambiato aspetto,non voglio che lasciate trapelare informazioni. Vi pagherò per questo.>>
Sara lo bruciò con un'occhiata.
<<E con quali soldi?>>
<<Con quelli delle mie rapine. A Miss "NESSUNO DEVE SAPERE CHI SONO" darò il doppio di quanto le ho rubato,a te,ragazzina,darò tremila verdoni,tanto per parlare in gergo americano,e a questo coso qui...quanto vuoi,coso?>>
Lorenzo lo fissò,sempre stando appoggiato al muro.
<<Io prendo denaro solo quando lavoro. E,guarda caso,sono venuto a Miami per lavorare.>>
<<Ah...e che lavoro fai,per curiosità..?>>
Il ragazzo mostrò un'espressione irritata,si avvicinò a Jhonny e schiacciò la fronte contro la sua.
<<Sono un assassino. Ammazzo su commissione.>>
Hicks e Sara si comunicarono uno sguardo incredulo. Pensavano che quell'uomo pelato stesse scherzando,come molto probabilmente fece anche il latitante.
<<Non mi credete?>>
<<Ovvio che no...>> fece Hicks.
<<Bene. Domani,al TeleGiornale delle 18.00 comunicheranno la morte di un certo Edward Kingsdom. E' un trafficante d'armi,che fornisce la "materia prima" ad una gang di un ghetto divenuta abbastanza famosa ora. Si fanno chiamare "The Freedom",ammazzano in nome dell'Anarchia. Il capo della Polizia di Miami è esasperato,non riesce mai a beccarlo,e puntualmente i Freedom fanno morti politici per strada. Così,attraverso un giro di chiacchere coi carcerati,allo scopo di ottenere qualche informazione importante,ha saputo di me e mi ha contattato.>>
Jhonnhy scoppiò a ridere.
<<Cazzo,tu ne hai di fantasia!>>
Lorenzo rimase fermo dov'era,senza rispondere né muoversi.
Un atteggiamento che fece cessare le sghignazzate del latitante.
Sara iniziò ad ansimare.
<<Ora che ce l'hai detto...devi ucciderci,vero?>>
<<Non necessariamente - rispose rilassato Lorenzo - Se fate i bravi di tenere la bocca chiusa,ci aiuteremo a vicenda. Io mi assicuro che Jhonny vi paghi,poi assicuro a Jhonny una via di fuga certa dalla Polizia,e infine assicuro a me in cambio delle mie assicurazioni a voi dei fidati "pali".>>
Hicks sbeffeggiò l'uomo.
<<Sei a corto di terminologia,eh?>> disse,riferendosi al numero di volte che Lorenzo aveva usato la parola "assicurare".
Sara continuava a respirare affannosamente.
<<E...che vuol dire che bisogna fare i "pali"?>>
<<Semplice. L'omicidio dovrà avvenire nell'appartamento di Kingsdom. Voi ve ne state fuori,in punti strategici che vi indicherò io,e mi fate un fischio se arrivano gli sbirri.>>
<<Tutto qui? Poi ci lasci andare?>>
<<I patti sono patti. Voi aiutate me,io aiuto voi.>>
Ma la ragazza non si calmava.
<<E se è Edward ad ammazzare te?>>
Lorenzo si sentì colto sul suo onore di assassino.
Sfilò con una rapidità terrificante la pistola dalla fondina del latitante,un "click" indicò che aveva tolto la sicura,un altro che aveva tirato il cane dell'arma.
La canna della pistola era puntata contro il palato della ragazza che aveva osato dubitare.
Sentì il sapore rancido del metallo in bocca.
<<Se ti sparo un colpo dall'interno della bocca,mirando in alto,il proiettile arriva dritto al cervello senza incontrare l'ostacolo del cranio. Le cervella schizzano sull'asfalto,ma tu non puoi vederle,perché sei già morta.>>
Il suo tono si era fatto leggermente nervoso,ma tornò subito regolare ed equilibrato.
<<Allora,vuoi scommettere che sarà il trafficante a morire senza neanche accorgersene?>>
Sara annuì con la testa.
Il suo carattere era quello di una normalissima persona impaurita.
Sì,era la più normale fra tutti.
Forse.


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da Okamikage » 10 marzo 2011, 11:59

"But my dreams,they aren't as empty
As my conscience seems to be..."

The Who - Behind Blue Eyes


Il giorno dopo,
Mimai Beach, 16th Street


Davanti al condominio che Lorenzo aveva indicato come il luogo dove svolgere la "pulizia",se ne stavano fermi Hicks,Jhonny e Sara.
si guardavano intorno nervosamente,attendendo il sicario.
Jhonny sbraitò.
<<Porca miseria,c'ha presi in giro!>>
Hicks provvide a calmarlo.
<<No,sta' tranquillo. Lui verrà e farà ciò che deve fare. Piuttosto,un'altra cosa mi suona strana.>>
<<Ossia?>> domandò Sara.
<<Ossia,se è stato il Capitano della Polizia di Miami a incaricarlo di rintracciare ed ammazzare il trafficante,perché vuole che controlliamo se arrivano gli sbirri? Non dovrebbero essere al corrente della sua...>>
Una voce pesante da dietro interruppe Hicks.
<<No. E' un'operazione strettamente riservata,e comunque nessuno conosce il mio volto,e chi lo conosce,non conosce il mio lavoro. Apparte voi,s'intende. Comunque,vi avevo detto di attendermi in silenzio,non si parla mai in pubblico di queste cose.>>
Era Lorenzo,con la sua ragazza a fianco.
Jhonny la guardò un attimo interrogativamente,poi si rivolse al Killer.
<<E lei?>>
<<Lei lavora con me. Potete chiamarla Chantal. E' il suo nome in codice,ovviamente.>>
La ragazza porse la mano ai tre individui,senza spiccicare parola.
Lorenzo batté le mani e se le sfregò.
<<Bene...arricciamoci le maniche e diamoci da fare. Tra poco il nostro uomo uscirà,devo prendere il caffé con lui prima che se ne vada di casa.>>
<<Il caffé?>> replicò Sara confusa da quelle parole.
Chantal la guardò,poi le spiegò ciò che Lorenzo voleva dire,usando un tono di voce bassissimo.
<<E' il suo modo di dire "lo ammazzo prima che mi scappi". Non può dirlo così palesemente in mezzo a tutta questa gente.>>
Sara quasi non capì cosa quella ragazza le stava dicendo,tanto parlava sottotono.
Lorenzo aprì la bauliera dell'auto che aveva preso a noleggio sotto falso nome.
Tutti si aspettavano ne tirasse fuori una chissà quale arma,invece se ne uscì con una valigetta piena di cravatte.
<<Mmmh...quale mi metto?>>
Hicks,Jhonny e Sara lo fissarono sbalorditi.
Il latitante si avvicinò a Chantal e provò a porgli qualche domanda.
<<Cioè...ma deve decidere come vestirsi anche per..."prendere il caffé" con qualcuno?>>
Lei,impassibile e con lo sguardo fisso sul Killer,rispose stavolta parlando normalmente.
<<Non come vestirsi,ma quale cravatta mettersi.>>
La sua voce era melodiosa,se non fosse stato per quell'accento freddo,sarebbe risultata anche dolce all'udito.
<<Ho deciso!!! Quella nera e viola!>> esultò soddisfatto.
Chantal buttò un'occhiata all'orologio,quindi si rivolse al bizzarro trio.
<<Ci metterà 4 minuti e 20 secondi,tra mettersi la cravatta,recarsi al primo piano,fare il lavoro e scendere di nuovo. Vado a prendervi qualcosa da bere al Bar. Tu,col cappuccio,mettiti in fondo alla strada,a quel semaforo e fingi di parlare al telefono. La ragazzina invece voglio che stia qui,guardando insistentemente l'orologio e fingendosi seccata per il ritardo di qualcuno. Jhonny,piazzati alla fermata dell'autobus qui di fronte e controlla entrambi i lati della strada. Se succede qualcosa,chiamate questo numero.>>
Chantal porse un biglietto,che Hicks,nervosamente,le strappò di mano.
<<Tanto per precisare,io non mi chiamo "tu,col cappuccio". Ho un nome.>>
<<Ah,sì? E quale?>>
<<Mi chiamo Hicks.>>
Chantal aggrottò la fronte.
<<Cosa sei,un'equazione di matematica?>>


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da Okamikage » 11 marzo 2011, 12:35

Lorenzo si introdusse nell'appartamento.
Gli altri presero le posizioni che erano state loro spiegate.
Poco dopo,l'uomo uscì fuori e si dette una scossetta alla camicia.
Contemporaneamente a lui,Chantal tornò con alcune bibite in mano.
Furono raggiunti immediatamente dal trio.
Jhonny lanciò uno sguardo a Lorenzo.
<<Be'? Non era in casa?>> chiese.
<<No. C'era e ci rimarrà per sempre.>>
La ragazza del Killer iniziò a distribuire le bevande.
<<Allora,Coca Cola per Hicks....Spremuta d'arancia per Sara....Acqua Tonica per Jhonny...e...caffé per Lorenzo -concluse dando un'enorme bicchiere di carta pieno di un liquido marrone scuro al suo fidanzato->>
Lui l'assaggiò.
<<Mmmh...senza zucchero,come piace a me! Sei un tesoro,cucciola!>> disse soddisfatto a Chantal.
Gli altri tre lo guardavano disgustati. Il caffé americano aveva la fama di non essere molto buono,e quel tizio lo sorseggiava di gusto,senza dolcificanti per giunta.

Mentre si incamminarono verso la spiaggia per fare una passeggiata di relax,Hicks s'avvicinò a Lorenzo.
<<Noi ti abbiamo aiutato,ora tu aiuta noi.>>
L'uomo non rispose,guardava fisso davanti a lui,quasi con un'aria preoccupata.
Hicks lo sollecitò di nuovo.
<<Dacci ciò che ci hai promesso.>>
Ma ancora nessuna risposta.
Allora lei lo prese per la cravatta e gli assestò un cazzotto in piena mandibola.
Gli altri si pietrificarono.
Jhonny mise mano alla sua pistola,per prevenire qualsiasi tipo di aggressione.
Stavolta aveva tolto la sicura in anticipo.
Sorprendentemente,il sicario non reagì,e continuò a guardare dritto davanti a sé,immobile.
Sembrava che nemmeno avesse sentito il colpo.
Chantal prese Hicks prima che sferrasse un altro pugno al suo ragazzo.
<<Quando fa così,ha visto qualcosa che non gli piace. E non ti risponderà,nemmeno se gli spari. Sta pensando.>>
<<Ah... e cosa avrebbe visto che l'ha imbambolato a questo modo?>> domandò la tipa incappucciata,massaggiandosi la mano con la quale aveva colpito Lorenzo.
Chantal indicò delle luci a intermittenza,in fondo alla spiaggia,proprio sulla riva del mare.
Tutti guardarono in quella direnzione.
Jhonny si bloccò a sua volta.
<<Ma sono lampeggianti della Polizia....>> constatò.
La fidanzata del Killer annuì.
<<Dev'essere successo qualcosa. In effetti,è molto strano che non abbiate avvistato sbirri passare da nessuna delle vostre postazioni. Pattugliano le strade molto frequentemente.>>
Sara strinse gl'occhi.
<<Evidentemente erano impegnati in qualcos'altro.>> continuò Chantal.
<<E' morto qualcuno.>> decretò improvvisamente Sara.

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da Okamikage » 12 marzo 2011, 11:12

Erano ancora troppo lontani per vedere se la Polizia stesse effettivamente analizzando un cadavere.
Come faceva Sara ad esserne così sicura.
<<Io,Jhonny e Chantal dobbiamo allontanarci. Però voi siete totalmente insospettabili,e se vi avvicinate anche un po' per vedere cosa è capitato,nessuno vi dirà niente. Presentatevi al porto di Miami tra un'ora e riferite. Noi tre ci faremo trovare là.>> disse Lorenzo,che sembrò essersi ripreso dal suo stato di trans.
Hicks annuì. Anche se prendeva controvoglia ordini,stare ad ascoltare un "professionista" era l'unico modo per capirci qualcosa in quella storia che stava diventando dannatamente più complicata del previsto.

Un'ora dopo, Porto di Miami

Sara arrivò piangendo,Hicks l'accompagnava semplicemente con le mani in tasca.
<<Come nel mio sogno,esattamente come nel mio sogno!>> gridò Sara.
Jhonny la guardò strano.
<<Eh?>>
Hicks intervenne e rispose per lei.
<<E' da quando ha intravisto il cadavere che ha iniziato a frignare. Fatela calmare,non la sopporto più.>>
Chantal le si avvicinò.
<<Allora era davvero morto qualcuno.>>
La ragazza,ancora in lacrime,singhiozzava ed annuiva.
<<Gli..sniff...sniff....gli hanno....sniff...sniff...>>
Chantal,spazientita,prese per a gola la fanciulla.
<<Smettila e dicci tutto. ORA.>>
Ma lei non voleva saperne di smettere di piangere.
<<Gli hanno...sniff...strappato...sniff sniff...gli hanno strappato gl'occhi....le sue orbite erano vuote,capisci? LE SUE ORBITE ERANO VUOTE!>>
Con uno strattone violento,la fidanzata del Killer la gettò a terra.
<<E che c'entra il tuo sogno?>>
Sara sembrò calmarsi per qualche istante.
<<Era lo...era lo stesso..sniff...lo stesso posto che ho sognato epr qualche notte...e il corpo,nella stessa posizione....>>
<<Finiscila -intervenne allora Lorenzo- I sogni premonitori non esistono. E' solo una banale coincidenza,chiaro? Non voglio sciamani nel mio gruppo,non c'è spazio per le credenze popolari in quello che facciamo noi. Quelle lasciatele alla vostra vita quotidiana. Quello che ci resta da fare ora,è prendere qualche informazione in più sulle circostanze del delitto.>>
<<Come? E perché? Cosa interessa a noi?>> chiese Jhonny.
<<Ci interessa,perché il modo in cui è stata uccisa quella persona,mi fa pensare al comportamento di un Serial Killer. E se c'è un Serial Killer in circolazione,significa più Polizia nelle strade,forse anche i Federali si metteranno in mezzo. Non ne abbiamo bisogno ora,dato che presto verrà rinvenuto anche il corpo di Edward,il trafficante. Due morti così vicini....non sono un buon segno per gli sbirri. Andiamo a ritirare la mia ricompensa,poi penseremo a voi.>>


FINE PROLOGO,INIZIO CAPITOLI

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da Okamikage » 13 marzo 2011, 11:39

Grazie per avermi fatto notare gli errori di battitura,non rileggendo mai ciò che scrivo è molto probabile che ne troviate qualcuno,vi prego di segnalarmeli!!!! :)

CAPITOLO 1 : FINCHE' MORTE NON VI SEPARI

Lorenzo,tenendo la mano a Chantal,rientrò seguito dagli altri tre al suo Residence.
Si avvicinò alla Reception e parlò con l'addetto,un ispano-americano che parlava solo un confuso misto tra spagnolo e inglese. L'Ispano-Americano era una variante alquanto bizzarra dell'inglese,parlata specialmente nelle gang Cubane e Portoricane che vivevano negli States.
Il Killer iniziò a chiacchierare in quella lingua.
<<Scusi,ho incontrato questi tre miei amici che non rivedevo da tantissimo,un caso fortuito diciamo. Posso portarli nella mia stanza a prendere qualcosa da bere?>>
<<Ma certo,signor Alvaréz!>> rispose contento il receptionist.
Quel "signor Alvaréz" fu l'unica cosa che i tre ragazzi furono in grado di capire.
Lorenzo ringraziò l'uomo,poi fece cenno agli altri di seguirlo in ascensore.
<<Così ti chiami Alva...Alva-qualcosa di cognome...>> gli chiese Hicks.
<<No. Ho fornito un falso nominativo. Di solito,gli Ispano-Americani sono molto solidali tra di loro,e se li chiedi un piccolo favore,non te lo negano neppure se significa fare qualche strappo alle regole.Ho cercato volontariamente un Residence Hotel gestito da ispanici,certo non mancano qui..>>
<<Ma cosa gli hai detto tu?>>
<<Di farvi salire nella mia stanza. E' un bilocale,non ci possono certo andare tre persone sconosciute,ti pare? Specialmente se una di loro è incappucciata come un criminale.>>
Hicks colse il tono ironico del Killer,e per poco non gli assestò un altro pugno. Ma stavolta Lorenzo non era in stato di "riflessione",così la ragazza preferì ingoiare il rospo.
Il viaggio in ascensore durò pochi secondi,giusto il tempo di fare quelle due o tre domande.
<<Siamo già arrivati?>> domandò Jhonny.
Stavolta fu Chantal a rispondere.
<<Sì. Prendiamo sempre stanze al primo piano,nel caso la Polizia venisse a farci visita e bloccasse scale e ascensore,possiamo calarci dalla finestra senza farci male.>>
<<Ah...siete proprio organizzati,eh?>>
<<Fa parte del mestiere. Inoltre,teniamo sempre tutte le cose in piccole valige,e paghiamo il conto in contanti e con effetto immediato appena arriviamo,così i gestori degli Hotel non fanno domande. Preferiamo i Residence,a questo modo ci organizziamo come vogliamo con gli orari.>>
Jhonny ascoltava attentamente,quasi affascinato.
<<Capisco...>>
Lorenzo girò la chiave nella porta ed entrò.
Fece accomodare i suoi ospiti ad un tavolo,poi andò verso il frigorifero,prese un po' di Coca-Cola e la servì ai tre ragazzi.
Alla sua fidanzata preparò invece un frullato di frutta,lei odiava le bevande con le bollicine.
Gli ospiti ringraziarono.
Senza rispondere,Lorenzo aprì nuovamente il frigo,mettendo in mostra una fila precisa di bicchieri pieni di caffé freddo posti accuratamente su uno scompartimento dell'elettrodomestico.
Ne afferrò due,ed un sorriso comparve sulla sua faccia.
Li versò in un bicchiere più grande,si sedette,annusò l'aroma e cominciò a sorseggiare soddisfatto.
<<Senza zucchero immagino...>> mormorò disgustata Sara.
<<RIGOROSAMENTE senza zucchero. Lo zucchero nasconde il sapore del caffé,così non distingui più quello buono da quello cattivo!!>> spiegò quasi esultante ed orgoglioso della sua "cultura" in merito.
<<Ah...ecco...>>
<<Bene -disse Chantal- Credo che a questo punto le cose si siano leggermente complicate. Abbiamo un morto di troppo. Per prima cosa,dobbiamo prelevare il nostro pagamento. Ma non senza precauzioni,giusto Amore?>>
Il Killer sorseggiò ancora,rileccandosi le labbra.
<<Esatto. E' per questo che siamo venuti qui. Prendiamo delle armi e andiamo all'appuntamento col Capitano della Polizia. Stasera stessa. Non mi fido di quello,secondo me ci farà trovare una bella sorpresina. Avrà voluto prendere due piccioni con una fava.>>
<<Eeeeh??? E ci vai di persona a ritirare il denaro??? CON NOI APPRESSO,PER GIUNTA?!>>
gridò Hicks.
<<Sì. Non ho conti in banca,non voglio essere anche solo minimamente rintracciabile. Prendo sempre il denaro in contanti,il giorno stesso che porto a termine il lavoro. Quindi,voi mi aiuterete,io aggiungo alla mia promessa precedente un cospicuo pagamento,diciamo che ad ognuno di voi tocca il 10% della somma che riceveremo.>>
<<Il 10%?! E' una miseria!>> esclamò il latitante,balzando in piedi.
Lorenzo guardò di mal occhio Jhonny.
<<Il 10% è 50.000 $...>>
Il giovanotto si rimise a sedere.
<<Ah...>>
Era una bella cifra. Decisamente.
<<Ovviamente -continuò Lorenzo- potete rimetterci la vita,se la Polizia ci tende un agguato. Questi sparano. E voi dovrete fare lo stesso. Se poi vi interessasse,e mi farete notare che avete talento per questo genere di cose,potremmo anche prendere in considerazione la possibilità di assumervi come nostri aiutanti...>>
<<Tu sei matto!>> gridarono Hicks e Sara all'unisono...
<<Fatemi finire...come nostri aiutanti e darvi una percentuale del nostro compenso,che crescerà a seconda del lavoro svolto...e i salari miei e di Chantal,ammontano sempre a non meno di 500.000 $,parlando di denaro americano.>>
Le ragazze si guardarono. Sara era agitata.
<<Se doveste morire,in tal caso,non vi pagheremo. Ovvio.>> concluse sorridendo il sicario.
Hicks deglutì. Era il suo primo segno di confusione.
<<Qui...quindi..è un contratto vero e proprio...e noi...se tu ci assumi...saremo protetti da anonimato?>>
Lorenzo si sporse sul tavolo e strinse gli occhi.
<<Più di quanto pensi. Posso anche cancellare le vostre esistenze dai registri,se voglio.>>
La tipa col cappuccio sorrise.
Poi,guardò Sara e Jhonny,e sempre rivolta verso di loro,quasi esultante,disse:
<<Finché morte non ci separi allora...>>
Jhonny scoppiò a ridere,Sara non era per niente felice.
Chantal si alzò,e si rivolse ai tre ragazzi.
<<Be',vi dichiaro ufficialmente marito e mogli...>>
Era la prima volta che la sentivano scherzare.
<<Ora,voi tre,siete legati da un contratto di lavoro. Ricordatevi che se uno di voi fa qualche cazzata,ci rimettete tutti quanti. Andiamo a prepararci,dobbiamo insegnarvi un paio di cosette.>>

Jhonny,oramai divenuto un ricercato a tutti gli effetti,era contento di quell'offerta. Un modo per guadagnare e proteggersi,nonché affermare la sua supremazia.
Hicks era attratta dall'idea di poter far sparire tracce sulla sua identità.
Ma Sara....Sara si sentiva titubante. Lei aveva una vita normale,una normale scuola,un normale nome,una normale identità...ma voleva veramente tutta questa....normalità?


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