[MAI TERMINATA] I Quattro Bastoni

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[MAI TERMINATA] I Quattro Bastoni

da Dream » 8 settembre 2009, 11:28

Questa è una storia su cui ho cominciato a lavorare un anno fa, è in forma di bozza ma spero vi piaccia comunque:

Il vento comincia a cantare:

Il primo è di Smeraldo con la testa di Serpente
Bastone di difesa, da lontano è il più potente
Il secondo è di marmo, lavorato dalla mano
Bastone di eleganza ha inciso il Tulipano
Il terzo è più forte di qualsiasi altra cosa
Sulla cima nel rubino è scolpita una rosa
Il quarto Bastone è stato dalla violenza ghermito
La Spada è l’unica che abbia mai tradito


La famiglia Rovert è una normale famiglia contadina, pochi soldi e tanta felicità. Il figlio Robert, un sedicenne alto e biondo, aiuta i genitori a mandare avanti la fattoria nel migliore dei modi, grazie alle braccia forti e alla furbizia spiccata che gli permette di apprendere tutte le tecniche di coltivazione in pochissimo tempo.
Robert ha dalla nascita un segno molto strano: ha come tatuato a fuoco un simbolo: una rosa perfetta, impressa sull’esterno del polpaccio sinistro.
Un giorno mentre andava al pollaio si verifica uno strano fatto: mentre canticchiava una canzone imparata da bambino, vede tre cavalieri vestiti di rosso che assalgono il fratellino Rupert; senza sapere lo scopo grida ai tre di fermarsi, tendendo la mano destra in segno di avviso. FridWalker, era questo il nome del capo dei tre, viene quasi disarcionato dal cavallo da una potentissima folata di vento, scaturita dal nulla.
Tra le grida disperate del fratellino, Robert si accascia al suolo, privo di sensi.
“Dovrebbe svegliarsi dopo questo” esclama la voce di un perfetto sconosciuto, Robert si alza “Dove mi trovo?” chiede allo strano personaggio seduto al suo capezzale. L’uomo risponde dicendo di chiamarsi Frederik Brodian “Ma non menzionare il mio cognome in pubblico! Non sono ben visto dal consiglio del Re!”. Frederik ha un corpo molto robusto, per la sua età, e il suo viso è squassato da un lunghissimo squarcio rosso sulla guancia destra.
“Che ci faccio qui?” domanda lo spaesato Robert “ La magia che hai evocato ti ha quasi ucciso! E’ tutta una vita che ti osservo e non eri ancora pronto per evocare una magia di quelle proporzioni!”. “Magia, incantesimi? Questo vecchio è impazzito, io un mago? No non è possibile!” Robert sta pensando questo “Vedo che la tua mente è abbastanza spaesata! E’ difficile accettare una verità così grossa, ma mi devi credere, con l’addestramento capirai. I tuoi genitori hanno accettato, ti allenerai con me nel deserto del Garfland a ovest.”
Due giorni dopo Frederik e Robert sono già in marcia verso ovest, arrivati nel cuore del deserto Robert comincia a piantare la tenda, due metri davanti a lui Frederik borbotta qualcosa schioccando le dita e la tenda si monta da sola in pochi secondi, affascinato da tanta potenza Robert si scorda di montare la propria e deve accorrere Frederik a montargliela con la magia.
Il giorno successivo Frederik fa scomparire le tende, svegliando così l’assonnato Robert “Sarà la tua sveglia ogni mattina, meglio che ti ci abitui!”
Durante la mattina Frederik spiegò le origini della magia: “Dieci secoli addietro i maghi erano molto diffusi, i loro servigi erano indispensabili per mantenere la pace e la giustizia qui nel Wurfenland. Un giorno però quattro maghi, esclusi dal consiglio perché troppo giovani, si ribellarono ai loro maestri e costituirono una setta indipendente. In un primo momento il Grande Consiglio non si preoccupò di tale setta, ritenuta erroneamente poco potente, e questa iniziò a raccogliere sempre più apprendisti scontenti dei loro maestri troppo conservatori. Questo movimento di separatisti raggiunse proporzioni catastrofiche, che rischiavano di spaccare in due il Wurfenland, e così avvenne! Morian, il capo dei quattro iniziali separatisti, si trasferì ad est creando Briveta Naighut che ancora oggi è la capitale del Wurfenland e Morian è ancora il nostro odiato Re!” Finito il racconto è ormai mezzodì e i due decidono di fare pranzo, prima di prepararsi all’allenamento pratico.
Frederik borbotta “Envehit bavirium” accompagnando le parole con un movimento circolare della mano e una tavola imbandita per due appare dal nulla adagiandosi sulla sabbia.
Finito l’ottimo pranzo, Frederik schiocca le dita e una spiazzo di roccia viva appare da sotto la sabbia, con molti spunzoni e affioramenti. “Il primo incantesimo che ti insegnerò è molto semplice, ma tuttavia efficace e molto utile.” Frederik si gira e grida “Toivien!” lo spunzone di fronte a lui viene spazzato via da una forza invisibile, come se fosse stato colpito da un gigantesco martello. “Adesso prova tu!” “ E ricorda: per evocare una magia non bastano solo le parole o i gesti, devi figurarti nella mente l’effetto che speri di ottenere con quell’incantesimo.” Robert si gira e grida “Toivien” immaginandosi con tutte le sue forze l’affioramento distrutto, e così avviene: L’affioramento viene letteralmente spazzato via da un incantesimo così potente che lo stesso Frederik viene spostato all’indietro dall’onda d’urto.
“Bravo Robert!” urla Frederik, “Ma devi tenere presente che non puoi utilizzare tutte le tue energie per un solo incantesimo! Prova a misurare le forze in modo da riuscire a distruggerne quattro di fila” Robert annuisce e si gira gridando “Toivien!” e uno spunzone viene distrutto, galvanizzato ripete “Toivien” e il secondo affioramento viene abbattuto, come avviene per il terzo, ma al quarto immagina solo l’affioramento e grida “Tovien”, con uno sforzo che quasi toglie la vita al giovane mago l’affioramento inizia a bruciare di un fuoco azzurro che sprigiona un calore elevatissimo. Molto spaventato Robert si volta e ode Frederik pronunciare “Toivien!” e l’affioramento con tutto il fuoco va distrutto in mille pezzi. “Cosa credevi di fare? Hai rischiato di ucciderti! Ho detto di pronunciare le parole giuste e pensare all’effetto desiderato non il contrario!” la ramanzina dura per dieci minuti buoni, quando improvvisamente si ode un rumore alle spalle dei due: un cavaliere rosso era apparso dietro di loro, brandendo una lancia e uno scudo, il cavaliere carica Robert che, troppo debole per lanciare un sortilegio chiama in aiuto Frederik che punta entrambe le mani contro il cavallo gridando “Wolilbo” il cavallo si alza in aria, girandosi su se stesso, il cavaliere viene disarcionato, il cavaliere scaglia la lancia contro Frederik, troppo impegnato col cavallo per notarla, Robert spaventato da quella visione trova in se un’energia straordinaria che gli permette di alzarsi in piedi e gridare “Toivien” all’indirizzo della malcapitata lancia. Distrutta la sua arma il cavaliere tenta di fuggire ma viene spazzato via anch’esso per la gioia di uno stanchissimo Frederik.
“Hai agito bene apprendista!” esclama Frederik “ Ma ricorda, nonostante rabbia e paura forniscano un’energia illimitata, essa è di breve durata, non fare troppo affidamento su questa riserva, molto meglio aumentare la propria riserva cosciente, il che ci riporta al nostro addestramento.”
I due passano il resto della giornata ad allenarsi sull’incantesimo Toivien, alla sera Robert maneggia l’incantesimo bene quasi quanto Frederik.
“Maestà, abbiamo scoperto una cosa gravissima!” così FridWalker parla a Morian, suo padrone, “Brodian ci ha traditi, invece di uccidere il ragazzo lo sta addestrando nel deserto di Garfland”. Morian si alza dal trono, benché molto vecchio ha ancora una forza straordinaria, superiore a quella di un qualsiasi uomo, e la sua magia non conosce limiti.
“E così tu sostieni che Frederik ci ha tradito? Buono a sapersi! Ora tu, Brivion e Alpheiton andrete nel Garfland a uccidere il traditore! Ma non adesso, aspettate un mese, voglio vedere a che livello giunger
à il ragazzo.”[/color]
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RE: I Quattro Bastoni (storia di un Mago, di un Re e un Indo

da ObyWan » 8 settembre 2009, 12:23

Interessante come inizio, ho solo un piccolo suggerimento... nella narrazione corri troppo, nel senso...in tre righe il ragazzo parte con Frederik e vanno nel deserto Garfland, in altre tre righe Robert impara la magia, secondo me dovresti andare un pochino più lento nel narrare i fatti. Del resto mi piace, continuaaaa :D :D :D
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RE: I Quattro Bastoni (storia di un Mago, di un Re e un Indo

da LUNATIKA » 8 settembre 2009, 12:32

:O è davvero bella!! comunque si devi postare in indigo
continua appena puoi!! :laugh:
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RE: I Quattro Bastoni (storia di un Mago, di un Re e un Indo

da Dream » 8 settembre 2009, 19:35

ora posto, però non mi fa mettere il colore, me lo fa di quel grigino lì....

Aggiunto dopo 1 minuti:

ora la storia continua:

Il giorno successivo Frederik continua la storia della magia: “Devi sapere mio giovane apprendista che il Grande Consiglio dichiarò guerra a Briveta Naighut, le battaglie si susseguirono per quasi due decenni, finalmente l’esercito del Consiglio assediò la Porta Rossa, unico ingresso per la città. I Ribelli si riversarono in massa sul campo, mentre una duplice schiera di ben addestrati Stregoni pronti ad accoglierli copriva l’arma segreta, la Chiave di Volta della battaglia: Mosariog, Grande Capo di tutti gli Stregoni, che lanciò una gigantesca sfera di energia azzurra diretta contro le forze Ribelli, la potenza dell’incantesimo fu devastante: tutto l’esercito prese fuoco, venendo distrutto!” Finito la seconda parte della storia Frederik dice a Robert di imbandire il banchetto con l’incantesimo.
Robert volta lo sguardo verso il terreno di fronte a lui e mormora “Envehit bavirium” pesando ad una tavola imbandita, subito dopo si accascia a terra, svenuto. “Sciocco ragazzo, sbaglia sempre nei dettagli!”, questo è ciò che ode il povero Robert, rialzandosi; “Ti avevo detto di pensare ad una tavola imbandita, ma solo per noi due, hai apparecchiato per 100 persone, privandoti nuovamente di tutta la tua energia!” Frederik fa sparire la tavola e poi borbotta “Envehit bavirium” e un tavolino per due appare all’istante. Finito il pasto F.
Frederik fa apparire uno spiazzo di roccia con, sopra, appoggiati dei giganteschi massi a forma di cavalieri. “L’incantesimo che ti insegnerò oggi si chiama Wolilbo, è molto utile contro i cavalieri perché disarciona il fantino e rende impotente il cavallo. Si compie così: Frederik si gira verso la più vicina statua e, tendendo ambedue le mani verso il suo obbiettivo, mormora “Wolilbo!” la statua si alza in volo e gira su se stessa facendo cadere a terra il cavaliere, caduto il cavaliere Frederik Rilascia l’incantesimo, facendo così cadere anche il cavallo. “Ora ricorda, questa magia richiede molta energia, non può essere usata contro un intero battaglione di soldati, va usata con parsimonia, ma nei momenti giusti può salvarti la vita!”. Raccogliendo tutte quelle raccomandazioni Robert grida “Wolilbo!” all’indirizzo di una statua, raffigurandosi in mente il risultato. La statua inizia a levitare, ma a metà percorso si ode Frederik urlare “Toivien” all’indirizzo della statua che, prontamente, va in mille pezzi. “Ma che diavolo stai combinando?” chiede un arrabbiato Robert all’indirizzo di Frederik “Semplice” risponde quest’ultimo “Serve solo a stancarsi far innalzare così tanto il cavallo, puoi fermarlo prima!” Robert punta le mani contro una statua e pronuncia “Wolilbo!” la statua si alza e si rovescia a mezz’aria mandando in terra cavallo e cavaliere. “Non era proprio quello che intendevo, ma il risultato è efficace”.
Nel frattempo a Briveta Naighut un Indovino vestito di rosso si presenta trafelato al cospetto del re Morian “E’ stato evocato mio Signore” esclama il cavaliere “L’incantesimo Innominato è stato nuovamente evocato!” “Non è possibile!” ribatte l’impaurito Re “La tua magia deve aver fallito!” “L’acqua del Garfland non mente mai, venga a vedere Lei stesso!” Dopo aver visto confermati i suoi peggiori timori, chiama un cavaliere Rosso per annientare la formidabile coppia, “ E ricorda, cattura vivo il ragazzo, uccidi l’altro”. Segretamente però aveva anche inviato uno dei tre Consoli Maggiori ad aiutare il cavaliere Rosso. Verso sera nel Garfland, Frederik si dedica alla storia della Magia “Sconfitto l’esercito Ribelle la vittoria era quasi certa, ma si verificò un evento destinato a sconvolgere tutta la storia moderna: Morian scese in campo, solo, accompagnato da un suo fedele cavaliere Rosso, FridWalker, Morian, in preda alla più funesta ira, disintegrò l’intero esercito del Consiglio, rimasero in tre sul campo: Morian, FridWalker e uno stanchissimo Mosariog, il quale, con le ultime forze rimaste imprigionò con la magia il Re Ribelle. FridWalker però riuscì a conficcare la lancia nel petto di un Mosariog stordito, uccidendolo. Liberato dall’incantesimo ostile il Re Ribelle scappò nella sua città, ricreando nel tempo l’Ordine Ribelle.”
Il mattino seguente fu molto movimentato: Un cavaliere Rosso ha dato fuoco alla tenda del povero Frederik, che è rimasto intrappolato dentro, Robert si desta all’improvviso, esce dalla tenda e grida “Toivien” all’indirizzo del cavaliere che risponde con un sortilegio così potente da mandare in frantumi quello di Robert, che prontamente enuncia “Wolilbo”, uccidendo il cavallo e mandando a terra il cavaliere.
Il cavaliere lancia un papiro in aria, questi si apre rivelando la scritta Graweyard e subito dopo una barriera d’argento fuso si erge intorno al cavaliere. Immediatamente Robert sente la sua schiena lacerarsi per un dolore indescrivibile, si gira lentamente e vede un’alta figura vestita di verde con la mano destra tesa in avanti, Robert grida “Toivien!” a pochi centimetri dalla figura, ma questa si limita a spostare di lato la testa, evitando agilmente il colpo. Robert sferra un pugno, mirato allo stomaco del nemico il quale, con la rapidità di un felino, blocca il pugno e colpisce con quattro calci ripetuti il volto di Robert, lasciandolo svenuto al suolo.
“Non credo che si sveglierà più!” esclama il Console con voce quasi metallica “Andiamo a dare la buona notizia al Re!”
Dopo poche ore Robert si riprende e si guarda attorno, in cerca di Frederik. Constatato che il suo maestro non è nel suo raggio visivo, Robert inizia ad urlare disperato il nome dell’amico e maestro.
“ E’ inutile gridare, non tornerà!” Uno straniero appare da dietro la tenda “Come non tornerà? Non sarà mica morto?” “No, no che hai capito? E’ stato catturato!”
Il Cavaliere sconosciuto dice di chiamarsi Eregiog, è membro di un’organizzazione segreta che combatte Morian con l’aiuto di cavalieri come lui.
“E’ molto probabile che Frederik sia rinchiuso a Briveta Luxori, l’antica capitale del regno” Robert sa esattamente cosa deve fare: andare a Briveta Luxori e liberare il suo maestro. “Mi sei stato di aiuto Eregiog, grazie” Robert comincia a prepararsi per la partenza, ma viene fermato da Eregiog che annuncia di voler venire con lui, Frederik è un suo vecchio amico e deve provare a salvarlo. “Ancora una cosa Robert… questa è l’arma che usano tutti i maghi: l’Arco Magico” detto questo, con un movimento della mano, fa apparire uno splendido arco lungo in radica, intagliato con splendidi bassorilievi.
“Questa faretra è per te, mio giovane amico, ma sta attento, queste armi è meglio non doverle usare, non fare troppo conto su di esse, meglio se usi la magia!”
Detto ciò si misero in marcia verso est, arrivati a sera i due montano le tende e vanno a dormire, consci della lunga marcia che ancora li attende.
Nel frattempo “Sciocco cavaliere hai fallito miseramente, traditore del tuo Re, come osi disobbedire agli ordini?” così si rivolge un infuriato Morian a un cavaliere Rosso, “Ti avevo detto di prendere vivo il ragazzo e di uccidere l’altro, adesso mi ritrovo con un inutile vecchio mago invece che con un facilmente manipolabile ragazzino!” Il cavaliere è sempre più atterrito: sa che la sua punizione sarà la morte, ma tenta disperatamente di salvarsi “ Mio signore, illustrissima maestà, il livello di combattimento del giovane era troppo elevato per essere domato, ho pensato che se lo combattevo sarei stato costretto ad ucciderlo e lei lo voleva vivo, così ho pensato di prendere in ostaggio il suo amato maestro così da attirarlo a Briveta Luxori, che pullula di nostre guardie!” Morian si alza e guarda dritto negli occhi il cavaliere, “Sei vivo per eseguire gli ordini e non per prendere iniziative”: detto ciò tende la mano sinistra verso la faccia del disobbediente cavaliere, pronunciando oscure parole, quando il pugno si richiude, la vita non è più nelle forti membra del cavaliere. “Comunque il suo piano era buono, FridWalker!” grida verso una porta alla sua destra e un cavaliere Rosso ne esce, facendo un profondo inchino al suo Re, “Mio più fedele servitore, voglio che tu vada a Briveta Luxori, per sorvegliare Frederik, Robert verrà a tentare di salvarlo, e voi lo catturerete. Una volta catturato Robert, uccidete Frederik.”


Aggiunto dopo 6 ore 5 minuti:

Il pezzo è slegato poiché il collegamento è illustrato in altro libro, comunque cercherò di renderlo comprensibile:
Il mattino seguente Robert e Eregiog si allenano con l’arco, metà la mattina passa nell’allenamento, l’altra metà Eregiog insegna a Robert un incantesimo molto potente, “Ora ascolta amico mio, quando devi combattere contro avversari più forti di te, e ti capiterà spesso, un buon diversivo è ciò che ci vuole” detto fatto si allontana qualche metro da Robert e pronuncia “Envehit Luxori!” da dietro il suo corpo appaiono centinaia di cavalieri che caricano verso Robert, il quale si butta a terra per non essere travolto, appena alza lo sguardo vede un sogghignante Eregiog con una mano tesa verso di lui, “Adesso potrei ucciderti, non hai modo di difenderti” Robert si alza e chiede incuriosito “ Se non mi fossi abbassato cosa sarebbe successo?” la risposta è semplice: “Niente! Non sono reali quei cavalieri, ti sarebbero semplicemente passati attraverso!”.
Ancora un po’ perplesso si gira e urla “Envehit Luxori!” immaginandosi trecento cavalieri che caricano il suo avversario, puntualmente la magia fa apparire i cavalieri che caricano Eregiog, il quale però rimane immobile facendosi attraversare dalla magia. “Era ben fatto, dico davvero, ma se vuoi dare il massimo effetto l’avversario non deve sapere che sono finti e il tuo diversivo andrà a vuoto”.
Due ore dopo mentre Eregiog sta leggendo Robert grida “Aiuto i cavalieri Rossi!” Eregiog si alza scatta contro i cavalieri, ma sopraffatto dalla paura si caccia a terra, alza lo sguardo e vede Robert puntare la sua mano destra contro il suo viso dicendo “Così va meglio il diversivo vero?”
Il secondo giorno passa, senza grandi patemi, in viaggio verso est, la notte giunge portando con se le luci della porta principale di Briveta Luxori. “Meglio entrare di notte, hanno già chiuso le porte e non rischi di creare dei sospetti, comunque io creerò un diversivo molto potente che probabilmente mi ucciderà, tu ricorda, avrai solo sedici minuti di tempo per entrare nella città, trovare Frederik, scappare e possibilmente salvare anche me!” le parole di Eregiog sono dure, ma necessarie.
Arrivata la mezzanotte Robert si apposta sotto le mura mentre Eregiog alza le braccia al cielo e con un grido, fa apparire una gigantesca sfera di fuoco azzurro tutte le guardie si voltano verso la spettacolare apparizione nel brevissimo secondo di stupore e sorpresa Robert sussurra ad una guardia “Toivien!” che prontamente salta in aria, sorpreso dalla poca energia richiesta per l’incantesimo, distrugge anche la seconda ed entra nell’addormentata città. Giunto nella via principale della città Robert si rende conto che non può chiedere delle segrete senza destare sospetti alquanto pericolosi. Decide così di affidarsi alla violenza e ai ricatti, si avvicina di soppiatto ad una sentinella in ronda solitaria, aspetta che si fermi e mormora “Wolilbo” la guardia si alza in aria e si gira. “Che cosa vuoi?” chiede la spaventatissima guardia; “Dimmi dove sono le segrete o ti faccio cadere dai bastioni!” dice Robert con un accento pericolosamente feroce, “Non so dove diavolo siano, a noi semplici sentinelle non dicono l’ubicazione degli edifici importanti!” la guardia pronuncia queste parole tutte in una tirata e, quando si ferma a riprendere fiato ha solo il tempo di sentire la parola “Toivien!” prima di sentire il suo forte corpo esplodere dall’interno; stupito dalla sua stessa ferocia, Robert prosegue. Guidato da qualcosa che si azzardava a chiamare istinto Robert continua sulla strada maestra, incontra un drappello di cinque guardie che puntano verso di lui “Ehi tu, fatti riconoscere” Robert, al suono minaccioso di quelle parole si ferma, alza le braccia al cielo e mormora “Envehit Luxori!” i cinque soldati rimangono pietrificati dal terrore alla vista di trecento cavalieri alla carica che puntano verso di loro, approfittando di quell’attimo di distrazione Robert uccide quattro soldati con altrettante frecce e fa salire in aria un confusissimo Generale “Dimmi dove sono le segrete se non vuoi fare la fine dei tuoi compagni!” “D-d-d-d-devi prendere quella viuzza laterale sulla sinistra, arrivato in fondo c’è la vecchia Cattedrale, passala e sulla destra c’è una via che ti porterà direttamente all’ingresso principale delle segrete!”. Ottenuta l’informazione voluta, fa alzare ancora di più il Generale e lo fa volare sin contro l’inferriata che delimita la casa del Governatore. Seguendo le indicazioni, percorre tutte viuzze laterali sino a ritrovarsi all’ingresso, desertico, delle segrete. Appena messo il piede dentro il salone, sente un gran movimento alle sue spalle: il Governatore era arrivato con una scorta di cinquanta fanti scelti. Robert si volta di scatto e tende due mani verso i primi due soldati che erano partiti per attaccarlo e grida “Toivien” con due esplosioni i soldati vengono spazzati via, senza lasciare al Governatore il tempo di reagire, mormora “Envehit Luxori” centocinquanta soldati tengono a bada 24 Fanti mentre altrettanti cavalieri fanno lo stesso con i restati 24. Vistosi in trappola il governatore tenta di fuggire, ma sente nuovamente gridare “Toivien” e il muro davanti alla porta crolla, bloccando quest’ultima con cumuli di macerie. Bloccato così il Governatore Robert urla “Wolilbo!” e un masso si alza e, al comando di Robert, rimane a mezz’aria, proprio sopra i primi ventiquattro fanti. Robert grida “Toivien”, indirizzando la mano libera contro il masso. Il macigno esplode con una potenza straordinaria, le schegge provocate dall’esplosione vanno a cozzare a grande velocità contro i corpi dei soldati, uccidendone venti. I restanti quattro, feriti, si lanciano contro Robert il quale è troppo occupato a riprendere energie dopo il grande sforzo compiuto, per accorgersi del pericolo. La lama affilata di una spada squarcia nettamente il braccio del giovane mago. La furia generata dal dolore al braccio è indescrivibile: i quattro malcapitati soldati vengono fatti esplodere con un solo incantesimo; sempre sull’onda della furia Robert si volta di scatto e urla “Toivien!” un’energia pazzesca viene sprigionata, dieci guardie vengono disintegrate e altre due vengono gravemente ferite. Non soddisfatto dalla riuscita del sortilegio ripete, con più cattiveria “Toivien!” questa volta nessuno, nemmeno il distante Governatore, viene risparmiato.
Nome: Oromis

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RE: I Quattro Bastoni (storia di un Mago, di un Re e un Indo

da wyrdayawe » 13 luglio 2010, 19:05

il primo post sembra un buon inizio
Ultima modifica di wyrdayawe il 25 febbraio 2012, 21:46, modificato 1 volta in totale.
Eragon sollevò l'Eldulnarì di Glaedr sopra la testa,presentandolo al sole e al nuovo giorno,e sorrise,ansioso di scendere di nuovo in battaglia,affinchè lui e Saphira potessero finalmente affrontare Galbatorix e uccidere il re oscuro.
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RE: I Quattro Bastoni (storia di un Mago, di un Re e un Indo

da wyrdayawe » 25 febbraio 2012, 21:45

non scrive più?
Eragon sollevò l'Eldulnarì di Glaedr sopra la testa,presentandolo al sole e al nuovo giorno,e sorrise,ansioso di scendere di nuovo in battaglia,affinchè lui e Saphira potessero finalmente affrontare Galbatorix e uccidere il re oscuro.
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