- IL NUOVO INIZIO

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da GinniSini97 » 19 agosto 2010, 18:37

allora.. questa è una storia, che parla di vampiri.. se non vi piacciono i vampiri e la saga di twilight, vi dico che molto probabilmente non vi piacerà nemmeno questa... io l'ho già postata su un altro forum, per cui, se l'avete già letta, non l'ho copiata!xD
prologo

Il mio nome è Ginevra. Ho 26 anni, ho appena conseguito la laurea in medicina e sono a casa di mia madre, assieme al mio ragazzo. Ci troviamo qui solo perchè la nostra casa non è ancora sistemata, poi andremo a vivere lì. Sono sul mio letto, è una sera di giugno, una di quelle sere tranquille, dove il vento soffia leggero e le stelle tardano ad arrivare. Sto rileggendo Twilight, che è il mio romanzo preferito. Io sono patita di questa serie, e se la mia vita non fosse così bella, tranquilla e felice probabilmente desidererei che un vampiro mi venisse a prendere. Ad un certo punto arriva il mio ragazzo, che mi chiama, è pronta la cena. <vieni amore, tua madre ha fatto una pizza favolosa!> ma stranamente io non ho fame, nonostante il fatto che ho saltato il pranzo. Mi sento legata a quel libro. Era una strana sensazione. Ma alla fine per non destare sospetti, vado in cucina e inizio a mangiare in silenzio, persa nelle pagine del libro. Ad un certo punto sento mia madre che mi chiama<Ginni? Me la passi l'acqua o mi lasci morire di sete?> sì, questa sera sono proprio assorta. Quando ho finito di mangiare, mi dirigo spedita verso la mia camera, ma una mano mi ferma <ehy, dove vai? Non vuoi guardare le stelle come ogni sera?> è Jared, il mio ragazzo che mi chiama per uscire sul balcone. <si, vengo.> acconsento. <però non sto fuori molto, ho sonno> aggiungo <sei strana oggi...> commentò Jared. Adoravo l'accento inglese con cui parlava, ma non basta a disincantarmi. <sono solo stanca.. sai, preparare la nuova casa mi distrugge.> mento. <non ti preoccupare, tra poco sarà pronta. Vale la pena faticare, perchè è stupenda. È vicina all'ospedale, così il lavoro è vicino, ed è molto grande... > commenta lui < si, abbiamo fatto proprio la scelta giusta.> adesso siamo sul balcone a osservare le stelle e il bosco. La casa di mia madre si trova in un paesino del piemonte, ed è circondata dalle montagne. Ci sono molti boschi, dove da piccola andavo a giocare e un fiume, appena sul confine del bosco, che scorre fragoroso e rompe il silenzio della sera. <guarda! Una stella cadente! Esprimi un desiderio!> mi dice Jared, interrompendo il flusso dei miei pensieri.<il mio si è gia avverato.> dissi, e lui mi bacia. È un ragazzo molto romantico,ma del resto, anche io lo sono, forse più di lui. Amo stare su quel balcone con lui. Amo lui. Adesso è tutta la mia vita. Dopo quel bacio, faccio finta di sbadigliare e dico che sono stanca e voglio andare a dormire. Lui dice che è meglio dormire, l'indomani ci aspettava duro lavoro. Così vado verso la mia stanza e ritorno a leggere. Quel romanzo mi prende, non so che ore sono. Mi accorgo che sono già le undici e mezzo, spengo la luce e cerco di dormire. Ma non ci riesco, sono troppo agitata. Trascorro quasi un ora a girarmi insonne nel letto, e a un certo punto sento un rumore, quasi impercettibile e mi preoccupo. Ho un brutto presentimento. Poi le urla di mia madre, di mio padre e di Jared. Poi il silenzio e subito appare alla mia porta un uomo bellissimo, i capelli biondi e disordinati, la corporatura esile ma allo stesso tempo forte. Gli occhi di un rosso fortissimo. Non faccio tempo ad urlare che quello gia mi aggredisce, e io perdo lentamente conoscenza. Mi sveglio sotto una roccia, nel bosco. Non sono sveglia, però. Ho ancora gli occhi chiusi, e non li trovo. Una voce attira la mia attenzione <lo so che mi senti. Ricorda queste parole. Lo so che bruci terribilmente, ma tra qualche giorno passerà.> qualche giorno? Da quanto ero lì? Per me possono essere passati tre secoli, o tre secondi. Poi la voce continua <sei nel bosco, non uscire da qui sotto fino a che non sei cosciente, intesi?> la sua voce era soave, ma minacciosa <poi fai quel che vuoi, sarai un vampiro. Se vuoi passa da casa tua, ma di notte, e poi incendia tutto, ricordati sopratutto questo particolare. Prenditi qualcosa da casa se vuoi e poi lascia questo territorio. Non ti voglio tra i piedi.> dice la voce. Io chiedo, urlo più che altro <perché mi hai fatto queesst...> mi mette un dito sulla bocca, ma non sono sicura che quella è la mia bocca.<non urlare, capito? Ti scoprono! Vuoi sapere perchè ti ho fatto questo? Il tuo sangue era il peggiore di tutti i tempi. Era terribile, e io per giunta ero sazio. Non so perchè ho iniziato a... ehm, berti.. comunque adesso non sei più un mio affare, per cui rimani qui in silenzio e poi incendia casa tua. Ah, ecco 'stà attenta quando vai a casa tua, vacci di notte, ci sono delle indagini in corso. E ora, addio.> poi mi lascia sola nel mio rogo.


-NUOVO INIZIO-

Smisi di bruciare. Non sapevo che giorno era, non sapevo nulla. Ricordavo solo ciò che mi aveva detto la voce. Così uscii dal mio nascondiglio e a mi ritrovai nel bosco. Conoscevo quel posto. Era una piccola radura, con un masso nel mezzo. Ci andavo a giocare da piccola con i miei amici. Venivamo di sera a raccontare storie del terrore; storie su lupi mannari, mostri, mutanti e vampiri. A quel pensiero mi fermai. Già, credevo di essere diventata quello. Un vampiro. Allora le storie dei libri erano vere? Non lo sapevo, però contenevano le uniche informazioni che mi potevano essere utili. Poi, un secondo dopo, mi guardai intorno. Era notte fonda, c'era la luna quasi piena. Era tutto splendido ai miei occhi, ma in quel momento ero accecata dalla sete. Così pensai, cosa avrei cacciato? Animali, pensai, perchè di scombussolare un'altra volta questo piccolo paese non mi andava, e poi c'era il mio creatore, che mi aveva detto di andarmene di qui;probabilmente per non creare problemi di caccia. Ci pensai mezzo secondo e poi sentii l'odore di un cervo e seguii il mio istinto. Mi misi a correre, e mentre pensavo che forse non sarei riuscita a cacciare animali, una voce nella mia testa disse:”Si. Ce la puoi fare.” Mi bloccai subito, non sapendo reagire a quella voce. Non l'avevo pensato io. Giunsi ad una conclusione: era il mio dono, sapere se le cose andavano a buon fine o no. Ovviamente non ne ero sicura. Seguivo ciò che diceva il libro, ma non ero sicura di ciò che facevo. Mi sentivo un po' stupida. Come si faceva a basare la vita su un libro fantasy? Ma al momento non avevo altre risposte, così ricominciai a correre e addentai il cervo. Solo dopo tre cervi la sete si placò. Poi mi fermai a pulirmi sulle rive di un laghetto, e per un attimo rimasi scioccata. Ero bellissima. I capelli scendevano vaporosi sulla schiena e arrivavano alla vita. Erano castano chiaro, e alla luce della luna splendevano. Il mio volto era perfetto. Il naso piccolo e delicato, la bocca ben delineata rosa come un bocciolo di rosa. Il mio corpo era perfetto. Più bello delle modelle delle riviste di moda. Poi spostai lo sguardo sui miei vestiti. Erano rossi. Avevo dei pantaloni bianchi e una maglietta rosa, ma non si riconoscevano più. Rimasi lì a osservarmi, poi decisi che era il momento di andare a vedere casa mia. Mi incamminai verso il paese senza problemi, conoscevo la strada, e i ricordi dell'infanzia rifiorivano nella mia mente. Erano pochi e poco definiti, ma bastarono a farmi rattristare. Arrivai in paese e tutto era spento. Anche i lampioni, ma io ci vedevo benissimo. Per andare a casa mia passai da dietro, per non correre il rischio di essere vista, anche se non c'era in giro nessuno. La casa era circondata da transenne, e mi ricordai cosa avea detto il mio creatore:<ci sono delle indagini in corso>. Lo odiavo per ciò che mi aveva fatto, ma pensare a lui era come ricordare un'autorità. Forse perché per adesso le sue informazioni erano le uniche che potevo considerare vere. Oltrepassai la soglia di casa e vidi la strage. Nel salotto c'era stesa mia madre, in cucina mio padre e nel corridoio che portava alle camere Jared. Subito corsi verso i corpi esanimi, ma mi resi conto che non potevo toccarli. C'erano le indagini in corso. Allora mi precipitai in camera mia. Il letto era intriso di sangue. Il libro anche. Mi gettai a terra dalla disperazione. Non ero capace di piangere, ma ad un certo punto mi mancò il fiato.. rimasi inginocchiata sul pavimento per ore, poi il campanile suonò le cinque di mattina. Mi alzai, e senza pensare presi lo zaino e lo riempii dei mie vestiti, tutti quelli che ci stavano, mi cambiai e indossai una gonna rossa lunga fino al ginocchio e una camicetta bianca. Nello zaino misi anche i miei cd e i libri della saga sui vampiri. Non sapevo come mai me li portavo dietro, ma ero convinta che fosse
una buona idea. Anche il mio “dono” era d'accordo. Dopo aver preparato lo zaino, mi ricordai che dovevo incendiare il tutto. Cercai tra i miei ricordi confusi dove c'era qualcosa per appiccare il fuoco e ricordai che in garage c'erano gli accendini e l'alcool. “passa dalla finestra” mi suggerii il mio dono. In quel momento capii che non mi diceva solo se le cose che facevo erano giuste, ma anche quai erano le cose giuste. In questo caso, saltare dalla finestra significava non rivedere più i miei cari. Così saltai dal primo piano e mi ritrovai davanti al garage. Presi il necessario per il fuoco, e certa che nessuno mi stesse guardando incendiai tutto. Poi corsi verso la macchina di Jared, che era fuori dal garage, la aprii e girai le chiavi nella toppa. Dovevo andarmene, e cercare qualcuno che potesse aiutarmi. Dovevo trovare un rifugio. Me ne veniva in mente solamente uno: il covo dei Volturi.



spero che vi piaccia! .. posterò presto! fidAtevi..
[spoiler]se, se fidatevi..:sospettoso: [/spoiler] no, scherzo, dai..
Ultima modifica di GinniSini97 il 18 aprile 2011, 16:07, modificato 4 volte in totale.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 22 agosto 2010, 12:41

ecco.. un altro capitolo.. per didi, l'unica che la legge..



-VERSO LA NUOVA VITA-

Mentre guidavo ad una velocità pazzesca, pensai a quello che stavo per fare. Non sapevo se i Volturi esistevano, né dove erano. I libri dicevano che si trovavano a Volterra. Però era solo n libro, che fino a quel momento si era dimostrato vero. Ma non era possibile, se tutto seguiva questa logica dovevano esistere unicorni e troll, ma in questo non ci speravo. Mi accorsi che erano già le sette e mezza, e la gente andava a lavorare. Le strade erano intasate dal traffico, e iniziai ad innervosirmi. Poi una spia si accese: necessario rifornimento. Dovevo fermarmi. Ma come potevo c'era il sole, e sempre secondo i libri, ero come un cristallo. “metti un foulard!!” mi disse il dono. E così feci. Mi avviai verso il distributore, e avvolta nel mio foulard, mi sporsi per chiamare il benzinaio. <Il pieno, per favore.> dissi. <A-arriva subito...> l'uomo era scioccato. Mi accorsi di avere il mignolo al sole, e che luccicava di mille colori. Lo ritrassi subito. Dovevo tirarmi fuori dai guai, così feci finta di telefonare < Oh, la crema che mi hai dato è spettacolare!! fa luccicare la pelle come non mai!! grazie!> probabilmente ci cascò, perchè quando gli porsi i soldi sembrava meno scioccato. Però io più di così non riuscì a fare per giustificarmi. Rimisi in moto e partì spedita. La coda era immensa. Io mi innervosivo sempre di più, come facevo quando ero umana. Mi venne da ridere. Una vampira imbottigliata nel traffico mentre cerca rifugio. Potevo scendere dall'auto saltare sui tetti delle auto, ma non era la cosa più consigliabile. La coda si mosse, e finalmente il traffico svanì. Guidando mi vennero in mente troppi ricordi. Jared, mamma, papà, tutto distrutto. La mia vita felice ridotta in cenere. Letteralmente. Accesi la radio, ma non mi fu di aiuto. Il giornale radiofonico diceva “ bruciata la casa dove si svolgevano le indagini sulla morte di quattro persone, una scomparsa” spensi subito. Misi uno dei miei cd a tutto volume. I Muse avevano sempre avuto potere di rilassarmi. E così fu. Mi accorsi che erano le nove e mezza, quando il cd aveva già fatto due giri completi. Ero nei pressi di La Spezia, e non mancava molto alla mia meta, due ore circa.Il traffico lì non era per nulla presente, a parte qualche macchina solitaria. Decisi così di rivedere cosa succedeva alla mia pelle quando era al sole. Tanto andavo talmente veloce che qualcuno avrebbe appena notato uno strano luccichio, pensando che fosse la carrozzeria. Così abbassai il finestrino e misi fuori l'indice. <Wow...> dissi. Prima, quando avevo messo per sbaglio il mignolo al sole non avevo notato tanta bellezza. Quello non era un dito, era un cristallo. Brillava di tutti i colori, ogni riflesso era diverso. Poi mi accorsi di un'altra cosa stupefacente. Stavo guidando a centosessanta chilometri orari, guardavo il mio indice e ne ero completamente rapita, ma non andavo fuori strada. Era una cosa impossibile. La mia mente poteva fare ciò? Avrei potuto fare come quegli acrobati che fanno roteare un piatto sula testa, stanno in piedi su un cilindro, fanno andare un cerchio sui fianchi e fanno un castello di carte? No, io avrei potuto fare di più, forse. Per ora non mi andava di testare, perchè non volevo provocare incidenti stradali. Era meglio provare a rischio e pericolo di piatti e palline, piuttosto che auto e vite umane. Iniziai ad annoiarmi. Avevo tolto il dito dal sole, e il cd era già al terzo giro. Cambiai cd, e misi il cd dei Green Day. Mi misi a cantare, e fu l'ennesima sorpresa. La mia voce. Era bellissima. Mentre parlavo non ci facevo molto caso, anche perchè non avevo parlato molto. Ma mentre cantavo ero attenta alla voce, ed era la più bella che avessi mai sentito. Anche da umana avevo una bella voce, almeno così mi dicevano, ma questa era mille volte meglio. Da piccola sognavo di fare la cantante, ma avevo scelto la strada del medico. Avere quella voce mi rallegrò, e mi misi a cantare sulle note del cd. Quando la musica finì, notai di essere quasi a Volterra. Mi agitai, e non sapevo cosa fare. Così decisi di fermarmi in un motel. Quando entrai, il direttore restò scioccato dalla mia bellezza. Chiesi una camera, e me la diedero subito. Giunta davanti alla porta della stanza 32, diedi la mancia al fattorino che mi aveva accompagnata. Per sbaglio toccai la sua pelle, e lui ebbe un brivido. Mi affrettai ad entrare nella stanza e a chiudere la porta dietro di me. La stanza era piccola, con un letto matrimoniale al centro e il bagno sulla destra. Mi misi a sedere sul letto e osservai le pareti color crema, tappezzate di quadri di paesaggi di mare.
Poi pensai a cosa fare. Di sicuro avrei lasciato presto l'hotel, perchè non volevo destare altri sospetti al fattorino. Decisi di andare diretti a Volterra, e di seguire le indicazioni del libro per trovare il covo. Così tirai fuori New Moon e cercai la pagina giusta. Diceva che l'accesso era i un vicolo buio e angusto. Più di così non trovai, ma avrei cercato anche per mari e monti a costo di trovarlo. Poi si pose un altro problema, di sicuro meno importante, ma pur sempre un problema. Cosa avrei indossato? La gonna e la camicia no, erano sporche e stropicciate dal viaggio. Tirai fuori dallo zaino tutti i vestiti che avevo, ma nessuno sembrava andare bene. Questo troppo sportivo. Questo troppo vivace. Questo è tutto rotto. Non andava bene niente, e dopo aver provato un armadio intero, mi rimase solo un vestito, lungo fino sotto le ginocchia, fatto a fascia sui fianchi, la gonna aderente sulle gambe, nero e bianco. Sì, quello andava bene. Mi cambiai in fretta, e scesi a pagare. Il cassiere restò sorpreso, ero rimasta in camera poco più di un ora. Uscita dall'hotel risalii in macchina e presto incontrai l'uscita Volterra. Imboccai la strada. Ormai avevo deciso il mio destino. “giusto” disse il mio dono.



didi, ti ripeto che puoi lasciare anche perdere questa ff da 4 soldi!
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 7 settembre 2010, 9:24

erendil ha scritto:ciao ginni non ti preoccupare ci sono io che commento,bellissima storia hihi hai anche usato il tuo nome da vampira,che forza davvero,storia magnifica continua presto!

Gelinda ;)


xDxD grazie! cmq per il nome non avevo neanche fatto apposta. volevo un nome da film horror, però non troppo, ma mi son venuti in mente ginevra, cassandra e anastasia. perciò ho scelto ginevra, che è un po' meglio..^^

Aggiunto dopo 1 minuti:


beh, spero che vi piaccia!
-RICORDI E NUOVE SPERANZE-



Giunsi a Volterra verso le dieci e mezzo. Lasciai la macchina in un parcheggio e scesi, avevo voglia di camminare. Per fortuna lì era una giornata nuvolosa, non avevo voglia di imbacuccarmi con quel caldo. Subito iniziai a cercare il vicolo buio e angusto, ma presto mi accorsi che quasi tutti erano così. Per giunta era pieno di turisti, e spostarsi non era facile. Così, dopo aver cercato in due vicoli che puzzavano di spazzatura, decisi di aspettare almeno fino a sera. Mi sedetti su una panchina nella piazza della chiesa. La tristezza non tardò ad arrivare. Fino a quel momento avevo ignorato il dolore, ma adesso si presentava più vivido che mai. Avevo perso tutto. La mia vita perfetta. Jared. Mia madre. Mio padre. Della mia vita non c'era più nulla. Perchè mi aveva lasciato vivere? Preferivo morire, piuttosto che esistere in un mondo dove Jared non c'era più. Era il mio amore. Presto ci saremmo sposati. Avevamo una casa tutta nostra. Eravamo un unica persona. Eravamo perfetti l'uno per l'altro. Adesso tutto era svanito. Tutto per colpa di una creatura mistica, che nel mondo normale non doveva esistere. Il dolore si trasformò in rabbia. Il vampiro che mi aveva trasformato doveva pagarla. Persa nei miei pensieri, ringhiai senza accorgermene. Sulle prime mi spaventai di quel rumore, poi rimasi di sasso. Dovevo scoprire molte cose su di me. Dopo quella breve interruzione, controllai che nessuno mi avesse notato e ricominciai da dove avevo finito. Quel vampiro, quel lurido vampiro, che prima aveva distrutto la mia famiglia e poi mi aveva abbandonata sotto un sasso, doveva pagarla. Ci avrei pensato personalmente, dopo aver chiarito alcuni aspetti della mia nuova vita, ma lo avrei fatto a pezzi. E se c'era qualche suo caro nelle vicinanze, avrei ucciso lui e lasciato vivo il vampiro. Dovevo fargli provare quel dolore immenso, quel buco nel petto che provavo io. Era come un crepaccio che andava dal collo in giù. La mia metà si era staccata. Non avrei mai riempito quel vuoto. Per questo dovevo dimenticare. Era l'unico modo. Presto mi accorsi che erano passate due ore, e stava uscendo il sole. Mi alzai di scatto, anche troppo veloce per una persona normale, e cercai un posto dove andare. Ma due braccia mi bloccarono. Erano due persone normali, un uomo e una donna, vestite con dei jeans e una felpa con il cappuccio calato. La donna era minuta, ma l'uomo era piuttosto muscoloso. <Sappiamo chi sei, cosa sei. Vieni con noi.> si diressero verso il centro della piazza e io li seguii. Erano vampiri anche loro, non si sentiva il cuore pulsare. Presto mi accorsi che ci dirigevamo verso un negozio di alimentari. Appena dentro, storsi il naso. C'era una puzza terribile. Qualcosa era andato a male? No, era tutto perfetto. <neanche a me piace...> disse l'uomo, e ricordai. Ai vampiri non piace il cibo umano. Andammo verso la cassa e ci passammo direttamente dietro. Il commesso ci lasciò fare, ma era visibilmente spaventato. Dietro al bancone c'era una porta chiusa. La donna tirò fuori una chiave e la aprii. Dietro c'era un passaggio stretto e buio. <prima le signore.> disse l'uomo, e la donna si infilò nel buco. Poi toccò a me, dietro di me l'uomo. Era tutto buio, ma ci vedevo perfettamente. Quasi subito si notò una luce soffusa che arrivava dalla fine. Presto ci arrivammo. Eravamo in una sala con tre poltrone da un lato e un bancone da un altro. <aspetta qui.> disse la donna, acida. Io rimasi impalata al centro della stanza a osservarla. Le pareti erano di un marmo bianco come il latte. Le poltrone marroncine. Dietro un bancone c'era una segretaria, vampira anche lei, che scriveva su un foglio. Poi ricordai. Era la sala d'aspetto. Dietro il portone di fianco al bancone dovevano esserci i volturi. Notai che la segretaria era diventata vampiro finalmente. <Puoi entrare, Aro ti aspetta con ansia.> disse con voce gentile.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 12 settembre 2010, 21:24

beh, grazie.. :sleep: :laugh: dato che qualcuno c'è, beh, posto di nuovo

Aggiunto dopo 1 minuti:

-I VOLTURI-

Aprii quell'immenso portone e mi trovai in una sala fatta interamente di marmo. Tutto risplendeva di luce bianca, a parte tre troni che erano sopra ad una scalinata. Erano neri con intarsi rosso cupo. Anche le persone che c'erano sopra non vestivano in modo allegro. Avevano delle mantelle nere, con il cappuccio rosso scuro. Fu quello al centro a parlare. <Ciao, mia giovane amica,> dicendo ciò si alzò e si avvicinò. < Sono Aro, e questo è la sede dei dei Volturi. Mi permetti?> dicendo ciò mi porse la mano. Io appoggiai la mia sulla sua, e subito il volto di Aro si fece concentrato, poi compassionevole, poi sollevato. < mi dispiace per la tua famiglia... non so chi sia il vampiro che ti ha trasformato, ma lo troveremo. Non la passerà liscia, stanne certa. Con tutto lo scompiglio che ha creato, interverremo noi.> mi lascio la mano e disse < Hai un potere straordinario. Non avevo mai visto nulla di simile. Comunque, se vuoi qui troverai tutto l'aiuto che vuoi. Fino adesso ti sei basata sulle tue scoperte e sui libri, e ti dico che non potevi fare di meglio. Vedi, quei libri raccontano la verità.> disse <cosa?> risposi, incredula < sì, è tutto vero. Vedi, in realtà, Stephenie Meyer è una vampira. Abbiamo chiesto a lei di fare una storia su di noi e poi di pubblicarla, anche per gli umani. E' stata un genio. Nessuno probabilmente avrebbe potuto fare di meglio...> disse con ammirazione. < avete fatto scoprire la vostra, cioè, la nostra identità?> dissi spaventata <no, certo che no, mia inesperta amica. Tu credevi a ciò che diceva il libro quando eri umana? Per gli umani quel libro è tutto inventato. Abbiamo usato uno stratagemma che, a prima vista, ha l'effetto contrario, ma come vedi ha funzionato.> disse con calma. <ma è tutto vero?> chiesi <certo, o quasi. Dunque, la descrizione dei vampiri è vera, la storia dei Cullen meno. Non siamo in conflitto. Vivono a Portland, non a Forks. E poi tutto il resto è vero. Se hai bisogno di informazioni, quel libro ne sa quanto me.> rispose bonario. <per quanto riguarda la tua sistemazione, dovrai rispondere a delle domande. Ecco la prima: che potere speciale hai?> mi chiese < ho un dono che mi dice cos'è giusto e cos'è sbagliato.> risposi < come mai vuoi restare con noi?> <non ho altro posto dove andare> risposi alle domande che si succedevano veloci. <perchè non hai posto dove andare?> <un vampiro ha distrutto la mia famiglia e ha lasciato viva me.> <Cosa è successo dopo questo avvenimento?>
< mi ha fatto incendiare la casa mentre c'erano le indagini in corso. Mi scuso per aver incendiato la casa, ma non sapevo ancora nulla...> dissi con dispiacere <non preoccuparti, la colpa è del vampiro che ti ha trasformata. Infine, desideri unirti ai Volturi?> chiese <Sì...> risposi, e lui mi prese la mano. Poi si rivolse agli altri due <Caius, Marcus, vogliamo accogliere la nostra giovane amica nella nostra casata?> chiese. <Certamente...> rispose quello biondo con un sorriso maligno stampato sul volto. <molto bene.. Marcus?> domandò a quello moro. < Se per te va bene.. anche a me va bene.> disse con aria annoiata. <Molto bene, Felix, Alec, accompagnatela ad un alloggio.> dicendo ciò, si diresse verso il suo rono. <Arrivederci, mia discepola.> mi salutò cordialmente. < arrivederci Aro, Caius, Marcus.> gli altri due non mi salutarono nemmeno. Arrivarono Felix e Alec, che mi fecero cenno di seguirli attraverso un corridoio che partiva dal lato destro della sala. Anche questo era fatto di marmo bianco, che illuminato dalla luce delle lampadine splendeva. Si fermarono davanti ad una porta con su il numero 30 e la scritta “speciale”. <questa è la tua stanza.> disse quello più basso, che doveva essere Alec. <ora dobbiamo andare. Domani mattina alle sette ti saranno assegnati i compiti. Ora puoi fare quello che vuoi. A domani, allora.> mi diedero una chiave e se ne andarono. Ero un po' emozionata, ma girai la chiave ed entrai. Era una stanza grande, con n armadio, una scrivania e un divano. Stavo per chiedermi dov'era il letto, ma poi mi ricordai che non mi serviva. I mobili erano di legno scuro, con disegni di ogni tipo. Dovevano avere un valore inestimabile. Aprii le porte dell'armadio e mi accorsi che era pieno. I vestiti erano perlopiù neri, e su uno c'era scritto “divisa. Indossala.” mi cambiai, e poi mi osservai allo specchio dietro alla porta. Era una maglia nera, dei pantaloni neri, e una mantella nera con un cappuccio nero. Il nero andava di moda, tra i Volturi. Poi frugai ancora nei cassetti, che erano pieni anche quelli: in alcuni c'erano gioielli, in altri biancheria e in alcuni addirittura contanti. Sono davvero ricchi, pensai. Poi mi diressi verso il divano, un divano semplice di pelle blu scuro, e guardai dalla finestra che stava sopra. Dava sulle colline toscane, e i colori dei campi erano meravigliosi. Trovai un altro biglietto, che diceva “quando il sole entra, chiudi le tende.” le tende erano solo dei veli bianchi e anche un po' trasparnti, ma coprivano abbastanza da non farmi brillare. Le lasciai aperte, tanto il sole era già andato via, secondo l'orologio che stava sopra alla scrivania erano le sei. Poi continuai ad esplorare la stanza, e passai alla scrivania. Era una scrivania semplice, di legno scuro intarsiato di motivi floreali. Sopra c'era una sveglia, un computer portatile chiuso, delle penne e dei fogli. Di sicuro non risparmiavano sugli alloggi. Poi mi accomodai sul divano con il portatile e lo accesi. Intanto che il computer lavorava, mi ricordai che sulla mia porta c'era scritto “speciale” io ero speciale? Perchè lo ero? Forse per il mio dono. Iniziai a navigare in internet, era compreso anche quello nel pacchetto “vai a vivere dai volturi”. Dopo un po' iniziai ad annoiarmi, e decisi che era meglio leggere e scoprire altre cose sui vampiri e su di me. Feci per prendere i miei libri dallo zaino, quando sentii un odore poco gradevole. Mi accorsi che proveniva da twilight, che era ancora sporco del mio sangue. Lo annusai, e mi accorsi che il mio sangue era davvero cattivo. Sapeva di cibo andato a male. Decisi che forse era meglio mettere quei libri nell'armadio. C'erano molti cassetti vuoti, che riempii velocemente dei miei vestiti e dei miei libri. Ero stata velocissima, e decisi di uscire. Mi misi a correre per i boschi e le campagne toscane, e così passai la notte. Alle sei e mezza tornai in camera mia. Annusai una traccia. Qualcuno era stato lì. L'odore era familiare, ma non ricordavo di chi fosse. mi preparai alla svelta e attesi i compiti, che non tardarono ad arrivare.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 14 settembre 2010, 20:59

beh, salutami aro! xDxD

Aggiunto dopo 9 ore 38 minuti:

beh,salve! mi è venuta l'intuizione geniale.. per continuare il pezzo che stavo scrivendo..(che nn è questo..)

Aggiunto dopo 2 minuti:

-SETE DI VENDETTA-


Bussarono alla mia porta. Io apri, era un ragazzo alto e biondo, doveva essere Demetri. <Ciao, sono Demetri, tu sei Ginevra giusto? Sì, dunque, per oggi devi andare da Aro subito, mi ha detto solo questo, vuole darteli lui i compiti. Bene. È tutto. A domani.> così proseguì per il corridoio.
<Aspetta!> gli dissi < Sei stato tu ad entrare in camera mia?> lui guardò in basso, imbarazzato, e disse <ehm.. sì, diciamo che ero venuto a chiederti se andava tutto bene, ma..ma.. era mio compito, niente di più..> detto questo fuggì via. <Ehy!> gli urlai, ma era troppo tardi. Dunque, dovevo andare da Aro. Cosa voleva Aro? Non mi voleva rispedire a casa, vero? Fui invasa dalla paura. Non avevo altro posto dove andare, non potevano lasciarmi sola! Poi spuntò Alec, che mi risvegliò dai miei pensieri. <Anche io devo andare da Aro, vieni con me?> mi chiese <Sì...> risposi. Mentre camminavamo e ripercorrevamo lo stesso corridoio di ieri io chiesi <come mai noi due dobbiamo andare da Aro? Perchè i compiti non ce li ha dati Demetri?> chiesi, e nella mia voce c'era una nota spaventata, che probabilmente notò. <Non preoccuparti, i “pezzi speciali” come noi vengono quasi sempre chiamati da Aro.> disse. <Pezzi.. speciali?> domandai. <Sì, quelli come noi, che anno poteri speciali. Ah, già, forse non lo sai, io ho la capacità di neutralizzare i sensi degli altri. tu.. tu dovresti sapere cos'è giusto per te, vero?> chiese <già.. è stato “lui” a portarmi qui.> dissi con insicurezza <Lui? Dovremmo dargli un nome..> e scoppio a ridere, come me. Era la prima volta che ridevo da quando ero stata trasformata. <che ne dici di... non lo so decidi tu!> io continuavo a ridere, e dissi <non so, non ho mai letto un libro sui nomi da dare ai doni speciali! Ok, il mio dono lo chiamerò Billie, anche a costo di sembrare pazza, il tuo, come lo chiami?> dissi ridendo < non lo so, potrei chiamarlo Dominic... tanto qui la pazza sei tu.. > mi stuzzicò <ehy! Hai avuto tu l'idea di dare i nomi! Così non vale!> cercai di protestare, ma lui disse serio <siamo arrivati. Cerca di non ridere, e fai ciò che faccio io.> detto questo, entrò nella sala e si mise al centro. Non eravamo i soli lì dentro. C'erano anche Jane e Demetri. <Sorella..> disse Alec, con una voce un po' addolorata. <Alec..> rispose Jane. Poco dopo entrò Caius, che si sedette al posto di Aro. <salve a tutti. Il compito di oggi per voi è di andare a stanare un vampiro cattivo... Ginevra, credo che tu lo conosca bene. Comunque, dovete andare a prendere colui che ha trasformato Ginevra e portarlo qui. Jane, Alec, se necessario usate i vostri poteri, ma solo se necessario. Demetri, e aiuta gli altri a scovarlo. E ora, Ginevra, è giusto ciò che stiamo per fare?> mi chiese. Io interrogai il mio dono. “ sì” < Sì, è la strada giusta.> dissi. <Molto bene, spero per te che tu abbia detto la verità, perchè posso farti scomparire da questo mondo molto in fretta, sappilo.> disse con un ghigno maligno. Era davvero sadico. <Potete andare. Prendete due macchine, darete meno nell'occhio. Vi voglio qui entro l'una di stanotte, intesi? Ora sparite.> Alec fece un rapido inchino, e io lo imitai e lo seguii verso il corridoio che dava sulle camere, arrivati in fondo girammo a destra e passate una decina di camere arrivammo in un altro corridoio, più ampio e luminoso, che terminava con il garage. Era pieno di macchine sportive, lussuose e alcune d'epoca. Ci fermammo davanti ad una maserati mc12 <questa è la mia macchina...> dichiarò davanti a quel gioiello. Era bianca, e alla luce del neon risplendeva di strani riflessi < wow...> sali, è aperta. Io salii dalla parte del passeggero, e lui si accomodò al posto di guida. Gli interni erano ancora più belli della carrozzeria. Erano fatti in pelle, ed erano blu e bianchi. Sul cruscotto c'era una radiolina, forse per mettersi in contatto con gli altri. La porta dietro di noi si aprì e partimmo. Sfilammo attraverso le vie di Volterra e una volta fuori la radiolina si accese <continuate verso nord, vi dirò poi io.> era Demetri, che ci diceva dove andare. <Io so dove andare... non c'è bisogno che ce lo dica lui... > dissi. <Sì però può essersi spostato, e Demetri, che è un segugio, lo può trovare.> rispose lui <Ma il suo è un dono, o è solo bravo a cacciare?> chiesi. < Si può considerare un mezzo dono. Lui sente molto bene le tracce anche a distanza, però ha anche un sesto senso che gli dice dove andare. Sì, si può descrivere un mezzo dono.> mi rispose lui, gentilmente. <Chissà come si chiama il suo dono...> dissi, e tutte e due ricominciammo a ridere. <Forse è un pochino più normale di noi e non ha dato un nome al suo dono.> disse ridendo <Scusa, di te.> aggiunse per stuzzicarmi. < Guarda che è stata tua l'idea di dare dei nomi ai doni! Il pazzo qui dentro sei tu.> dissi, sempre ridendo. <Tu avresti dovuto dire di no, al posto di dire a Billie che si chiamava così.> disse lui. <Oh, allora come sta Dominic? > chiesi con ironia <Benissimo, direi..> poi il nulla. Non vedevo nulla, neanche nero. Non sentivo nulla, non mi accorgevo di nulla. Poi tutto finalmente ritornò. <Ecco perchè non devi metterti contro di me... su questo credo che Billie sia d'accordo. A proposito, come sta? > mi chiese < direi molto bene. Adesso sento cosa mi suggerisce per te.> “ti conviene difenderti” <Sì, dai, cosa dice?> chiese con finta impazienza. <dice che farei meglio a staccarti qualche arto.> dissi io <Si, si, se ci riesci.> poi usò di nuovo il suo dono su di me. Io volevo urlare, ma non ci riuscivo. Poi smise di usare il suo dono. <La smetti o devo staccarti davvero qualche arto? Ti ricordo che per ora sono io la più forte.> dissi, cercando di farlo smettere, perchè era davvero fastidioso rimanere senza sensi. <come sei carina quando ti arrabbi...> disse Alec ridacchiando. Per un momento rimasi interdetta. Lui aveva detto cosa? Poi capii che era per gioco, e risposi <vediamo quanto lo sei tu senza un braccio, o con l'auto distrutta!> lui rise sotto i baffi e disse <In quanto al braccio, me lo riattacco e poi ti batto, non dubitarne. E in quanto all'auto... fai pure. Poi lo dici te ad Aro, però> io rimasi confusa <E Aro in tutto questo cosa c'entra?> chiesi, con una voce un po' troppo acida <Aro mi ha regalato questa macchina. Non credo che sia felice e tu la distruggi.> disse. <cioè, qui ti regalano macchine così? Wow..> più che altro era un pensiero ad alta voce, che una frase compiuta. <No, non a tutti. Me l'ha regalata così, secondo lui, rimango tra i Volturi. È una specie di garanzia, ecco.> mi spiegò mantenendo un sorriso sulle labbra. Un sorriso mozzafiato. Mi accorsi in quell'istante di quanto fosse carino Alec. Mi pentii subito di quel pensiero, e mi dissi di smettere di pensare a certe cose, probabilmente una ragazza già ce l'ha, ed è anche più carina di me. Per il resto del viaggio rimanemmo in silenzio, a parte una piccola discussione sulla qualità delle autostrade, che finì sempre con un mio stano pensiero. Dopo sei ore circa arrivammo a destinazione, e dalla radiolina ci giunse la voce di Demetri: <dobbiamo proseguire a piedi. Parcheggiate qui vicino, ci vediamo nella piazza principale.>
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 17 settembre 2010, 11:58

moolto bene.. ecco un altro capitolo... beh, spero che vi piaccia, spero che perdonerete l'impulsività della protagonista e spero che lo leggerete ascoltando don't cry.. dei guns n' roses.. faun bell'effetto, ma potete anche leggerlo senza...


LA MISSIONE DEL MALE-

Ci trovammo nella piazza principale, una piazza neanche tanto larga, ma con al centro un fontana.
Arrivammo lì in silenzio, e Demetri era già lì con Jane. All'improvviso disse <Di là!> e indico l'est prima ci incamminammo lentamente, poi iniziammo a correre molto velocemente, appena fuori dal paese. Eravamo nel bosco, e correre nel bosco era bellissimo. Si vedeva tutto. Ogni cosa, ogni granello di terra, ogni fogliolina si vedeva con una nitidezza assurda, per quelle velocità. Passando nel bosco riconobbi i posti dove andavo a giocare da piccola. C'era un albero dove ci arrampicavamo sempre, c'era una casa abbandonata che noi avevamo fatto nostra... e poi attraversammo quel prato. Quello dove c'era il sasso a cui ero rimasta sotto durante i giorni di agonia. E lì i ricordi più dolorosi iniziarono a rifiorire. Jared. I miei parenti. Jared. Tutto finito, tutto scomparso. Mi scappò n singhiozzo, e Alec mi prese la mano, come per consolarmi. Forse aveva capito. Continuai a pensare alla mia vita precedente, anche se i ricordi erano confusi e scuri. Ma il dolore rimaneva. Non c'era altro che dolore nella mia mente, adesso. Poi vidi il mio trasformatore, e il dolore si trasformò in rabbia. Era dentro ad un vecchio rudere, a proteggersi dalla luce solare. Era come lo ricordavo. Alto, biondo, occhi rossi. “ fermatelo subito” disse il mio dono. <Alec fermalo!> subito il mio trasformatore rimase a terra inerme. <Jane, puoi procedere. Alec, smettila.> disse Demetri severo. Subito quello si contorse sul terreno. Demetri iniziò a parlare. <Ginevra, è lui, vero?> io ero in preda alla tristezza, e riuscì solo ad annuire. <Molto bene. Lo portiamo noi a Volterra. iniziamo ad andare. Lo portiamo anche da Aro, non c'è bisogno che veniate anche voi> Detto questo si caricarono sulle spalle il vampiro e andarono. Io in quel momento crollai, e la tristezza mi invase. Mi liberai dalla stretta di Alec, e mi misi a correre per quel bosco. Mi fermai solo alla radura dove c'era il sasso della mia agonia, e mi accucciai lì con la testa tra le ginocchia. Continuavo a singhiozzare, perchè non ero più capace di piangere. Il fiato mi rimaneva in gola, e i miei pensieri ricordavano i momenti trascorsi con Jared e con la mia famiglia. I bei momenti, quelli più felici, quelli tristi, le difficoltà superate, appartenevano ad un altro mondo, che per me era oscurato da uno spesso velo. In quel momento sentii delle braccia sulle spalle me le scrollai di dosso seguendo l'istinto. < calma, calma, sono io, Alec.> mi disse, e la sua voce arrivava dal basso, dovevo averlo fatto cadere. <Lasciami sola.> gli dissi. Ma lui non demordeva e si mise a sedere accanto a me. Io ringhiai, un suono basso e vibrante. Lui però rimaneva lì, e iniziò a parlare. <Vedi, io ti capisco.> parlò con estrema calma, misurando le parole. <non puoi capire, tu. Tu ce l'hai ancora uno straccio di famiglia.> ero molto arrabbiata. < sì, è vero, ma devi sentire la mia storia prima di giudicare. Io e mia sorella siamo gemelli, e questo probabilmente lo sai. Siamo sopravvissuti ad una strage. Erano cinque vampiri, che hanno distrutto la nostra famiglia. Io sono nato nel 1875, l'otto settembre, e ovviamente anche mia sorella. Eravamo in quindici in famiglia, più i nostri genitori. Hanno distrutto tutto e tutti, a parte noi. Poi i Volturi ci hanno trovati, e ci siamo uniti a loro. Però c'è ancora una cosa che non ho detto. Mia sorella non si ricorda nulla.> era immerso nei suoi pensieri, con una maschera di dolore che doveva essere identica alla mia. <nulla.. davvero?> chiesi stupita, sempre singhiozzando. <no... io ho cercato di farle ricordare, ma lei si rifiuta. Sono solo. Esattamente come te.> io continuavo a singhiozzare a e pensare a tempi passati, e lui mi abbracciò. Io non lo scacciai via, perchè capii che anche lui aveva bisogno di conforto. Poi lui si avvicinò, e mi baciò. Io rimasi di sasso a guardarlo. Non sapevo come reagire. “devi andare avanti.” “Devi dimenticare” mi disse il mio dono. Era la cosa giusta da fare, andare avanti e spazzare via tutte le tracce del passato. Così stavolta lo baciai io, con passione, e finimmo tutte e due per terra, lasciando un buco. <ehm.. dobbiamo andare...> mi disse, poi mi prese la man e mi aiutò a tirarmi su. Correvamo nel bosco mano nella mano, e giunti alla macchina mi disse <Vuoi guidare tu?> mi chiese < ehm.. non saprei.. se tu non vuoi guido io..> ero imbarazzatissima da quella richiesta. Chissà perchè. <no, no, guido io se non vuoi.> eravamo tutte e due in chiaro imbarazzo. Se avessimo potuto avremmo avuto il colore di un peperone, ma rimanevamo bianchi. Alce mi aprì la porta <prego...> disse con gentilezza mi sedetti sul sedile, e anche lui entrò , e una volta dentro mi diede la mano e mi sorrise. Per quasi tutto il viaggio il silenzio regnò, avevamo troppo su cui riflettere. Era certo che la nostra amicizia era qualcosa di più. Ma ero già pronta per dimenticare tutto? All'improvviso e mi misi di nuovo a singhiozzare. < non piangere...> mi disse Alec, e mi accarezzò la mano. Ormai eravamo arrivati, e presto scorgemmo Volterra. Finalmente un po' di tristezza se ne andò, e riuscii ad evitare di piangere. Arrivati nel garage incontrammo Demetri, e subito Alec tolse la sua mano da sotto la mia. < abbiamo già finito con lui, siete arrivati tardi. È stato ucciso. Ora sei stata vendicata, mi dispiace che tu non abbia potuto assistere, Ginevra. Bhè, adesso avete il tempo libero fino a dopodomani, perchè non abbiamo molto da fare per adesso. Ora devo andare, ciao.> <ciao..>risposi io, ma ero ancora immersa nei miei pensieri. Dovevo decidere se andare avanti o rimanere nel mio dolore. Poi scelsi che era il momento di andare avanti. Una volta scesi diedi la mano ad Alec e gli chiesi <Vuoi venire da me?> lui fece una faccia stupita, del resto avevo appena pianto, ma forse aveva frainteso le mie lacrime <ok...> disse, ma rimaneva molto stupito. Io aprii la porta della mia stanza, una volta dentro avvertii an'altra scia. Non mi ricordavo di chi era, ma Alec sì, e mi disse: <Aro è stato qui.> ecco di chi era, come avevo fatto a dimenticarlo? <E.. come mai?> <viene sempre, o quasi a controllare gli alloggi.. è una cosa che odio.> poi in quel momento il mio telefonino, che era ancora nel mio zaino, vibrò. Lo presi, e c'erano sette messaggi non letti. Erano tutti della polizia, che stava svolgendo le indagini, e che mi chiedeva dov'ero e come stavo. Dopo un secondo e mezzo sbriciolai il telefono con una sola mano. <Ma perchè l'hai fatto?> mi chiese, dubitando della mia sanità mentale.<il passato chiamava. Ma io vado avanti.> dissi, cercando di fargli capire che non avevo problemi mentali.
<Beh, allora vorrà dire che andremo avanti insieme.> disse, e mi abbracciò posandomi la testa sulla spalla. Io mi voltai a baciarlo, e lui contraccambiò. Per la seconda volta ci ritrovammo per terra, ma questa volta non eravamo caduti. Io mi avventai sulla sua camicia, che dopo pochissimo era già a brandelli.



Ero sdraiata sul suo petto, quando la luce filtrò dalla finestra lui guardava il soffitto, con uno sguardo assorto. Io mi alzai e controllai l'ora. Le sette e mezzo. Mi rivestii con calma, e Alec rimaneva steso sul pavimento. <Vuoi rimanere lì tutto il giorno?> gli chiesi con una voce dolce, troppo dolce. <No, è che stavo pensando ai vestiti. I miei sono a brandelli. Non posso certo uscire così.> io frugai nel mio zaino e trovai dei vestiti di Jared. Forse erano un po' piccoli per lui, ma non avevo altro. Li avevo messi nello zaino per ricordare. Ma ora dovevo dimenticare, e così li porsi ad Alec.-<Grazie...> disse lui, e intanto si era già messo i pantaloni. Era vero, gli stavano un po' piccoli, ma meglio che niente. <ok, io intanto vado a prendere dei miei vestiti, aspettami qui che te li ridò> mi disse <No, no, tienili pure. Anzi, bruciali, distruggili, fanne quello che ti pare. Non li voglio più> <ok..> deto questo uscì dalla mia stanza, e mi cadde l'occhio sul divano. Una parte era del tutto distrutta. L'altra era ancora intera. Provai un forte imbarazzo nel vedere ciò, e così smisi di pensarci. Guardai i miei vestiti. Avevo su una maglietta rosa e dei jeans aderenti. Presi delle scarpe da tennis e me le infilai. Poi arrivò Alec, che mi chiese <Cosa ne dici se andiamo a farci un giro qui intorno?> chiese <Per me va bene. Ma dove andiamo? > intanto eravamo già nel corridoio. < Non lo so. Per adesso stiamo qui nei dintorni, poi decidiamo.> eravamo fuori, in un grande prato, e iniziammo a correre come dei pazzi. Ero felicissima. Avevo fatto il primo passo verso la mia nuova vita.

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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 23 settembre 2010, 12:26

alloora... sono incavolata nera, perciò pèosto.. p.s. poi dovrete aspettare u n po' x gli altri, non ho più i capitoli già scritti, e non riesco ad andare avanti molto con la scuoolaa

DELUSIONI
Le settimane passarono senza neanche un incarico. Demetri veniva però ogni mattina a dire che non c'erano incarichi. Ovviamente quando veniva da me salutava anche Alec, che ormai stava quasi sempre da me, e cercare di nasconderlo sarebbe stato invano, dato che c'era il segugio. Quel giorno era un giorno come gli atri. Io e Alec eravamo seduti sul divano, che avevamo ricomprato, ad aspettare Demetri. <Arriva.> disse Alec, e ci alzammo. La porta si aprì, e ovviamente era lui, che ormai non si faceva scrupoli a bussare. < oggi non avete nulla da fare... come sempre direi, avete tutto il tempo per voi> detto questo si lasciò scappare un ghigno, e io gli ringhiai contro. La porta si richiuse e Alec mi disse <non c'era bisogno di fare così...> e mi abbracciò, posandomi la testa sulla spalla. Io gli risposi con uno strano mugolio. <Sei un po' nervosa oggi...> mi disse lui e dicendolo mi abbracciò. In quel momento mi guardò in faccia, e disse < e ho capito anche perchè! Non è che hai sete?> disse ridacchiando. In effetti, sentivo la gola che bruciava come non mai, ma fino a quel momento la mia attenzione era stata da un altra parte. Ero imbarazzatissima, anche se non sapevo il perchè. <Può.. può darsi..> risposi e lui mi abbracciò ancora più forte e si mise a ridere. <Ahh.. ok, dove vuoi andare? A Volterra?> poi si fermò a pensare <no, è meglio che vai in na città grande, e di notte. Riesci a resistere? > intanto che parlava la mia faccia era diventata una maschera di dolore, stupore e incredulità. Dolore, per la scoperta atroce. Stupore, come poteva Alec fare cose simili? Incredulità, perchè non volevo credere a quella situazione. Quando notò la mia reazione, si fermò e mi chiese <che c'è? > io allora mi liberai dal suo abbraccio, e me ne andai, lasciandolo solo nella mia stanza. Non sapendo dove andare, presi la mia macchina e singhiozzando mi avviai verso l'autostrada. Mi fermai al primo bosco che incontrai, e lì disattivai tutte le emozioni umane, e finalmente la pace arrivò. Era un bosco piuttosto grande e brulicante di vita. Annusai l'aria, e trovai un gruppo di cinque cervi che stava brucando dell'erba in una piccola radura poco lontana, e sotto i loro piedi un ghiro nella sua tana. Iniziai a correre verso i cervi, e una volta arrivata loro non fecero in tempo a scappare che io mi ero già avventata sul maschio più grande. Dopo mezzo minuto, scansai il cervo senza vita via dai miei piedi e inseguii gli altri. A metà mattina li avevo uccisi tutti. Guardai i miei vestiti, che erano sporchi di sangue e terra per la lotta. Mi sentivo piena e sazia, e decisi che poteva bastare per le prossime settimane. Intanto che osservavo i miei vestiti sporchi e logori, avvertii una presenza dietro di me. Annusai l'aria. Era Alec. <cosa ci fai qui?> chiesi acida. <Sono venuto.. a chiederti perchè.> disse incerto. <Perchè.. perchè... ti rendi conto di ciò che fai? Porti via vite umane. Hanno una famiglia, e dopo quello che è successo a me non voglio fare provare la stessa sensazione a qualcun altro.> dissi mantenendo sempre un tono duro e di disapprovazione. < Ma come fai?> mi chiese lui. <Forza di volontà. Non ho mai ucciso un umano né mai lo farò. Non ne ho la minima intenzione.> gli risposi infastidita. Lui a quel punto sospirò <Scusa. Non sapevo delle tue.. abitudini, ho fatto un errore. Adesso che mi hai spiegato i tuoi principi capisco. Non ci avevo mai pensato, in verità. Quando Aro mi ha trovato io ero perso, e ho seguito solo i suoi insegnamenti. Ma ti capisco. Anche io ho provato le tue stesse sensazioni. Perciò, se potrà servire a qualcosa, ci proverò. Proverò a cacciare degli animali. Da oggi.> detto questo si mise a correre verso degli altri cervi poco distanti da lì. Aveva deciso di cambiare allora. Mi misi a riflettere, e mi accucciai sul prato. Davvero aveva deciso di cambiare? Lo aveva fatto per me? Era un fatto che non poteva essere ignorato, ma comunque non poteva aver preso una decisione così importante in così poco tempo. Poco dopo tornò. Il suo odore sapeva di cervo, ma i vestiti erano immacolati. <Prometto di cambiare.> disse lui. <Perchè... perchè hai preso questa decisione.. così, in pochissimo tempo? > chiesi, e lui abbassò lo sguardo. Poi lo rialzò e disse < perchè non ti voglio perdere.. non voglio che l'unica persona che mi ha fatto sentire bene negli ultimi cento anni non mi voglia più. Voglio cambiare, non voglio più essere il burattino di Aro. E tu sei la prima che non mi ha usato, anzi che non ha usato la mia ignoranza a suo vantaggio.>

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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 4 ottobre 2010, 13:31

piccolo nuovo pezzettino...

-CHE SUCCEDE?

Ero scioccata da ciò che aveva detto. Non avevo mai visto Alec come un ignorante, e dato che io ne sapevo meno di lui dovevo esserlo ancora di più. Stavo fissando una coccinella che si arrampicava su un filo d'erba. Mi ricordava la felicità che non avevo mai riconquistato del tutto. Era libera, quella coccinella, poteva fare tutto ciò che voleva, e la sua vita si basava quasi esclusivamente sull'istinto. Mentre osservavo l'insetto, la vista iniziò a offuscarsi. Delle macchie nere comparirono sull'erba e sugli alberi, ma presto capii che erano i miei occhi che non funzionavano. Poi tutto divenne nero, e poi più nulla. Non c'era nulla, nemmeno il nero, nemmeno un colore, o una sensazione. Non c'erano nemmeno le emozioni, non provavo nulla. Facevo fatica a sentire i miei pensieri. Ma, tutto sommato, era ciò che volevo. Non sentire più dolore. Quel momento allora si trasformò, e divenne il migliore della mia vita. Nemmeno nella mia vecchia vita non ero mai stata così felice, anche se felice non ero. Nemmeno quando c'era ancora Jared mi sentivo così bene. Poi però mi svegliai di soprassalto, e mi trovai in una stanza bianca e luminosa.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 17 novembre 2010, 13:55

allora, è cortino, ma ne sono soddisfatta. non so voi ma io mi sono come dire.. emozionata a scriverlo e a pensare a cosa succederà dopo.. uhm.. eccolo :D

-STRANEZZE

Ero sdraiata. Sopra di me c'era la luce di un neon, e la mia vista non era più quella di prima. Indossavo una lunga tunica bianca. Realizzai che ero all'ospedale. Mi alzai di soprassalto, e subito un'infermiera mi fermò <ferma cara, stà tranquilla> disse a voce alta, per poi sussurrare a qualcuno dietro di me <non farla alzare, falla stare ferma> quindi se ne andò, chiudendo la porta dietro di sé. Allora mi girai, e vidi che Alec stava seduto su una sedia con le gambe incrociate, e le unghie mordicchiate; segno che si era preoccupato per me. Subito gli buttati le braccia al collo. Lui però rimase rigido e mi rimise sul letto. Io allora chiesi, mortificata< è successo qualcosa, Alec?> lui all'improvviso divenne più ombroso di quanto era già. <Sì.> dicendo questo abbassò la testa e si guardò i piedi. <ALEC! Dimmi che cosa è successo!> urlai e l'infermiera aprì la porta e disse arrabbiata <Ti avevo detto di farla stare tranquilla!! Ok, ci rinuncio, ti do degli altri tranquillanti.> s avvicinò al letto e cambiò il sacchetto della flebo <NO!> dissi, ma era già sparita dietro alla porta. Mi aspettavo che il sonno giungesse, ma non arrivò, anzi, mi sentivo più sveglia di prima. Alec guardò il suo orologio e disse < Alzati, vestiti e quando sei pronta ti aspetto giù nel parcheggio, sotto la finestra> detto questo saltò giù dalla finestra. Sembrava arrabbiato, ma non seppi dire se lo fosse con me o con il mondo. Intanto mi ero già infilata i jeans puliti che erano sul letto, e mi stavo cambiando la maglia. Finito di vestirmi andai in bagno, volevo rinfrescarmi un po' la faccia e spazzolarmi il groviglio che avevo nei capelli. Il bagno era vuoto, c'era solo l'arredamento, ma non fu questo a sconvolgermi. La mia faccia... non era più la stessa... ero, come dire, imbruttita. Ero più brutta... o perlomeno più brutta di un vampiro, più bella di un umano. Non mi soffermai e saltai subito giù dalla finestra senza fare rumore. Giù Alec mi disse <seguimi, senza farti vedere!> e si mise a correre. Dopo mezz'ora di corsa a velocità vampiro, io ero piuttosto stanca. < A..A..Alec> dissi ansimando <F..fermiamoci, prego > lui subito mi prese in braccio e corse per un'altra mezz'ora fino ad arrivare a un boschetto, dove mi appoggiò a un albero e mi lasciò riposare. Quando smisi di ansimare lui si appoggiò a un albero davanti a me, e guardando il terreno mi disse <Ginevra... tu.. tu.. tu sei.. > sospirò < Sei incinta. > in quel momento l'albero dietro di me sparì e io svenni di nuovo... non potevo crederci.. ero un vampiro...


spero che vi piaccia!! :D :D :D :D
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 13 dicembre 2010, 14:18

ok, ho giurato, ho prodotto, e posto :D :D




-LA VITA SI DIVERTE A GIOCARE CON ME.

Mi svegliai. Ero appoggiata allo stesso albero di prima, ma era giorno inoltrato. Alec era lì vicino, teso. Stava piegato sulle gambe e si stava mettendo l'indice in bocca, e stava fissando un sassolino. Sempre fissandolo, parlò con una voce vitrea < hai fame? >. Non capivo. Dovevo avere fame? Non era passato così tanto tempo dall'ultima volta che mi ero nutrita. Però, quando ci pensai, mi venne un vuoto allo stomaco, ma era diverso da quello che avevo provato quando volevo sangue. Quella sensazione era un bruciare della gola, ma in quel momento volevo cibo, cibo vero, da umani. < Sì.> risposi, girandoli la spalla per guardarlo in faccia. Tentativo invano, poiché era molto più forte di me, adesso. < Ma non voglio cibo, voglio spiegazioni. Come è potuto succedere? Come mai sono così debole, come mai voglio cibo umano? Perchè tutto questo? > non capivo più niente, nella mia mente avevo una gran confusione. Come nella mia stanza, da piccola, pensai. In quel momento mi accorsi che la memoria era intatta, ricordavo perfettamente anche tutta la vita umana, senza quella specie di foschia che c'era prima. Mi scossi dai miei pensieri per fare altre domande, ma Alec mi porgeva una barretta di cioccolato < O vuoi svenire di nuovo...> mi disse, sempre con voce piatta. Mi misi a mangiare, e tutto migliorò, non ero più confusa come prima. Quando finì di mangiare Alec iniziò a camminare su e giù, borbottando cose che fungevano da spiegazione < Allora, è troppo presto per qualcosa di normale. Non saresti già così... ma è anche troppo lento per un vampiro. > < Aspetta, per un vampiro? Ci sono vampire che hanno avuto figli?! > chiesi io. < Sì, cioè, vampire no, vampiri sì. Le vampire non sono in grado di avere figli, ma i vampiri sì. Però, se tu.. cioè. > doveva essere confuso anche lui. < Ok, non ne ho la più pallida idea del perchè. Sarebbe possibile se tu fossi una mezza vampira. Però, mi pare che tu non lo sia.> era ritornato davanti a me, che ero sempre appoggiata all'albero < NON LO SO!> urlò, ormai snervato < ciò che so è che i figli dei vampiri sono delle armi infallibili, praticamente invincibili. E so anche che i Volturi farebbero di tutto per averne uno, capisci? Scommetto che già sanno di te. Dobbiamo nasconderci...> in quel momento sembrò che la sua anima svanisse, e si buttò per terra. < No, io non ci sto. Non so cosa fare, non ne ho la più pallida idea. > poi si alzò e corse via. <NO!> urlai io, ma ormai era già lontano, e era invano mettersi a corrergli dietro. Però in quel momento non riuscivo a pensare, così iniziai a correre, senza una direzione precisa, urlando il suo nome, come se potesse comparire da un momento all'altro. Corsi, corsi fino al tardo pomeriggio, quando disperata mi accasciai sul sentiero e mi misi a piangere. Dopo un po' sentì una mano sulla schiena, e mi alzai urlando. Era un anziano boscaiolo. < Vuole aiuto? Mi segua, la prego. > mi condusse verso una casetta in mezzo al bosco. Prese le chiavi da sotto un vaso, e quando aprì la porta una voce da dentro disse < sei tornato zio?> era una voce nota. Una voce dolce. Una volta dentro rividi quegli occhi, così profondi e neri. E i capelli, i suoi capelli, anche quelli neri come una macchia d'olio. < non è possibile.. > sussurrai.


credo che lunedì prossimo ne arriverà un altro :D :D :D
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 30 dicembre 2010, 22:29

è piccolo, è minuscolo
vi presto la lente d'ingrandimento
che qualcuno indovini chi è 'sto tizio!!!

SONO PAZZA? STO SOGNANDO? LA VITA NON SI ANNOIA PIU'?

Era come lo ricordavo. Erano passati solo due mesi, del resto. Aveva un dolcevita verde e dei jeans. Poi parlò con quello che evidentemente era suo zio < Ritorno a casa. Accompagno anche questa fanciulla a casa, abita fuori dal bosco, giù in città. Deve essersi persa. > poi, rivolto a me. < Vieni, basta seguire il sentiero.> uscimmo insieme dal capanno, salutando lo zio. Appena girato l'angolo del sentiero, lui si fermò e si girò. Rimase un attimo fermo, e poi io gli saltai al collo, noncurante del fatto che dovevo chiedergli come mai lui fosse lì, dato che doveva essere già morto.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 1 febbraio 2011, 17:04

SONO PAZZA? STO SOGNANDO? LA VITA NON SI ANNOIA PIU'?

Era come lo ricordavo. Erano passati solo due mesi, del resto. Aveva un dolcevita verde e dei jeans. Poi parlò con quello che evidentemente era suo zio < Ritorno a casa. Accompagno anche questa fanciulla a casa, abita fuori dal bosco, giù in città. Deve essersi persa. > poi, rivolto a me. < Vieni, basta seguire il sentiero.> uscimmo insieme dal capanno, salutando lo zio. Appena girato l'angolo del sentiero, lui si fermò e si girò. Rimase un attimo fermo, e poi io gli saltai al collo, noncurante del fatto che dovevo chiedergli come mai lui fosse lì, dato che doveva essere già morto. <Mi sei mancato> dissi. Ma lui si girò di nuovo, e continuò a camminare, anzi a correre, fino a un rudere. Lì si sedette su quello che restava di un vecchio muro. Io mi misi davanti a lui, ma non vi fu nessuna reazione, continuava a guardare a terra. Così mi sedetti anche io. Ma solo il silenzio fu la risposta di Jared. < Ok, che c'è? > chiesi a un certo punto, spazientita. < Non c'è niente... Questo incontro non doveva nemmeno accadere. > disse brusco. Io ci rimasi malissimo, tutto il mio mondo era crollato < Come? Io sono felicissima di vederti vivo e vegeto e tu? Tu che fai, mi dici che non avrei nemmeno dovuto vederti, che avrei dovuto vivere pensandoti bruciato ? > urlai alzandomi < Ah. E così tu saresti stata triste per tutta la vita? Ma se già con Alec te ne andavi in giro tutta contenta? Mi ai dimenticato subito. Io invece, sono stato qui a pensare a te, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. E non sapevo se eri rimasta viva, o se eri morta. Vedi , anche tu eri già una mezza vampira allora. Perchè io lo sono, lo sono sempre stato, e basta semplicemente un po' della mia saliva per farti diventare come me. E probabilmente quel vile che ci ha aggrediti ti ha morso, rendendoti così vampira del tutto. Poi ho iniziato a seguirti, per i primi giorni, dai volturi. All'inizio ero molto geloso di Alec, ma non potevo venire da te. I volturi mi seguono, mi vogliono per il mio dono. Io sono in grado di manipolare i pensieri altrui, riesco a leggerli e a farli cambiare. > fece una pausa per farmi riflettere su ciò che mi aveva detto, che mi aveva scioccato. Intanto si era alzato, e si era appoggiato a un albero. < E adesso cosa senti? > chiesi avvicinandomi a lui < Sento che hai uno scudo.. uno scudo debole... sento solo le tue emozioni... sorpresa, incredulità, felicità e un.. un'amore profondissimo. Mi potrei perdere in questo pozzo...> stava elencando perfettamente ciò che provavo, perciò ciò che sussurrava era vero. Così mi avvicinai a lui ancora e lo baciai, un bacio disperato, di chi ha troppo da dover nascondere.






[spoiler] sono solo io che penso che ho scritto molto peggio degli altri chap? :blink: :blink: [/spoiler]
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 13 aprile 2011, 14:04

no, ho eliminato i file nel computer. ma adesso gli ho ritrovati ^.^

Aggiunto dopo 14 minuti:

coff.
prometto che scriverò di più, ma in questo momento non posso.
Adesso ho un po' di tempo in più, scriverò ancora prima che si fossilizzi questo topic :D xD


- SI', PORTATEMI A FARE UN GIRO AL PARCO GIOCHI, COME QUANDO AVEVO TRE ANNI. -

Stavamo camminando per il bosco. Il silenzio ci opprimeva, sapevamo entrambi che dovevamo dirci tante cose, ma nessuno voleva fare il primo passo, quello che è sempre il più lungo e faticoso degli altri. Dopo pochi minuti arrivammo al margine del bosco, e una luce fortissima mi travolse. Doveva essere mezzogiorno, e era molto caldo. Camminavamo nelle vie di un piccolo paesino. Io seguivo Jared, non sapevo dove fossi. Riconoscevo a tratti alcuni aspetti del mio paese natale, ma subito l'illusione spariva. Mi misi a ragionare. Non era dove avevo vissuto per tutta la mia vita, questo era certo. Non era una grande città. Era contornata da un grande bosco, e pareva quasi scomparire dentro a un mare di verde. Le case erano colorate e rivolte tutte verso sud. Sulle colline circostanti c'era una fitta boscaglia, e qua e là si vedevano ruderi. All'improvviso Jared si fermò e apri la porta di una casa azzurra, con un piccolo giardinetto a fianco. Dentro era spazioso e c'erano delle scale che andavano di sopra. In fondo alla stanza c'era una porta finestra che dava su un giardino sul retro. Sulla destra c'era una cucina moderna, in netto contrasto con l'ambiente esterno, e sulla sinistra un divano con una bella televisione al plasma davanti. - Do... Dove siamo?- chiesi, un po' confusa. - Benvenuta in casa mia... Cioè, questa è casa mia da quel giorno, il giorno del, ehm, incendio.. - mi guardai attorno. Non ricordavo un posto simile.- da quanto è tuo? - chiesi un po' acida .- Era di mio cugino, ora lui si è trasferito e me lo ha lasciato. Accomodati, adesso devo cercare di trovare una soluzione... - dicendo così si avviò verso la libreria vicino al televisore. - A che cosa? - dissi sedendomi sul divano. - Dobbiamo trovare un posto dove andare, i volturi ti staranno marcando stretta. E poi devo trovare qualcuno che ti aiuti, e che eventualmente che ti curi.- Prese un grande atlante e un libro scritto a mano, in una grafia appena leggibile, e si sedette vicino a me. - Bene. Incomincia l'avventura! Dammi un amano per favore, scrivi questi nomi...-
Ultima modifica di GinniSini97 il 13 aprile 2011, 14:07, modificato 1 volta in totale.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 29 maggio 2011, 20:46

ok.. gente, questo lo scrivo così, lo butto giù adesso; ho pochissimo tempo, anche perchè tra poco ci sono gli esami ù.ù

A certe cose non si può dare un titolo.

- Questi nomi... Questi nomi.. nomi.. - Ero molto confusa. La voce di Jared era come un'eco, solo che era reale. Non era un'illusione della mia testa, non solo l'immaginazione sentiva le parole troppe volte rispetto al normale.Poi un freddo tocco sulla guancia, senza vedere nulla che mi stesse effettivamente toccando. -Ah! mi hai toccato Jared? - lui mi guardava incredulo,e con la faccia di chi si è appena svegliato da un incubo disse - No... stai bene?- ancora. Ancora un fastidiosissimo eco. Feci dei lunghi respiri per riprendermi, e dissi con una voce calma per non destare sospetti:- Sisì sto bene... continuiamo... - Lui si calmò e ritornò a sfogliare il libro. All'improvviso ebbi una visione flash: avevo visto poco ma potevo distinguere un caschetto. Durò mezzo secondo sì e no. Per un po' continuò così, con gli echi della voce di Jared e nuovi echi di una voce sconosciuta e calda che mi chiamava. Poi si aggiunsero tocchi. Tocchi di Jared, sulle spalle. Forse mi stava scrollando per risvegliarmi. Tocchi sulla faccia, come piccoli schiaffi, come per far rinvenire qualcuno. Mi ritrovai in un mondo di percezioni totalmente scollegate e senza apparentemente un senso. Presto capii di essere sospesa tra due universi. Spettatrice inerme di una lotta tra realtà. Poi piano piano tutti iniziò a finire, e una serie di sensazioni prevalsero sulle altre... Mi ritrovai in una casa, casa mia, bruciata. Avevo davanti un pompiere che stava cercando di rianimarmi, e che mi riportò in strada.



ah, prego di scusarmi se ci sono errori ma l'ho scritto di fretta. Vi avviso che la storia cambierà un po', se non si fosse già capito.

Ginny.
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RE: - IL NUOVO INIZIO

da GinniSini97 » 6 giugno 2011, 12:40

Ok, mi sento una demente a fare la cosa che sto per fare ù.ù
Allorraa.. faccio ciò perchè non va più open office e comunque non ho voglia di ricopiarlo >.< Uhm .. XD spero ci capiate qualcosa O.o
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Arg. XD XD XD XD

Oddio, sto lentamente impazzendo... :invisibile:

[spoiler] ma anche non lentamente.. ù.ù [/spoiler]
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