Età: 15 Registrato: Oct 31, 2011 Messaggi: 866 Località: Dove mi porta il vento... Medaglie: 1
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Inviato: 13-07-2012, 16:33
Waylah ha scritto:
Si mi riferisco alla magia con cui Eragon si è calato Perchè non l'ha usata? Mi dispiace
non posso dirvi tutto scoprirete più tardi il perchè (che non ha niente di magico, più che altro è solo logico )
Comunque grazie mille, jhonny e ichigo! Siete sempre troppo gentili.... sono contenta che l'azione ti piaccia, jhonny perchè nel prossimo capitolo ce ne sarà una valanga
Grazie mille Saphiraaaaa!! non sai quanto sono felice che tu legga la mia FF, ci tenevo tantooooo! Grazie mille davvero! e se ti piace l'azione come a jhonny, temo proprio che il prossimo capitolo ti piaccia di più (spero! )
Grazie ancora a tutti, posterò più in fretta possibile!
_________________________________________________________________ "Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch'io continuerei ad esistere; e se tutti gli altri restassero e lui fosse annichilito, l'universo mi diverrebbe totalmente estraneo: non mi sembrerebbe di farne parte"
(Emily Bronte)
Aiedail
Wowwwww!!!! Accipicchia che bel cap!!! La parte di Caleb piccolo è... Commovente!!! si vede che è cresciuto un po' protetto dal padre (per questo sarà così pauroso?) anche se alla fine è normale quello che Murtagh ha fatto, ma quando vanno a controllare insieme nell'armadio... Si vede proprio tutto lo spirito di Murtagh come papà, è una cosa... Stranissima!!! Che bella idea quella del flashback, davvero stupenda, l'hai scritto a dir poco benissimo!!! E quando Caleb stringe di più il padre alla fine... Awwwwwww... *w* mi veniva da sorridere spontaneamente durante tutto il flash, è così... Tenero
Seconda parte: Arya. Ti cito un pezzo che mi è piaciuto molto:
Aiedail98 ha scritto:
Ma la paura di inciampare, di scivolare, di non trovare un appiglio, di sentire il vuoto sotto di sé, di cadere, di precipitare, di affondare nell’aria, di atterrare a terra e di non vedere più nulla la bloccò di nuovo.
Bellissimi tutti quei verbi di fila, è una tecnica che uso spesso anch'io e crea quasi un climax ascendente (senti che paroloni pronunciati da una boccuccia...) e poi quando sente Saphira, questa è stata la mia faccia: e quando casca, doppiamente!!!
Aiedail98 ha scritto:
Aprì la bocca in un muto grido di terrore, mentre precipitava all’indietro.
Sentì l’aria sferzarle addosso, mentre tutto sembrava rallentare.
Riuscì solo a vedere il muro del castello che torreggiava su di lei, bianco e indifferente alle sue mani disperatamente tese verso l’alto. Una fiammata azzurra nel buio della notte. Un ruggito irato.
E poi sentì il duro terreno sotto terra.
E fu tutto buio.
Devo dire che questa parte mi è piaciuta particolarmente, rende bene una persona che cade... *_*
Terza parte: mentre un mare di ciccioni nobili (tra cui quello che occupava mezzo corridoio ) ostacolano involontariamente un gruppo di Cavalieri che corre dai propri draghi, un lampadario cade quasi addosso a Daniel!!! Mi hai fatto prendere un accidente anche per questa stupidaggine lo sai? Meno male che almeno i nobili sono troppo impegnati a rotolarsi a terra ora XP ma Arya? posta presto, stai facendo una sequenza di capitoli d'azione uno più bello dell'altro!!! E mi scuso per il ritardo
_________________________________________________________________
Se volete una firma bella come la mia chiede a Vanir_
Età: 15 Registrato: Oct 31, 2011 Messaggi: 866 Località: Dove mi porta il vento... Medaglie: 1
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Inviato: 19-07-2012, 17:24
Hola a todooooos!
Come promesso, ecco il prossimo capitolo! Vi assicuro che fa schifo, ma siccome è molto importante vi conviene leggerlo lo stesso... facciamo un breve riassunto delle vecchie puntate per chi potesse aver perso il filo della storia (molto plausibile, direi, dal momento che mi arrampico sugli specchi sempre di più, capitolo dopo capitolo ).
Siamo arrivati al punto in cui il ghiacciolo è scomparso e il tontolone, in uno slancio di coraggio sfegatato, lascia i suoi allievi nelle mani del fratello e corre a cercare il suo vero amore. nel frattempo, tutti si sono dimenticati della povera Angela, di Solembum e di Orik che ancora dorme come un neonato . Come si concluderà la loro avventura? vi annuncio che in questo capitolo NON lo scoprirete, perchè il bello arriva immediatamente a quello dopo
Beh, spero vi piaccia anche se è scritto davvero con i piedi
Capitolo 34
ILIREA
Eragon irruppe nella stanza con il fiatone.
- Arya! – gridò, incurante di essere sentito dagli abitanti del castello.
Un leggero venticello rispose alla sua voce, scuotendo leggermente le tende bianche e facendo volare a terra una piuma rimasta sulla scrivania.
Eragon trattenne un’imprecazione. La stanza era completamente vuota, eccezion fatta per la leggera sottoveste di Arya, abbandonata evidentemente di fretta sul pavimento. Sentendosi stranamente pesante, con passo goffo si chinò e raccolse il vestito bianco. La consistenza era morbidissima e, avvicinando il naso, Eragon riuscì a respirare il profumo avvolgente di Arya.
- Arya… dove sei? – sussurrò, lasciando cadere a terra di nuovo la sottoveste e rialzandosi.
L’armadio della camera era completamente spalancato e i vestiti dell’elfa erano sottosopra, come se lei avesse rovistato in fretta per trovare ciò che le serviva. Le camicie, i pantaloni, le calze erano riversate sul pavimento, le ante erano ancora spalancate, i cassetti fuori dai loro scomparti.
Eragon si avvicinò e guardò dentro all’armadio; era quasi vuoto, dal momento che la maggior parte del vestiario di Arya era sparpagliato sul pavimento, tranne per il meraviglioso vestito azzurro che Arya aveva indossato la prima notte del ballo e quello verde che lo aveva tanto affascinato quella sera. Rabbrividì, mentre scorreva con dita delicate la stoffa di broccato celeste intessuta con abilità impressionante dalle sarte elfiche a disposizione di Arya, immaginando di sfiorarle le guance.
Con un grosso peso sul cuore, Eragon voltò lo sguardo e lo posò sul letto a baldacchino. E notò subito che c’era qualcosa che non andava. Le coperte erano smosse, arruffate, e le tende di lino dorato erano strappate in più punti. Il leggero venticello le faceva ondeggiare tristemente, mettendo la pelle d’oca al Cavaliere. Allarmato da quest’ultimo particolare, il Cavaliere si allontanò dall’armadio per dirigersi verso il letto. Appena fu abbastanza vicino, sfiorò le tende; i graffi che le deturpavano erano lunghi e sempre disposti in file da quattro…
- Sembrano quelli di un gatto – sussurrò, scostando appena la tenda.
Passò una mano sulla trapunta dorata e sulle lenzuola di lino candido, macchiato in più punti da impronte di stivali. Sempre più confuso, Eragon prese il cuscino e lo sollevò ma, come aveva immaginato, sotto non c’era nulla di strano. Ma allora cosa significavano quelle impronte? E perché, casualmente, gli stivali di Arya non c’erano più nell’armadio?
Eragon sospirò e si passò una mano tra i capelli, mentre il suo sguardo scorreva in avanti.
Dall’altra parte del baldacchino c’erano il muro e una finestra e, a terra, rilucevano piccoli diamanti splendenti. I bagliori luccicanti attirarono catturarono immediatamente la sua attenzione.
- Ma che diavolo sono? –
Con la netta sensazione di non voler sapere più nulla su ciò che era accaduto in quella stanza, Eragon fece il giro del letto con circospezione. Cos’erano quei diamantini splendenti? E perché le tende del baldacchino erano distrutte? E, soprattutto: dov’era Arya?
Quella domanda gli martellava costantemente in testa, ad ogni passo che faceva, ogni respiro che esalava, ogni rumore che generava; Arya probabilmente era la sua vita, o molto di più. La sola idea di poterla perdere era semplicemente inammissibile per lui.
Si chinò a terra e afferrò con dita delicate uno dei piccoli diamanti.
- Ah! –
Eragon ritrasse la mano come se si fosse scottato e balzò in piedi. Il dito indice gli sanguinava copiosamente. Strinse con forza la mascella, mentre si leccava via il sangue e stringeva il dito ferito in mezzo agli altri sani.
- Vetro… -
Un’improvvisa consapevolezza gli delucidò la mente.
Allarmato, si girò subito e vide confermati i suoi timori: il vetro della finestra era stato infranto da qualcosa, o da qualcuno. I piccoli frammenti, che aveva erroneamente scambiato per cristalli, erano sparsi a terra e rilucevano alla luce della luna.
- Arya deve aver rotto la finestra… oppure qualcun altro l’ha fatto al posto suo – mormorò Eragon, sentendosi rizzare i peli sulla nuca. – Ma perché?
Sempre più preoccupato, si affacciò alla finestra, desiderando ardentemente la sua stanza nel castello della Città dei Cavalieri. o, se non era possibile, almeno la sua piccola casa ad Ellesmera. Oppure la sua camera a Tarnag, dove Angela e Arya erano riuscite a salvargli la vita. Avrebbe voluto essere dappertutto, tranne che in quel posto e in quell’esatto momento.
- Arya? – gridò, guardando verso il basso.
La torre su cui si trovava la stanza dell’elfa presentava a intervalli regolari delle file di mattoni sporgenti, larghi abbastanza per far passare una persona molto magra e soprattutto molto agile.
La descrizione, purtroppo, combaciava perfettamente con quella della regina degli elfi.
Sotto alla torre si estendeva il giardino reale, illuminato dalla pallida luce della mezza luna. L’erba era di un verde tenero, troppo tenero per annunciare l’atteso arrivo della primavera. Alcuni alberi interrompevano il manto erboso di tanto in tanto, gettando lunghissime ombre nel giardino. Sembrava che quella sera si fossero riuniti tutti i giganti di Alagaësia.
- ARYA! –
Eragon si passò le mani sul viso, disperato. Se non rispondeva, voleva dire che le era capitato qualcosa.
Prese la decisione all’istante.
Scavalcò agilmente il davanzale della finestra e posò i piedi sul corridoio di mattoncini sporgenti.
“Arrivo, Arya. Sto arrivando”
- I draghi sono tutti in aria – mormorò Murtagh, deciso – e noi dobbiamo farli scendere –
I cinque Cavalieri e i tre elfi lo guardarono, cercando di capire che piano avesse in mente.
Murtagh si sporse appena dal muro del castello che li nascondeva alla vista dei loro draghi e poi si ritrasse immediatamente.
Un turbinio confuso di emozioni e sensazioni lo stava facendo impazzire. Ricordava di essere riuscito a trascinare tutti i suoi allievi e i tre elfi che li avevano raggiunti fuori dal castello. Erano corsi immediatamente a nascondersi dietro ad una delle quattro torri del palazzo reale, per decidere il da farsi. Certo, quella era una tra le situazioni più complicate che avesse mai dovuto affrontare: i sei draghi (perché Korda probabilmente era ancora riverso a terra accanto ad uno dei muri dell’edificio) erano sospesi in aria e sputavano intese fiammate di fuoco colorato, che si mischiavano e si intrecciavano dando al cielo bagliori quasi spettrali, e loro non sapevano come raggiungerli senza essere visti e attaccati dall’orda di cani e gatti neri che affollavano il cortile. La maggior parte degli animali, quando i draghi si erano alzati in volo, si erano trasformati inspiegabilmente in uccelli o comunque in bestie volanti, ma una buona parte di loro era rimasta a terra e aveva accerchiato Angela e Solembum, oppure aveva seguito i movimenti dei draghi in aria stando ben attenti che non si calassero e che non cercassero di scappare via terra.
Un piano fin troppo perfetto, aveva pensato con rabbia.
- Papà… papà, cosa facciamo? –
Murtagh si riscosse dai suoi pensieri e vide Caleb, con la spada sguainata e un bagliore omicida nello sguardo; notò con disappunto che non aveva occhi che per Vervada, circondata da miriadi di piccoli corvi che l’attaccavano a intervalli regolari, non lasciandole nemmeno un secondo di respiro.
- Metti via quella spada, Caleb – lo rimbrottò il padre, stupito dal comportamento fin troppo audace del figlio. Se stava diventando una testa calda come lo erano stati lui ed Eragon, era meglio fargli capire un po’ come funzionavano le cose. Soprattutto quando si è in netta minoranza numerica ed è impossibile raggiungere i propri draghi. – E mettetele via anche voi – aggiunse, notando che anche Fricai e Azkhnar avevano estratto le loro armi. Poi, voltò gli occhi verso il cielo attraversato da bagliori colorati e sospirò: - Qui non si tratta di combattere, ragazzi – . Di nuovo li guardò uno ad uno, serio come non lo era mai stato in vita sua. – Qui dobbiamo scappare e in fretta –
Vide sparire dagli occhi dei suoi allievi la rabbia, sostituita in fretta da una quieta disperazione.
Murtagh deglutì e si sporse di nuovo dietro alla torre.
Riusciva a distinguere chiaramente Angela e Solembum, intenti a difendersi da un’orda di gatti e cani che non ne volevano sapere di lasciarli in pace. I riccioli neri dell’erborista rimbalzavano dappertutto e ogniqualvolta il suo particolare bastone da guerra scintillava alla luce della luna, uno o più animali dell’esercito di Argo venivano sbalzati via, agonizzanti. Il gatto mannaro, invece, nella veste di ragazzino, con il suo pugnale acuminato riusciva a difendersi come poteva e poi le sue unghie, rimaste immutate nel passaggio da forma animale a forma umana, facevano il resto per sbarazzarsi del proprio avversario.
Murtagh si ritirò indietro, timoroso di essere visto da qualche retroguardia dell’esercito e di rivelare così la loro presenza.
“Castigo?”
Il drago rosso gli rispose immediatamente. “Sì, Murtagh, è l’unico piano che ci rimane. Ne parlo con gli altri draghi”
“Bene”
- Bene – sussurrò contemporaneamente, mentre un piano decisamente disperato, ma l’unico del resto, cominciava a formarsi nella sua mente. – Ora è tempo di muoverci. Angela e Solembum stanno facendo nel loro meglio, ma non riusciranno a resistere così tanto – mormorò, guardando dritto negli occhi i suoi allievi. – E nemmeno i nostri draghi – aggiunse, tetramente, lanciando una breve occhiata al cielo.
- Dov’è Eragon? – domandò Daniel, preoccupato.
Murtagh scrollò le spalle. – Non possiamo lasciare Arya al suo destino, lo sapete meglio di me. Argo vuole lei e lei soltanto… ma non possiamo permettergli di farle del male – mormorò, stringendo i pugni. – Eragon è andato a cercarla… lei doveva essere qui con noi ora, ma… -
- Non c’è, sì – concluse Blödgharm al posto suo. – Noi elfi confidiamo in Eragon Ammazzaspettri. È chiaro che alla nostra regina è capitato qualcosa, ma noi sappiamo che lui riuscirà a salvarla –
Murtagh annuì. Poi, si rivolse di nuovo ai giovani Cavalieri. – Il piano è questo – esordì, sentendosi percorrere la spina dorsale di un brivido, suo malgrado.
- Io e altri due elfi – cominciò, scoccando uno sguardo d’intesa a Lifaen e Yaela – usciremo allo scoperto quando darò il mio segnale a Castigo. Così facendo, attireremo l’attenzione degli animali che circondano Angela e Solembum e anche parte del gruppo che sta assalendo i draghi in volo. Con quest’effetto sorpresa, Castigo riuscirà a sfuggire, almeno spero, agli uccelli che lo circondano e scenderà velocemente a prendere Angela e Solembum –
Murtagh guardò i suoi allievi, serio. – Così loro li salveremo. Ci servono vivi e, sinceramente, non ho nessuna voglia di vedere Angela morta –
- Tuttavia, gli animali assalteranno noi, cioè io, Lifaen e Yaela. Per questo voglio che Blödgharm e Fricai vadano a nascondersi dietro alla torre successiva, e appena vedranno che stiamo per soccombere, escano allo scoperto, attirando l’attenzione degli animali – continuò Murtagh lentamente, indicando la torre più vicina a quella dove si erano nascosti loro.
Uruk’Ray annuì lentamente, come se avesse capito ciò che aveva intuito il suo maestro. – Adesso capisco… - mormorò, concentrandosi più che poteva. Caleb, Daniel, Azkhnar e Fricai, invece, lo guardavano ancora senza capire.
- Parte degli animali si dirigerà verso di voi, lasciandoci abbastanza scoperti. In questo modo, Castigo ci verrà a prendere e noi saliremo sul loro dorso – proseguì Murtagh, osservando le reazioni dei suoi allievi.
All’improvviso, gli occhi di Azkhnar si illuminarono. – Quindi… -
Murtagh annuì. – Quindi, gli animali assalteranno Blödgharm e Fricai, come fanno ora con Angela e Solembum e come faranno con me, Lifaen e Yaela –
- E chi li salverà? – domandò Caleb, capendo all’improvviso il piano del padre.
- Ovviamente, Uruk’Ray, Daniel e Caleb saranno nascosti dietro alla torre successiva, quella che da qui non riusciamo a vedere – rispose Murtagh, sicuro – Gli animali si avventeranno su di voi, lasciando via libera a Slauta, che salverà Blödgharm e Fricai –
Finalmente anche Daniel e Fricai capirono al volo. – Sì! – esclamarono, entusiasti – Può funzionare! –
Murtagh sorrise. – Alla fine, rimarrebbe solo Azkhnar – commentò, rivolendosi direttamente alla nana. – Tu, Azkhnar – esordì, prendendo un lungo respiro – Dovrai correre immediatamente da Korda, dal momento che gli animali saranno tutti dall’altra parte del castello. Cerca in tutti i modi di risvegliarlo e se ci riesci, restate nascosti lì dietro –
Azkhnar annuì, decisa.
- Chi salverà me, Daniel e Uruk’Ray? – domandò Caleb, all’improvviso.
Murtagh sospirò. – Questa è la parte del piano più complicata e voglio che non abbiate paura. Quando vedrete che non siete più in grado di resistere agli animali, cominciate a correre verso la quarta e ultima torre. Gli animali vi inseguiranno, ne sono certo, ma voi correte alla massima velocità. A quel punto, Vervada, Bid’Daum e Fakhr sapranno cosa fare. L’importante – disse, guardandoli uno ad uno – è che vi fidate di me e dei vostri draghi. Voi correte ciecamente, senza pensare a nulla... e vedrete che vi salverete. Se però vi fermerete o avrete paura, il piano non funzionerà. Vi prego, correte e basta, anche a costo di sfinirvi –
Daniel, Caleb e Uruk’Ray annuirono, seri e determinati.
- Bene. È tutto chiaro? – domandò Murtagh. Tutti annuirono.
- Perfetto – mormorò lui, stancamente.
Poi, si girò verso la principessa Cora. La giovane aveva perso lo scintillio che caratterizzava i suoi occhi e lo guardava con espressione spenta, appoggiata al muro del castello.
- Principessa, tu andrai con Azkhnar a salvare Korda. E poi da lì scapperai con noi – le disse, evitando di incrociare il suo sguardo. Sapeva di aver appena ucciso suo padre. Lo sapeva e basta.
Lei annuì, senza staccare lo sguardo dalle pantofole che portava ai piedi.
Murtagh si girò, amaro.
“Castigo, dì ai tuoi draghi che fra un po’ comincia la festa”
- Arya –
Non era un grido, nemmeno un’esclamazione. No, non lo era per niente. Non era neanche una supplica piena di incredulità, non era un’invocazione, un ululato di dolore. E non era nemmeno un’invocazione spaventata o piena di angoscia. Non si era sgolato per il terrore. E nemmeno aveva gridato.
No, non aveva fatto niente di tutto questo.
Aveva semplicemente sussurrato, la voce atona, le mani che tremavano dallo sforzo di reggersi alla parete davanti a lui, quelle stesse mani che in quel momento avrebbero tanto voluto lasciare la presa e farlo precipitare nell’oblio in cui sicuramente era caduta anche lei.
Tutto sommato era stupito dalla sua reazione.
In un altro contesto, avrebbe immaginato di gridare, di precipitarsi al suolo, di chiamarla, sorreggerla, di curarla il prima possibile, di dirle che l’amava e che non l’avrebbe mai e poi mai abbandonata, anche se sapeva benissimo che prima o poi sarebbe dovuto accadere.
Eppure, in quell’istante in cui l’aveva vista, in quell’istante in cui i suoi occhi avevano inviato al cervello l’immagine che non avrebbe MAI voluto vedere, non aveva perso la calma. o meglio, la calma esteriore.
Dentro non si sarebbe potuto parlare nemmeno di silenzio o di vuoto assiderale. Era bastata la sola vista di quel corpo abbandonato sull’erba in una posa talmente naturale da dar l’impressione di essere profondamente addormentato a cancellare tutto ciò che era stato, che era e anche che sarebbe stato.
Niente poteva distruggere la sua identità peggio di ciò che stava vedendo in quel momento.
La sorpresa aveva lasciato posto all’incredulità, che a sua volta era stata sostituita dal terrore, seguito dall’angoscia e dalla terribile consapevolezza che lei fosse morta, fino a giungere a quel vuoto silenzioso e immobile, che pulsava ritmicamente sussurrando a mezza voce: - Arya –
Eragon deglutì, prima di lasciare la presa quasi meccanicamente e di precipitare a terra.
Atterrò sui piedi e quasi rimbalzò, rimettendosi in posizione eretta.
Arya era accasciata accanto a lui.
La contemplò per un istante, un istante che sembrò durare secoli.
Pur essendo morta, era bellissima. I capelli corvini ondulati erano sparsi sull’erba e scintillavano alla luce della pallida luna; la pelle chiara era resa quasi bianca latte nel chiarore lunare ed era liscia e morbida, senza nessuna imperfezione; la bocca, semi-chiusa, sembrava proprio quella di una bambina addormentata. Perché era ciò che era lei, pensò Eragon: una bambina che dormiva il più profondo dei sonni.
Era quasi rannicchiata, come se avesse cercato di farsi coraggio prima di cadere nell’oblio: le gambe incrociate nell’erba, il braccio sinistro abbandonato sul petto, quello destro invece sul prato curato della reggia di re Loring. Tamerlein giaceva accanto a lei, rinchiusa nel suo fodero decorato. Evidentemente, dopo la caduta, il gancio che lo legava alla cintura era saltato. Dal naso perfetto le scendeva un rivolo di sangue che nell’oscurità della notte sembrava quasi viola.
Eppure, ciò rendeva perfettamente l’idea.
L’idea che era morta combattendo, certo.
Eragon si inginocchiò accanto a lei, lento e goffo come un automa.
Poi, con un dito tremante le sfiorò la guancia. E bastò quel semplicissimo gesto a sconvolgerlo. E anche a rompere quel vuoto di vetro che si era formato dentro di lui.
- Arya… - gemette, afferrandole la mano sinistra e portandosela alle labbra, mentre le lacrime riuscivano ad oltrepassare il loro argine e gli rigavano il viso dai lineamenti eleganti.
L’elfa rimase immobile, come del resto sarebbe stata per sempre.
- Arya… Arya, ti prego – le sussurrò, passandole un braccio dietro alla schiena e sollevandola. Lei reclinò la testa all’indietro, ferma e incosciente che il vero amore della sua vita era lì e che la stringeva come non aveva mai fatto in vita sua.
Eragon l’attirò a sé, senza rassegnarsi all’idea che fosse morta, che non avrebbe mai più potuto rispondere alla sue domande, duellare con lui, ridere, piangere, aiutarlo ed essere aiutata. Non gli avrebbe mai più ammiccato con quel modo che sapeva fare solo lei, quasi di nascosto. Non l’avrebbe mai più trafitto con i suoi occhi verdi come smeraldi e talmente profondi da perdercisi dentro. Quegli occhi che riuscivano a sondargli l’anima, a capirlo come nessun altro era mai riuscito. Non gli avrebbe toccato mai più la guancia o le mani, non avrebbe mai più sentito il suo tocco delicato mentre tentava di consolarlo o di rassicurarlo.
Aveva perso qualcosa di talmente e inconcepibilmente prezioso che nessuno avrebbe mai compreso quanto. Aveva perso l’amica, il Cavaliere, la compagna di avventure, la regina degli elfi, l’ambasciatrice del popolo leggiadro.
Ma soprattutto aveva perso l’unica persona con cui, anche nei posti più sperduti del mondo, in deserti, montagne, valli, oceani, dovunque, si sarebbe sentito veramente a casa.
- ARYA! –
Eragon la strinse a sé, gridando, incredulo di averla persa, di averla lasciata scivolare via senza dirle veramente quanto era maledettamente importante per lui.
Un ruggito disperato si levò nel cielo e una fiammata azzurra enorme offuscò le stelle con il suo bagliore.
“CHI Ė STATO? ERAGON, CHI Ė STATO?”
L’ira di Saphira non aveva limiti, mentre Eragon continuava a piangere come un bambino e stringeva l’elfa tra le braccia, ormai molto più simile ad una bambola stanca e inerte che a quella combattente così agguerrita che lui conosceva meglio di chiunque altro.
“ERAGON!”
“Non lo so! Non lo so e non voglio nemmeno saperlo!” sbraitò Eragon.
Saphira ringhiò, irata. “Arrivo a prenderti… dobbiamo salvarla, Eragon… DOBBIAMO salvarla”
Nemmeno due minuti dopo, la dragonessa piombò su di lui e lo afferrò con gli artigli.
“E gli altri? Sono in pericolo e…”
“Eragon, Arya sta morendo”
“Ė già morta, Saphira…”
“Andiamo via… gli altri se la caveranno”
La dragonessa azzurra si dileguò nell’ombra, stranamente libera dal fastidio di tutte quelle bestie nere che l’avevano assalita fino a pochi minuti prima.
E tutto questo perché il piano di Murtagh era appena iniziato.
Aggiunto dopo 4 minuti:
Ps: mi sono completamente dimenticata di ringraziare moltissimo Nasuada, shock ed ebrithil98 ... scusatemi, vi ringrazio tantissimo per i vostri commenti! Quando sono nel blocco dello scrittore (*coscienza: checcavolo, abbassa la cresta, ragazzina! Non si può mica parlare di scrittore con te! Io: sorry * ) basta che li legga e riesco a sbloccarmi! (*coscienza: Di nuovoooo! io: ma finiscila, va!* )
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(Emily Bronte)
... ... ... ... ... Aryaaaaaa! Ti prego non moriiireeee
Citazione:
- Arya… Arya, ti prego – le sussurrò, passandole un braccio dietro alla schiena e sollevandola. Lei reclinò la testa all’indietro, ferma e incosciente che il vero amore della sua vita era lì e che la stringeva come non aveva mai fatto in vita sua.
Eragon l’attirò a sé, senza rassegnarsi all’idea che fosse morta, che non avrebbe mai più potuto rispondere alla sue domande, duellare con lui, ridere, piangere, aiutarlo ed essere aiutata. Non gli avrebbe mai più ammiccato con quel modo che sapeva fare solo lei, quasi di nascosto. Non l’avrebbe mai più trafitto con i suoi occhi verdi come smeraldi e talmente profondi da perdercisi dentro. Quegli occhi che riuscivano a sondargli l’anima, a capirlo come nessun altro era mai riuscito. Non gli avrebbe toccato mai più la guancia o le mani, non avrebbe mai più sentito il suo tocco delicato mentre tentava di consolarlo o di rassicurarlo.
Aveva perso qualcosa di talmente e inconcepibilmente prezioso che nessuno avrebbe mai compreso quanto. Aveva perso l’amica, il Cavaliere, la compagna di avventure, la regina degli elfi, l’ambasciatrice del popolo leggiadro.
Ma soprattutto aveva perso l’unica persona con cui, anche nei posti più sperduti del mondo, in deserti, montagne, valli, oceani, dovunque, si sarebbe sentito veramente a casa.
- ARYA! –
Eragon la strinse a sé, gridando, incredulo di averla persa, di averla lasciata scivolare via senza dirle veramente quanto era maledettamente importante per lui.
Oddiooooo che tristeeezza
Mio pensiero: ''Non può essere veramente morta.. è anche uno dei personaggi preferiti di Aiedail, non la può far morire.. ''
Davvero seriamente.. aveva il paracadute Eragon con qualche magia, la deve riportare in vita..
Okey.. mi sono espressa su quanto mi dispiace che Eragon creda che Arya sia morta..
Allora passando ad altro, Murtagh è un geniaccio! Ha escogitato un piano niente male Speriamo solo che funzioni..
Comunque come al solito dici sempre che i tuoi capitoli sono fatti con i piedi eccetera eccetera.. questo era stupendo! Hai descritto le emozioni di Eragon in una maniera portentosa!
Bravissima e posta presto perchè come hai detto te stessa.. il bello viene dal prossimo capitolo
Età: 15 Registrato: Oct 31, 2011 Messaggi: 866 Località: Dove mi porta il vento... Medaglie: 1
Sesso:
Inviato: 19-07-2012, 21:53
redhot ha scritto:
non male il capitolo, ma posso darti un consiglio?
Certamente
Aggiunto dopo 2 minuti:
Ah sì...
@giorgia: paracadute? nèèè, non posso anticiparvi nullaaaa sono contenta che il piano di Murtagh ti piaccia, anche se sinceramente penso che sia un po' tanto in stile "mi arrampico sugli specchi"
@darkangel: Caleb eh? Già, una testa calda sul serio era ora, mi ero stufata di descriverlo come un bambinetto frignone e tutto cagasotto comunque cono contenta che ti sia piaciuto il capitolo
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(Emily Bronte)
ecco il consiglio; quasi tutte le tue ff sono incentrate sui pensieri e ragionamenti che fanno i personaggi. il problema è che in alcuni casi il racconto risulta poco scorrevole. quindi a parer mio nelle scene di azione racconta ciò che succede senza fare "ragionare" troppo i personaggi, falli agire e basta. i momenti di riflessioni lasciali per i punti romantici, di conversazione ecc... se no ogni volta che succede qualcosa c'è una pausa riflessiva che, oltre a risultare un pò noniosa spezza anche la suspance.
bene ho finito di fare il preciso
Età: 15 Registrato: Oct 31, 2011 Messaggi: 866 Località: Dove mi porta il vento... Medaglie: 1
Sesso:
Inviato: 20-07-2012, 08:16
redhot ha scritto:
ecco il consiglio; quasi tutte le tue ff sono incentrate sui pensieri e ragionamenti che fanno i personaggi. il problema è che in alcuni casi il racconto risulta poco scorrevole. quindi a parer mio nelle scene di azione racconta ciò che succede senza fare "ragionare" troppo i personaggi, falli agire e basta. i momenti di riflessioni lasciali per i punti romantici, di conversazione ecc... se no ogni volta che succede qualcosa c'è una pausa riflessiva che, oltre a risultare un pò noniosa spezza anche la suspance.
bene ho finito di fare il preciso
Ok, grazie mille terrò a mente il tuo consiglio
_________________________________________________________________ "Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch'io continuerei ad esistere; e se tutti gli altri restassero e lui fosse annichilito, l'universo mi diverrebbe totalmente estraneo: non mi sembrerebbe di farne parte"
(Emily Bronte)
Età: 20 Registrato: Jul 25, 2008 Messaggi: 2766 Località: Su Saphira insieme ad Eragon nei cieli incantati di Alagaesia ,sulle ali della mia vita ..... Medaglie: 3
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Inviato: 20-07-2012, 10:27
Giorgia98 ha scritto:
... ... ... ... ... Aryaaaaaa! Ti prego non moriiireeee
Citazione:
- Arya… Arya, ti prego – le sussurrò, passandole un braccio dietro alla schiena e sollevandola. Lei reclinò la testa all’indietro, ferma e incosciente che il vero amore della sua vita era lì e che la stringeva come non aveva mai fatto in vita sua.
Eragon l’attirò a sé, senza rassegnarsi all’idea che fosse morta, che non avrebbe mai più potuto rispondere alla sue domande, duellare con lui, ridere, piangere, aiutarlo ed essere aiutata. Non gli avrebbe mai più ammiccato con quel modo che sapeva fare solo lei, quasi di nascosto. Non l’avrebbe mai più trafitto con i suoi occhi verdi come smeraldi e talmente profondi da perdercisi dentro. Quegli occhi che riuscivano a sondargli l’anima, a capirlo come nessun altro era mai riuscito. Non gli avrebbe toccato mai più la guancia o le mani, non avrebbe mai più sentito il suo tocco delicato mentre tentava di consolarlo o di rassicurarlo.
Aveva perso qualcosa di talmente e inconcepibilmente prezioso che nessuno avrebbe mai compreso quanto. Aveva perso l’amica, il Cavaliere, la compagna di avventure, la regina degli elfi, l’ambasciatrice del popolo leggiadro.
Ma soprattutto aveva perso l’unica persona con cui, anche nei posti più sperduti del mondo, in deserti, montagne, valli, oceani, dovunque, si sarebbe sentito veramente a casa.
- ARYA! –
Eragon la strinse a sé, gridando, incredulo di averla persa, di averla lasciata scivolare via senza dirle veramente quanto era maledettamente importante per lui.
Oddiooooo che tristeeezza
Mio pensiero: ''Non può essere veramente morta.. è anche uno dei personaggi preferiti di Aiedail, non la può far morire.. ''
Davvero seriamente.. aveva il paracadute Eragon con qualche magia, la deve riportare in vita..
Okey.. mi sono espressa su quanto mi dispiace che Eragon creda che Arya sia morta..
Allora passando ad altro, Murtagh è un geniaccio! Ha escogitato un piano niente male Speriamo solo che funzioni..
Comunque come al solito dici sempre che i tuoi capitoli sono fatti con i piedi eccetera eccetera.. questo era stupendo! Hai descritto le emozioni di Eragon in una maniera portentosa!
Bravissima e posta presto perchè come hai detto te stessa.. il bello viene dal prossimo capitolo
mah.....mah..... perchè mi vuoi far piangere????
Arya nooooooooouuuuuuuu!!!
Eragon FAI QUALCOSA!!!
non stare lì a piangere!!! Se c'è un modo per salvarla muovitiiiiiiii!!!
hai descritto benissimo la parte che ha anche citato Giorgia98.....troppo bello ma anche molto, tanto triste!!!
e il prossimo cap??????? Scrivi scrivi scriviiiiiiii!!!
Murtagh, io l'adoro è un grande!!!
Aiedail complimenti, sei bravissima !!! Posta presto
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Inviato: 20-07-2012, 10:43
Grazie mille anche a shock e Saphira sono contenta che vi sia piaciuto l'ultimo capitolo, anche se sinceramente non mi sembrava così ben scritto...
Comunque, piccola piccola richiestina...
Sto mettendo questa FanFic anche su EFP... ok, ho solo postato il primo capitolo, ma se qualcuno è iscritto può passare a recensire? please, please, pleaseeeee *occhioni da Bambi sgranati e pieni di lacrimoni*
Grazie mille anticipatamente!
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Inviato: 20-07-2012, 10:48
non ti sembrava ben scritto??? cosa???? stai scherzando??? A me personalmente è davvero piaciuto!!! non vedo l'ora di leggere il prossimo post!!! In quel sito io non sono iscritta mi dispiace!!!
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