Erchiber Abitante


Età: 19 Registrato: Feb 19, 2011 Messaggi: 65
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Inviato: 20-02-2011, 08:23 |
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Salve a tutti... E' la prima volta che scrivo su questo sito e la prima volta che mi cimento in una FF ... Siate clementi
Prologo.
"Spesso l'unica via più giusta è quella mai considerata"
Quella notte la luna piena brillava nel cielo.
Anche il giorno dopo, l'alba si sarebbe tinta di rosso.
Silenzioso come un'ombra l'assassino stava controllando i suoi attrezzi di morte. Erano tutti lì, affilati e perfetti come quando li aveva ereditati.
Un ghigno soddisfatto sfregiò la faccia dell'ombra al pregustare di ciò che stava per compiere.
Immaginava già di affondare la sua lama nel collo del suo bersaglio e sentire che penetrava , incidendo la carne, con la stessa facilità con cui un coltello rovente affetta del formaggio fresco.
Con un ultimo sospiro capì che il tempo di indugiare era finito. L'ora era giunta.
Cominciò a correre rapido per le vie buie del borgo cittadino, diretto verso l'acropoli, attentissimo a non incrociare lo sguardo di nessun essere umano.
Quando arrivò fuori dalle mura cittadine pronunciò quattro parole sottovoce, dopo le quali scatto agile sulla parete di pietra, senza indugi, arrampicandosi con l'agilità di uno scoiattolo.
"Dannazione" imprecò l'assassino sottovoce.
Guardie. La guardia reale stava pattugliando in formazione compatta l'accesso al palazzo.
L'ombra aveva bisogno di un diversivo. "Arhisk'ram" e lanciò il globo di oscurità in mezzo alle guardie che prima di accorgersi di cosa stava accadendo, si accasciarono a terra inermi, il sangue che colava dalle gole tagliate di netto.
L'assassino si sistemo l'unico capello argentato fuori posto e poi, gettatosi il cappuccio sopra il capo, ricominciò di nuovo a sfrecciare, sinuoso e veloce, fino all'ingresso del castello.
Il re del regno degli umani era immerso nel mondo remoto dei sogni. L'assassino silenziosamente aprì la porta.
"Buon riposo maestà" e sorrise alla sua abilità.
Lui. L'ombra. Il terrore di ogni uomo.
L'arma in grado di decidere il destino degli uomini
Sorrise ancora alla sua onnipotenza.
Poi con un solo movimento affondò la lama del suo coltello ricurvo nel corpo del signore.
La città era ancora silenziosa. Un manifesto di ricercato si spargeva in tutto il borgo.
Un punto interrogativo riempiva lo spazio del ritratto del ricercato.
L'ombra stavolta rise di gusto.
Prese il coltello ancora gocciolante di sangue e scrisse a chiari caratteri il suo messaggio. Poi con uno schiocco delle dita rese in movimento l'animazione.
Annui soddisfatto e poi scappò
IL simbolo reale cremisi inghiottito da un'ombra confusa. |
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