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-BrIsInGr-
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 13:54

Rispondi citando

Bella storia! Brava! :D :D :D
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Vedna
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 14:24

Rispondi citando

Bellissimo post, mi ha fatto commuovere. hai descritto molto bene il rapporto tra drago e Cavaliere.... 84 anni!!!1 :wacko: Però, niente male tongue
Non vedo l'ora che posti il nuovo capitolo :laugh: :yes:

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Non era qualcosa, non era qualcuno, era semplicemente un drago... una dragonessa... Saphira
Atra du evarynya ono varda
Sé onr sverdar sitja hvass
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Giorgia98
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 14:26

Rispondi citando

Bellissimo, continua presto!! :D
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olodom
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 14:36

Rispondi citando

brava bel capitolo aspetto il prossimo tongue tongue

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Aiedail98
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 16:16

Rispondi citando

Eccomi di nuovo!!!! *oggi sono scatenata con questa FF* :) ladies and gentleman, ecco a voi il terzo capitolo!!! :O devo dire che è quello più interessante e più bello che ho scritto (almeno per come lo vedo io)... spero che piaccia anche a voi.... :rolleyes: comunque vi anticipo che dal prossimo si comincia a ragionare come si deve :invisibile: non vi dico niente!!! E comunque, provate a rispondere a questa domanda (dopo aver letto il post, eh!!! wink)
Spoiler:

Perché lo specchio non mostra ciò che succede ad Ellesmera???? :invisibile: è davvero perché serve un'energia enorme come dice Eragon oppure è per qualcos'altro??? :invisibile: si accettano scommesse :O


Ps: il capitolo è troppo lungo??? Ditemelo, così magari evito di scrivere romanzi... scusate, ma siccome anche oggi sono a casa da scuola in "convalescenza" come ha detto il dottore, non sapevo che fare e ho scritto come una dannata....

CAPITOLO 3 
CITTÁ DEI CAVALIERI
La festa durava ormai da ore, ma gli elfi non accennavano a stancarsi o ad andare a dormire. Tutto era una frenesia continua, un ballare e un chiacchierare impetuoso, come un fiume che, dopo un lungo periodo di secca, torna a scorrere nel suo letto con la potenza di una cascata. Tutto era stato preparato nei minimi dettagli: un grosso albero, il più vecchio nei dintorni, era stato attorniato da tavoli in legno e panche e tutti gli abitanti della città si erano accomodati mentre il sole cominciava a declinare verso l'orizzonte interrotto da una fila di montagne altissime. Una schiera di elfi giunta cinque anni prima alla città per aiutare quelli che già vi abitavano avevano portato botti di idromele dei nani e faelnirv elfico che erano stati riservati e nascosti per l'occasione della Cerimonia del Giuramento di Sangue. Tutti gli elfi erano stati d'accordo e avevano voluto ricreare l'ambiente di festa che di solito si respirava ad Ellesmera in quei giorni, per sentire di meno la mancanza della capitale lontana. Inoltre, Blödgharm aveva predisposto tutto in modo che il momento centrale della Cerimonia, quello in cui le Custodi danzavano davanti all'albero di Menoa, venisse trasmesso anche agli elfi nella città dei cavalieri attraverso un maxi-specchio collegato a quello che sarebbe stato posizionato nella capitale elfica. Tutti, anche i Cavalieri più giovani, avevano portato qualcosa fatto con le loro mani, come era tradizione, e a turno si stavano esibendo mentre gli altri ammiravano le loro opere mangiando e bevendo seduti ai tavoli. Man mano che il sole calava, Murtagh e Castigo avevano acceso diversi fuochi con un incantesimo che, formulato nella maniera corretta, impediva alle fiamme di rovinare l'ambiente circostante. L'atmosfera festosa era rallegrata da diversi elfi che suonavano strumenti musicali strani o che cantavano. Anche se non erano più di cento persone, sembrava di essere ad una sagra paesana.
Eragon, seduto su una panca e con un grosso boccale in mano, sembrava aver dimenticato tutte le preoccupazioni del pomeriggio, e rideva e scherzava con Murtagh e Blödgharm come se nulla lo turbasse. Solo Saphira si accorgeva che, quando era certo che nessuno lo guardasse, il Cavaliere si lasciava scivolare in una pacatezza non da lui, che spariva appena qualcuno lo chiamava, lo salutava o si metteva a chiacchierare con lui.
" Smettila di fingere di essere felice anche con me! Mi accorgo di tutto, sai?" sbottò Saphira, mentre per l'ennesima volta Eragon le diceva che andava tutto bene. Lui non rispose ma si limitò a scrollare le spalle.
Saphira sbuffò e ricominciò a parlare con Vervada, l'unica dragonessa femmina, mentre Castigo e gli altri quattro draghi volteggiavano nel cielo come tante frecce colorate nella notte buia. I loro Cavalieri erano perlopiù vicino ad Eragon e a Murtagh, tranne l'unico neo-Cavaliere elfo che si era avvicinato a Blödgharm e che gli stava dicendo qualcosa nell'Antica Lingua.
Quando uno degli elfi salì sulla pedana dove tutti andavano per mostrare il loro capolavoro eseguito in occasione della festa, tutti si zittirono, desiderosi di sentire quello che aveva creato. L'elfo, Wynging, aveva in mano una lastra di ardesia enorme ricoperta da un telo bianco, tanto che faceva fatica a trasportarla pur essendo dotato di una forza sovrumana. Era, come aveva notato Eragon, uno degli elfi arrivati cinque anni prima e, a quanto si diceva, aveva sempre desiderato recarsi lì a crescere i draghi e a proteggere gli Eldunarì. Quando il silenzio fu il padrone dei suoni, interrotto solo dal crepitio dei focolari accesi, Wynging parlò.
- Io, per celebrare la Cerimonia del Giuramento di Sangue, essendo appena arrivato da Ellesmera e volendo portare a tutti quelli che sono qui in questa città da molto tempo più di me un bellissimo ricordo di Alagaësia e della Du Weldenvarden, ho deciso di mostrarvi questo come testimonianza delle mie capacità- annunciò l'elfo, orgoglioso. Poi, con un gesto velocissimo e fluido, tolse il telo dalla lastra e tutti rimasero ammutoliti.
Le lacrime salirono agli occhi di Eragon prima che lui se ne accorgesse e cercasse di fermarle. Un paesaggio così familiare e un posto così meraviglioso di Alagaësia gli fecero stringere il cuore dalla nostalgia. Con sua sorpresa, sentì malinconia provenire anche da Saphira e seppe per certo che a tutti, indistintamente, mancava quel bellissimo posto raffigurato nel fairth di Wynging.
Ellesmera si stagliava nitida e perfetta sull'enorme lastra di ardesia. Si notavano benissimo il palazzo di Tialdarì, le case sugli alberi, la rupe dove abitavano Glaedr e Oromis prima di morire, gli alberi maestosi e bellissimi, i vari corsi d'acqua scintillanti che attraversavano la foresta: tutto era stato preso di Ellesmera in quel fairth stupendo. Eragon riuscì persino a distinguere la fucina di Rhunon e la casa in cui era stato ospitato durante il suo soggiorno ad Ellemsera. Un'altra lacrima gli solcò il viso e lui la fermò prima che tutti potessero vederla. Wynging aveva fatto un'opera che Eragon non aveva mai visto: era il più bel fairth che avesse mai osservato, perché i colori assumevano sfumature e ombre che erano vere e la lastra d'ardesia sembrava solo una finestra sopraelevata che si affacciava su Ellesmera. Tutti erano rimasti colpiti da quell'opera d'arte meravigliosa e Blödgharm stava trattenendo a stento le lacrime, come molti altri elfi della città.
Eragon capì cosa doveva significare quel fairth per loro; era certo che tutto il suo dolore fosse solo una minima parte di quello che provavano gli elfi nel rivedere la bellissima capitale elfica. Strinse un pugno quando vide, davanti all'albero di Menoa, un figura troppo familiare per essere dimenticata; l'elfa era girata di spalle, ma Eragon ebbe un tuffo al cuore quando le sue supposizioni si rivelarono esatte: capelli corvini, lineamenti spigolosi come quelli di una gatta, un cerchio d'oro posto sulla testa che sembrava scintillare di luce propria, una spada verde infilata nel fodero appeso alla cintura e una tavoletta in mano che all'inizio non identificò, ma che poi riconobbe con sorpresa mista a dolore come il fairth che le aveva regalato poche settimane prima di partire. Arya, la sua Arya, si stagliava nitida davanti alla sagoma ombreggiata dell'albero di Menoa e stringeva l'unico ricordo che avesse di lui. Eragon soffocò un singhiozzo e si passò la mano davanti agli occhi per asciugarseli, ignorando Murtagh che lo fissava incuriosito. Saphira frenò la malinconia, scorgendo nel cielo una sagoma verde, esattamente identica quella di Fìrnen.
Il silenzio calò agghiacciante sulla festa, fino a poco prima rumoreggiante e allegra, ora silenziosa e tristissima; il solo rumore era quello dei fuochi, che crepitavano debolmente; nelle orecchie di tutti, però, sembravano risuonare le risate e i canti degli elfi che spesso echeggiavano per tutta Ellesmera, rendendola una città gioiosa e maestosa allo stesso tempo. Sembrò che la serata dovesse concludersi così, silenziosa e malinconica. Neanche i draghi fiatarono, rispettando il silenzio triste carico di ricordi. Eragon deglutì, cercando frenare la sua angoscia e la malinconia che gli stringeva il cuore e Saphira spazzò il terrendo con la coda, frustrata.
- Grazie, Wynging- mormorò Blödgharm, ma il sussurro di norma impercettibile si udì benissimo nel silenzio. Finalmente, il nodo in gola di Eragon si sciolse e anche lui disse, con voce tremante:- Sì... Grazie, Wynging. Grazie per averci donato questo fairth meraviglioso. Lo appenderemo nella stanza principale del Castello dei Cavalieri-. Poi il Cavaliere tacque, distogliendo a malavoglia gli occhi dal fairth, e fissando nel vuoto. Pian piano, il silenzio si trasformò in un chiacchiericcio sommesso e moltissimi elfi si avvicinarono a Wynging per osservare meglio il suo capolavoro. L'allegria che fino a pochi attimi prima dominava i partecipanti alla festa riprese il sopravvento sugli animi delle persone e degli elfi, ma era un'allegria pacata e meno festosa. Tuttavia, in pochi minuti, la festa ritornò a rumoreggiare come prima e, con nascosto ma grande sollievo di tutti, il fairth venne di nuovo coperto e trascinato via dal suo artefice. 
Eragon stiracchiò le braccia, ancora scosso; Arya era stata ripresa nel fairth mentre stringeva il ritratto che le aveva fatto lui... era una cosa sensazionale alle orecchie di Eragon. La sua parte più pessimista sosteneva che la regina, sapendo che quel fairth avrebbe raggiunto il Cavaliere dei Draghi, aveva desiderato solo salutarlo portando il suo ritratto e che questo non significava nulla; ma la sua parte più fantasiosa si era lanciata in una storia pressoché impossibile: Arya piangeva tutti i giorni davanti all'albero di Menoa, reggendo l'unico oggetto che le ricordasse il suo vecchio amico, compagno di guerra e forse amato Eragon. Tutto preso in una serie di fantasticherie, in cui lui e Arya decidevano contemporaneamente di raggiungere l'altro e si incrociavano a metà strada, riconoscendosi a stento e piangendo come fontane, non si accorse nemmeno di quanto eccitato fosse Blödgharm, che stava raccontando qualcosa di sensazionale, a quanto pareva, a Murtagh e al neo-Cavaliere elfo, Fricai. Eragon riteneva che quel nome rispecchiasse profondamente l'anima del Cavaliere che lo portava: Fricai era la persona più amichevole che conoscesse, l'elfo più bendisposto alle attitudini d'amicizia umane che lui avesse mai conosciuto. Sospettava che i genitori di Fricai avessero scoperto il vero nome del figlio, che significava "Amico", senza accorgersene. Ogni volta che ci pensava, era sempre più sicuro della veridicità della sua supposizione, anche se era certo che Fricai non fosse l'unica parola che componeva il vero nome del suo giovane allievo. Riscuotendosi da questi pensieri intricati, Eragon colse qualche brandello delle frasi concitate di Blödgharm e ciò che sentì lo incuriosì tantissimo.
- Vi dico che è vero! Se non mi credete, andate a chiederlo a lui!- stava dicendo Blödgharm, com un sorriso felino nel viso e una gioia che Eragon non gli aveva mai visto negli occhi.
- Ma come ha fatto?- chiese Murtagh, stupito, mentre scoccava un'occhiata a Caleb, che stava seduto in disparte, senza osar guardare Vervada. Sospirò, affranto dall'atteggiamento del suo unico figlio, ma poi concentrò di nuovo la sua attenzione sul racconto di Blödgharm.
- Nessuno ha osato chiederglielo. Dovete sapere che Wynging custodisce i suoi segreti come una dragonessa protegge le sue uova. Adesso che ci penso, uno scellerato, un certo tipo che poi è morto in guerra, ha provato a chiedergli quale fosse il suo segreto per cui riusciva a fare quelle sue imprese magnifiche. È ritornato dalla casa di Wynging come un cane con la coda tra le gambe: ha detto che gli pareva che volesse mangiarlo vivo e solo perché sapeva usare la magia era riuscito a scampare dalla sua collera- raccontò Blödgharm.
- Non sapevo di questa sua... diciamo morbosità per i suoi segreti- commentò Fricai, visibilmente stupefatto.
- Ma io sono ancora indeciso su come abbia fatto... insomma, deve essere volato sull'Helgrind o anche più in alto per poter fare una cosa del genere!- ribattè Murtagh, spalancando gli occhi dallo stupore.
- Di cosa state parlando, scusate?- si intromise Eragon, desideroso di saperne di più.
- Della più grande e magnifica opera di Wynging, se non il più bel fairth di tutta la storia dei tempi, Maestro- rispose prontamente Fricai.
- Intendete questa rappresentazione di Ellesmera? In effetti sono rimasto colpito anche io... deve avere delle doti eccezionali per. Aver creato un fairth così grande e così dettagliato in tutti i particolari- commentò Eragon.
- No, no! Il fairth che ci ha portato stasera è solo un assaggio di ciò che ha fatto in passato! Sei mai stato nel Palazzo di Tialdarì, Eragon?- domandò Blödgharm.
- Sì, ma solo in pochissime occasioni... Perché me lo chiedi?-domandò Eragon, incuriosito.
- In una delle sale più belle del Palazzo di Tialdarì è custodito il suo fairth più grande e bello. Occupa una parete intera ed è così enorme che anche Saphira resterebbe intimorita dopo averlo visto- narrò Blödgharm.
" Dubito molto" commentò Saphira solo con Eragon, che soffocò un risolino.
- Ha rappresentato tutto il territorio di Alagaësia su un unico fairth. Tutte le città, i paesaggi, le montagne, il mare... ha incluso anche Vroengard nel suo capolavoro. Deve essere stato un lavoro tremendo... tutta l'energia che avrà usato deve averlo prosciugato. Fatto sta che, dopo due mesi che se n'era andato insieme ad un drago selvatico con cui aveva stretto uno strano rapporto di amicizia, è tornato solo e con questo fairth stupendo. Islanzadi fu molto contenta, quel giorno... suo marito Evandar era morto da qualche anno e lei era ancora turbata, ma il fairth le restituì il sorriso per la prima volta dopo la tragica scomparsa del re- narrò Blödgharm.
Eragon rimase a bocca aperta.
- Ma come... come avrà fatto?- balbettò, percependo lo stupore di Saphira.
- Ho già detto che custodisce il segreto dei suoi fairth nei recessi più profondi della sua mente... nemmeno Galbatorix avrebbe potuto strappargli le sue tecniche con la forza. L'avrebbe messo a dura prova, certo, ma l'amore per i suoi segreti è troppo forte anche per tutti gli Eldunarì messi insieme- disse Blödgharm. Rimasero tutti e quattro in silenzio, valutando l'enorme opera di Wynging, fino a che un elfo non chiamò Blödgharm e lui, scusandosi, si alzò dal tavolo e se ne andò.
- Che ne pensi?- domandò Eragon a Murtagh, guardando Saphira e Castigo volteggiare nel cielo sputando fuoco in una danza che eccitò tutti i presenti della festa.
- Del lavoro di Saphira e Castigo?- domandò Murtagh, distrattamente.
- No, di Wynging- ribattè Eragon, guardando i due draghi esibirsi in una picchiata fenomenale. Saphira e Castigo si erano messi d'accordo e aveva scelto di portare insieme uno stesso lavoro in occasione della Cerimonia del Giuramento di Sangue: quello spettacolo di aviazione era il frutto della sapienza di Saphira in fatto di volo e dell'eleganza di Castigo nel creare fuochi d'artificio nell'aria.
- È un fanatico- disse Murtagh drastico. Poi parve ripensarci e sorrise:- Galbatorix non avrebbe potuto estorcergli i suoi segreti, è vero... anche se dubito che gli sarebbe interessato scoprire da un elfo come si facevano i fairth più belli di Alagaësia mentre era impegnato nel distruggere i Varden e Nasuada- 
-Giusto- disse Eragon, concedendosi un breve sorriso mentre Saphira volteggiava nell'aria con la grazia di un pettirosso.
" Bada a chi chiami pettirosso, Cavaliere dei Draghi" gli intimò Saphira, lanciandosi in una picchiata con Castigo.
" D'accordo" le concesse Eragon, sorridendo ancora di più.
I draghi conclusero le loro evoluzioni in aria planando dolcemente sull'erba sputando fuoco verso l'alto, fieri e maestosi. Gli elfi strepitarono urla di incoraggiamento e numerosissimi complimenti volarono nell'aria mentre Castigo terminava il getto di fuoco rosso creando con le fiamme la sagoma di un drago che volteggiò nel cielo per scomparire per sempre.
- Brava, Saphi...- commentò Eragon appena la dragonessa lo raggiunse, circondata da elfi festanti ed eccitati.
" Anche Castigo è stato bravo... devo farmi insegnare il segreto dei suoi fuochi di artificio..." replicò Saphira, socchiudendo gli occhi. Una punta d'invidia tinse i suoi sentimenti ed Eragon sorrise.
- Attenta... potrebbe avere lo stesso carattere di Wynging- la avvertì Eragon.
" Non oserà spaventarmi, quando potrei stritolarlo tra le fauci come un cervo" ribattè la dragonessa.
- Dragonessa avvisata, mezza salvata... o preferivi pettirossa?- domandò Eragon.
" Potrei stritolare TE tra le mie fauci... vuoi provare?" replicò Saphira mostrando un sorriso agghiacciante. Eragon deglutì e sorrise. - No, non ci tengo-
" Meglio per te. Cavaliere avvisato, mezzo salvato"
Eragon sorrise e si voltò verso Murtagh. Lo vide mentre parlava con Caleb e lo incitava ad unirsi agli altri Cavalieri o almeno a Vervada. Eragon intuì le preoccupazioni che Murtagh nutriva verso il figlio, quel misterioso figlio dalla madre ignota che era apparso con il padre quattordici anni prima, quando Castigo era atterrato nella Citta dei Cavalieri. Stava per alzarsi e andare ad aiutare il fratellastro, quando Blödgharm salì sul palco, visibilmente eccitato.
- Manca pochissimo, fratelli! Il collegamento con la capitale degli elfi è pronto e il momento è propizio. Vi prego di prestare attenzione: una cermonia del genere è un evento importantissimo e si ripete solo ogni cento anni- annunciò Blödgahrm e alle sue parole tutti gli occhi dei presenti si volsero a guardare l'enorme specchio montato davanti ai tavoli. Eragon vide tutti gli elfi pronti ad evocare la magia necessaria per stabilire il collegamento con Ellesmera e una punta di agitazione si accese in lui... avrebbe rivisto Arya... e l'albero di Menoa...
Un improvviso vuoto comparve dentro allo specchio e interruppe le sue riflessioni; poi la superficie dell'enorme schermo si illuminò di una luce intensa ed Eragon si costrinse a proteggersi gli occhi con le mani, come fecero tutti i presenti. La luce continuò ad illuminare la Città dei Cavalieri per alcuni minuti, tanto che Eragon temette che l'impresa non sarebbe riuscita e che lui non avrebbe più rivisto la Cerimonia del Giuramento di Sangue che si teneva ad Ellesmera.
Ma, alla fine, la luce si spense e lui, con il cuore che rimbalzava nel suo petto ad una velocità impressionante, alzò gli occhi, trepidante e incuriosito allo stesso tempo. Una coltre di vapore avvolse lo specchio, forse a causa dell'enorme energia che era servita per creare il collegamento tra Ellesmera e la Città dei Cavalieri. Eragon sapeva che avrebbe potuto dissipare la nebbiolina grigia con un semplice incantesimo, ma frenò la parola sulla lingua: aveva imparato con il tempo che bisognava dare il giusto tempo alle cose e alle persone per scoprire veramente ciò che erano. Quasi tutti gli Eldunarì ci avevano messo anni a riprendersi dalgli orrori patiti a causa di Galbatorix, ma finalmente erano riusciti nell'impresa, dando tempo al tempo.
Perso nei suoi pensieri, Eragon quasi non si accorse che finalmente la nebbia si era dissipata, lasciando intravvedere i contorno dello specchio; improvvisamente agitato, il Cavaliere si passò una mano tra i capelli, per sistemarli, e controllò che gli abiti fossero adeguatamente puliti e gli stivali lucidati. Controllò persino di avere Brisingr allacciata bene sulla cintura, per non fare brutta figura con gli elfi che stavano attendendo di vederlo dall'altro capo del mondo. 
" E poi sono io la vanitosa" lo canzonò Saphira.
" Senti chi parla" le disse di rimando Eragon con la mente.
Poi, come se ci fosse stato un alito di vento, lo coltre sparì del tutto e i, cuore di Eragon raggiunse i cinquecento battiti al secondo (così credeva). Il suo respiro si velocizzò e, anche se tentò di calmarsi, le sue mani cominciarono a tremare impercettibilmente. Avvertì anche l'agitazione di Saphira, tesa come una corda di violino e accucciata sul terreno, pronta a spiccare il volo in qualsiasi istante.
Tutti gli elfi erano così concentrati a guardare lo specchio che Eragon temette che qualcuno di loro scoppiasse dall'impazienza. Infine, prese il coraggio a due mani e guardò dritto dritto nello specchio, deglutendo appena e cercando di mantenere un'aria tranquilla e serafica. 
Il suo cuore perse un battito e per un attimo tutto il mondo si bloccò come se un potente mago avesse scagliato un incantesimo su tutti i presenti; poi, passato questo attimo di oblio, Eragon sentì la rabbia e l'insoddisfazione crescere nel suo cuore. Udì le grida di protesta degli altri elfi come se le sentisse attraverso un imbuto, mentre il cuore gli martellava nel petto e una profonda infelicità gli colpiva il cuore come una freccia magica. Vide lo sguardo sconsolato di Blödgharm e degli altri elfi che avevano tentato di evocare l'incantesimo e quello attonito di Murtagh e Caleb, che non avevano mai visto Ellesmera se non attraverso i fairth e avevano sperato a lungo di poterla ammirare quasi "dal vero".
Sulla superficie dello specchio si erano formati solo i deboli contorni di due casette sugli alberi, così approssimativi che non si capiva nemmeno dove fossero le porte d'entrata. I colori sembravano scomparsi e non si scorgeva niente se non le due abitazioni che comunque apparivano sfocate, come se loro stessero cercando di guardarle oltre un velo d'acqua.
Eragon vide la sua delusione propagandarsi sui visi degli elfi, degli umani e dell'unico Cavaliere nano: tutti avevano sperato di poter scorgere almeno per pochi attimi la capitale elfica sullo specchio o di poter assistere alla danza delle due Custodi davanti all'albero di Menoa.
Blödgharm e gli altri elfi tentarono nuovamente l'incantesimo e furono aiutati anche dagli Eldunarì questa volta, ma il risultato fu peggiore del precedente: sullo specchio si vedeva solamente una parete grigia e uniforme, senza nessun segno distintivo e sfocata come erano apparse le casette pochi istanti prima.
Nonostante tutto, gli elfi non si diedero per vinti ed evocarono per la terza volta l'incantesimo: questa volta, lo specchio non subì alcun cambiamento, addirittura, e riflettè solamente i visi attoniti e delusi dell'assemblea di elfi e Cavalieri.
Blödgharm, rosso in viso per la rabbia e la frustrazione, si preparò ad evocare da solo e per la quarta volta l'incantesimo necessario a stabilire il collegamento con Ellesmera, ma Eragon, alzandosi e correndo verso di lui, lo bloccò.
- Perché non mi lasci compiere il mio dovere, Ammazzaspettri?- ringhiò l'elfo.
- Finiresti per ucciderti. Guarda, gli altri elfi sono stremati e tu non sei al pieno delle forze. Avverto anche la stanchezza degli Eldunarì. Blödgharm, tu sei troppo importante per perderti... evidentemente, questo incantesimo è impossibile da creare con le sole nostre forze. Forse nemmeno tutto il popolo elfico messo insieme potrebbe creare un collegamento di tale distanza e durata. Quindi, so che è doloroso per te più di quanto lo sia per me, ma ti prego di non lasciarti andare così. Dobbiamo cercare di restare uniti anche in questa malinconia- gli spiegò Eragon con voce grave.
Blödgharm dondolò avanti e indietro, combattuto tra la voglia di tentare nuovamente l'incantesimo e mollare, finché decise di arrendersi; una profonda delusione si spanse a macchia d'olio sul suo viso felino.
- Ho sempre sperato di poterci riuscire- mormorò, affranto, mentre scuoteva la testa agli altri elfi, pallidi e stremati per la perdita di forze. Uno di loro salì sul palco e diede la notizia che il collegamento non si sarebbe potuto attivare e che quindi non si sarebbe potuto assistere alla Cerimonia del Giuramento di Sangue di Ellesmera. Mugugni di delusione serpeggiarono tra gli elfi e i partecipanti della festa,  più simili a bisbigli che a vere e propria grida di protesta. Eragon cercò Murtagh con lo sguardo e vide sul suo viso la stessa espressione infelice che assumeva quando Caleb lo deludeva. 
Eragon tornò a sedersi, profondamente infelice. Sentì anche la delusione di Saphira, ma niente era così tremendo come la sua malinconia; si sentiva incompleto, vuoto, come se qualcosa di grande fosse mancato improvvisamente dentro se stesso. Era frustrati e deluso e per poco le lacrime gli salirono di nuovo agli occhi.
Blödgharm fece sparire immediatamente lo specchio, ma Eragon lo vide impegnato nell'ombra a cercare di parlare con qualcuno di Ellesmera con uno specchietto più piccolo; per il momento evitò di disturbarlo, anche se l'espressione dell'elfo diventava sempre più scura e abbattuta dopo ogni tentativo.
La festa durò per molto e l'argomento principale di discussione fu ovviamente la delusione di non aver visto la grande capitale degli elfi e le domande sul fallimento degli elfi di Blödgharm, che ricevevano risposte sempre più fantasiose e impossibili. Eragon udì addirittura un elfo quasi ubriaco di idromele che biascicava un "Sciono stati i Ra'Zac" ad un suo compagno altrettanto brillo.
Mentre i fuochi venivano spenti e le tavole trasportate via, Eragon si avviò verso la sua casa nel centro della Città dei Cavalieri, insieme a Murtagh, a Caleb e ai tre draghi Saphira, Castigo e Vervada che li seguivano dall'alto.
- Peccato... mi sarebbe piaciuto vedere Ellesmera. Dal fairth di Wynging sembrava stupenda- commentò Murtagh, trattenendo uno sbadiglio.
- Lo è- rispose Eragon, fissando una stella sopra di lui.
- Chissà perché Blödgharm non è riuscito nell'impresa. Avrei giurato che ce l'avrebbe fatta- replicò Murtagh.
- Era sconvolto per non esserci riuscito. Sembrava quasi pazzo di dolore- disse Eragon, ancora impressionato dalla reazione isterica dell'elfo, di solito sempre pacato e impassibile.
Arrivato a casa, Eragon crollò sul letto, senza togliersi nemmeno Brisingr dalla cintura. Saphira atterrò sull'enorme balcone dove dormiva di solito, comunicante con la stanza del suo Cavaliere e, accoccolandosi sul suo giaciglio di cuscini giganti, sbadigliò mostrando l'enorme chiostra di denti.
" Speravo di vedere Fírnen" confessò la dragonessa, con una punta di nostalgia nella voce.
" Anche io" le rispose Eragon, deglutendo per sciogliere il nodo che aveva in gola.
" E anche Arya" continuò Saphira, posando la testa sulle zampe davanti.
Eragon rimase zitto, mentre il silenzio dilagava anche nella Città dei Cavalieri; era circondato da tantissime persone che lo stimavano e che gli volevano bene, ma in quel momento si sentiva più solo che mai. Anche Saphira non costituiva più l'enorme conforto che riceveva sempre in Alagaësia. La mancanza di Arya causava in Eragon un vuoto profondo, che nessuno, forse neanche Saphira, avrebbe potuto colmare con gli anni.
"Volevo vedere anche te, Arya" disse solo a se stesso, perché la dragonessa stava già dormendo. Poi chiuse gli occhi e scivolò nei suoi sogni strani e impossibili da decifrare; gli unici che, del resto, riuscivano a fargli dimenticare per qualche ora tutti i suoi timori e le sue paure, la nostalgia e la tristezza. Solo loro riuscivano a farlo stare meglio. Solo loro. :sleep: :wacko:


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"Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch'io continuerei ad esistere; e se tutti gli altri restassero e lui fosse annichilito, l'universo mi diverrebbe totalmente estraneo: non mi sembrerebbe di farne parte"
(Emily Bronte)
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olodom
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 16:44

Rispondi citando

bello il nuovo capitolo mi aspettavo pure io che si vedesse dallo specchio ellesmera mmmmmmmmmm aspetto il seguito

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MessaggioInviato: 23-11-2011, 18:32

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Bello il nuovo capitolo, non hai scritto troppo, io adooooorooo i capitoli lunghi. Posta presto!!! :D :D :D
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France97
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MessaggioInviato: 23-11-2011, 20:27

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Bellissimo l'ultimo capitolo :O , aspetto con ansia il prossimo!! :rolleyes:

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MessaggioInviato: 23-11-2011, 21:50

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:ahhhhh: :ahhhhh: :ahhhhh: non dico altro, capitolo spendido.
Non so gli altri, ma io adoro i capitoli lunghi :laugh: wink

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MessaggioInviato: 24-11-2011, 15:05

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Capitolo meraviglioso! :D posta presto!!
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dakota85
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MessaggioInviato: 24-11-2011, 16:07

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oooooooooo finalmente una versione finale di inheritance piacevole! :D

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MessaggioInviato: 24-11-2011, 17:42

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dakota85 ha scritto:
oooooooooo finalmente una versione finale di inheritance piacevole! :D


Quoto in pieno a aggiungo: POSTAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Controllo questo post ogni 20 minuti, mi stai facendo venire l'ansia!!!!!! dry dry wink :wacko: blink

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MessaggioInviato: 24-11-2011, 20:50

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Grazieeee!!!! :innamorato: sono contenta che il cappy non fosse troppo lungo... :wacko: sapete, ogni tanto mi prende la mano e scrivo più di quanto deva... wink comunque non so quando riuscirò a postare :cry: :( :cry: :( ho la settimana completa di verifiche.... Per evitare una strage è meglio che studi.... :arms: :arms: domani grammatica e sabato storia e letteratura... Bello leggero il fine settimana eh??? :bleeh: vabbe fatemi l'imbocca al lupo e giuro che se va tutto bene vi faccio il post più lungo del mondoooooo :laugh: :O tongue ciaooo a tutti e grazie grazie grazie per i complimenti :)

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"Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch'io continuerei ad esistere; e se tutti gli altri restassero e lui fosse annichilito, l'universo mi diverrebbe totalmente estraneo: non mi sembrerebbe di farne parte"
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MessaggioInviato: 24-11-2011, 21:05

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Aiedail98 ha scritto:
Grazieeee!!!! :innamorato: sono contenta che il cappy non fosse troppo lungo... :wacko: sapete, ogni tanto mi prende la mano e scrivo più di quanto deva... wink comunque non so quando riuscirò a postare :cry: :( :cry: :( ho la settimana completa di verifiche.... Per evitare una strage è meglio che studi.... :arms: :arms: domani grammatica e sabato storia e letteratura... Bello leggero il fine settimana eh??? :bleeh: vabbe fatemi l'imbocca al lupo e giuro che se va tutto bene vi faccio il post più lungo del mondoooooo :laugh: :o tongue ciaooo a tutti e grazie grazie grazie per i complimenti :)

Più scrivi e più siamo contenti! tongue
In bocca al lupo per le verifiche... ma posta PRESTO!!!!!! dry dry dry dry

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France97 ha scritto:
Aiedail98 ha scritto:
Grazieeee!!!! :innamorato: sono contenta che il cappy non fosse troppo lungo... :wacko: sapete, ogni tanto mi prende la mano e scrivo più di quanto deva... wink comunque non so quando riuscirò a postare :cry: :( :cry: :( ho la settimana completa di verifiche.... Per evitare una strage è meglio che studi.... :arms: :arms: domani grammatica e sabato storia e letteratura... Bello leggero il fine settimana eh??? :bleeh: vabbe fatemi l'imbocca al lupo e giuro che se va tutto bene vi faccio il post più lungo del mondoooooo :laugh: :o tongue ciaooo a tutti e grazie grazie grazie per i complimenti :)

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Grazie.... :cry: :cry: :cry: non vedo l'ora di andare in pensione.... :cry: :cry: :cry:

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