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Ichigo
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MessaggioInviato: 30-05-2012, 16:37

Rispondi citando

A che punto sei con il capitolo?? E come sta andando con le tesine??? :D
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Aiedail98
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MessaggioInviato: 01-06-2012, 20:05

Rispondi citando

Ichigo ha scritto:
A che punto sei con il capitolo?? E come sta andando con le tesine??? :D


Con il capitolo sono in alto mare.... con le tesine peggio :sorrisone: diciamo che fino a che non faccio gli orali dubito di riuscire a postare.... dry

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MessaggioInviato: 05-06-2012, 14:41

Rispondi citando

Ok.... ultimo capitolo almeno fino a metà giugno.... bacinelle in mano, grazie.... :bleeh: :bleeh: :bleeh:

ps: non arrabbiatevi tanto con me se è orribile.... :cry: *occhioni da Bambi*

Capitolo 29
TARNAG
- Cosa dobbiamo fare? –
Eragon guardò Arya e scosse la testa. – Sai che verrò con te qualsiasi cosa tu decida – replicò, osservando la lettera posata sul tavolo.
Orik, seduto accanto al Cavaliere, tossicchiò. – Se mi permetti, Arya, rifiutare l’invito di Loring sarebbe un passo falso per te… ricordati che Fìrnen è segregato in una città umana – disse, toccandosi la punta del naso con un indice anellato.
Arya smise per un momento di misurare la stanza a lunghi passi. – Per quello che ne sappiamo noi… – lo corresse, la voce tinta di una punta d’ansia – … Fìrnen potrebbe trovarsi ovunque - Poi riprese a camminare nella stanza circolare, mordendosi il labbro. – Questa è una cosa che proprio non mi aspettavo. Loring non ha mai tentato l’apertura nei confronti del mio popolo e, guarda caso, proprio quando sono in difficoltà ci si mette in mezzo anche lui –
Eragon sbuffò. Erano due ore che continuavano a riflettere sul da farsi dopo aver ricevuto l’invito da parte di re Loring a partecipare ad un ballo e per tutto quel tempo Arya non era rimasta ferma un attimo. – Forse vuole cercare di aiutarci per poi chiederti dei favori… se riusciamo a liberare Fìrnen – disse per l’ennesima volta, osservando il sigillo rosso della lettera dorata. Non c’erano dubbi, il simbolo sulla ceralacca era autentico e non si trattava di una trappola: lo stemma dei Varden era perfettamente riconoscibile anche agli occhi di Eragon, che non lo vedeva da moltissimo tempo.
Arya si bloccò per un momento. – Non lo so… non lo so… tutto questo mi sembra… troppo strano per essere vero… - replicò, dubbiosa, spostandosi una ciocca di capelli dal viso.
- In che senso? – le chiese Orik, sistemandosi meglio sul grande scranno intagliato su cui era seduto.
- Nel senso che secondo me sotto c’è qualcosa di ben più grande della richiesta di favori – rispose Arya, afferrando la prima sedia e sedendovisi di schianto, storcendo il naso.
Eragon la guardò meglio: non l’aveva mai vista così… così UMANA da non riuscire a restare ferma. Quell’invito al ballo l’aveva sconvolta sul serio. Oppure c’era stato qualcos’altro, ma in quel caso non sapeva proprio di cosa si trattasse. – Per quelle poche volte che l’ho visto, Loring non mi è sembrato il tipo da organizzare un agguato terroristico ai danni dei Cavalieri dei Draghi – commentò Eragon, massaggiandosi il braccio ancora appeso al collo. – E poi – aggiunse, sorridendo – dimentichi che ci sarò IO –
Arya perse per un attimo la sua espressione preoccupata e lo guardò con disapprovazione. – E con questo che cosa intendi dire? –
- Io sono il Capo dei Cavalieri di Alagaësia. Tutti mi considerano un dio – spiegò Eragon, ironico, trattenendosi dal ridere, sicuro che presto Arya si sarebbe sciolta in uno dei suoi sorrisi a metà tra l’ironia e il rimprovero affettuoso e che avrebbe smesso di torturarli.
Invece, l’elfa sbuffò. – A volte mi sembri un bambino, Eragon – commentò, scuotendo la testa. – E voglio ricordarti, se per caso te lo fossi dimenticato, che solo una settimana fa eri a letto con una ferita enorme perché uno spettro ci aveva teso un agguato a Hedarth –
Orik soffocò una risata. Quel giorno Arya era più pungente del solito e, in generale, da quando Eragon era ritornato, sembrava più decisa che mai a ritrovare Fìrnen.
- Come puoi pensare che me lo sia dimenticato? – esclamò Eragon, offeso. – Per poco non ci lasciavo un polmone, su quel prato! –
- Appunto – replicò Arya, sottolineando volutamente la parola. – Non voglio che tu perda anche l’altro polmone, magari per le strade di Ilirea – sbuffò, rialzandosi dalla sedia e avvicinandosi alla finestra che illuminava la piccola stanzetta circolare dei consigli e delle riunioni. Eragon si morse il labbro inferiore. – o a castello, nella sala da ballo – aggiunse lei, critica.
- Andiamo, Arya… – disse Orik, cercando di rabbonirla – Eragon sta solo cercando di aiutarti –
L’elfa non replicò, ma i suoi occhi risposero per lei.
- Dopotutto, anche io sono d’accordo con lui: rifiutare quest’invito metterebbe in pericolo la stabilità di Alagaësia… se si può ancora parlare di stabilità con questo spettro che gira indisturbato rapendo draghi… - continuò Orik, massaggiandosi una spalla.
Colto da un improvviso terrore, Eragon espanse immediatamente la mente in cerca di ...
“Che c’è?”
La voce assonnata di Saphira lo rassicurò.
“Niente, volevo solo assicurarmi che Argo non ti avesse rapita mentre io e Orik siamo bloccati qui da due ore ad ascoltare gli sfoghi di una regina stressata” commentò Eragon, mentre Arya riprendeva a parlare animosamente con il re dei nani, raggiungendo la tavola.
“Stupido…” replicò Saphira, prima di ritornare a dormire.
- … e sinceramente non me ne importa proprio niente della stabilità di Alagaësia, dal momento che sta andando tutto a rotoli, che abbiamo cinque giovani Cavalieri e draghi non ancora istruiti completamente e vulnerabili agli attacchi di quel maledetto spettro, che Eragon è rimasto quasi ucciso per coprirci le spalle e che non sappiamo nemmeno dove sbattere la testa per ritrovare Fìrnen! – concluse Arya, finendo un discorso di cui Eragon aveva sentito solo l’ultima parte.
Orik rimase per un attimo in silenzio, poi sospirò. – Ma è proprio questo che ti si chiede, Arya – disse, con tono più comprensivo del solito. Eragon lo guardò, incuriosito per le parole che avrebbe detto.
- Noi re e regine DOBBIAMO essere superiori ai nostri problemi. Il nostro obiettivo primario è quello di riuscire a risolvere i problemi del regno… poi, quelli di Alagaësia e solo dopo, eventualmente, i nostri. Tu sei regina da ottant’anni quasi come me e sai benissimo che, per governare un popolo, i propri desideri, i propri interessi e le proprie debolezze devono essere zittiti nei confronti di Alagaësia e del proprio paese – concluse Orik, calmo ma deciso.
Arya perse tutta la preoccupazione che caricava il suo sguardo e deglutì. – Ma qui c’è in gioco la vita dei draghi e dei Cavalieri dei Draghi – mormorò, sfiorando con lo sguardo Eragon.
- Non preoccuparti per loro: ci sono anche io e, sebbene non rappresenti un popolo, so cosa vuol dire essere responsabili di un sacco di gente – si intromise il Cavaliere, tranquillo.
Arya li fissò per lunghi istanti di silenzio e poi, svuotata improvvisamente di tutta la sua carica preoccupata, si sedette sulla sedia, tesa come una corda di violino.
- Non mi convincerete MAI –

**********

ILIREA
- Caro! Caro, sono arrivati! –
Re Loring si sentì ghiacciare il sangue nelle vene. Sua moglie Elizabeth irruppe nella stanza, rossa in viso per la corsa sulle scale e con un enorme sorriso sulle labbra. – I Cavalieri sono qui! E c’è anche re Orik! -
Rabbrividì, mentre lentamente si avvicinava ad una delle grandi finestre a vetrate della sala da ballo, che, pulita e lucida come non lo era mai stata, era già affollata da un piccolo gruppo di persone. Erano tutti i governatori delle città di Alagaësia, giunti nella capitale in occasione del gran ballo con le rispettive famiglie.
Deglutendo, il re lanciò un’occhiata penetrante in strada e non riuscì ad evitare di rabbrividire. Un enorme cane nero, comparso solo pochi giorni prima, era seduto nel giardino e fissava con sguardo di ghiaccio la moltitudine di draghi colorati che, con una maestosità inimitabile, stavano planando dolcemente nel cortile del palazzo. Il tiepido sole d’inverno riscaldava la città ormai sveglia e anche da quell’altezza re Loring riusciva a sentire le grida di esultanza e di stupore dei bambini per le strade di Ilirea nel vedere i draghi e i loro Cavalieri.
Una voce fredda gli risuonò nella mente, proveniente dal passato…
“Sono animaletti graziosi e ho scoperto con piacere che possono mutare forma in qualsiasi momento, ma sono tremendamente forti e spietati. Ridurranno i tuoi nemici a terra. Così potrai avere un esercito di cani e gatti capaci di trasformarsi in un attimo in bestie assassine e assetate di sangue”
Quel cane… e il gatto che aveva trovato la cuoca quella mattina, abbandonato davanti alla porta d’uscita della cucina… e la colomba che aveva fatto il nido proprio sull’albero preferito di sua figlia Cora…
Re Loring rabbrividì per l’ennesima volta, mentre tutti i governanti della città di Alagaësia si precipitavano alle finestre, meravigliati e lanciando esclamazioni stupite.
- Sire… -
Re Loring si voltò e si trovò davanti alla duchessa di Teirm. – Sì? –
- Non è forse la dragonessa Saphira quella che sta planando su Ilirea? – gli domandò la donna, agitando con forza un dito inanellato per indicare la macchia azzurra nel cielo.
- Come mai i Cavalieri sono qui? –
- Ė successo qualcosa di grave? –
- Perché stanno arrivando proprio oggi? –
Re Loring trovò la forza di staccare gli occhi dalla finestra e di puntarli sulla piccola folla di persone che sciamava intorno a lui continuando a ripetere le stesse domande.
- Signori – disse, a voce alta, per attirare l’attenzione. Tutti tacquero e lo guardarono. – E signore – aggiunse Loring, lanciando un’occhiata alle diverse dame presenti nella sala. – Abbiamo l’onore di avere qui, per questo gran ballo… - continuò, facendo un ampio gesto con la mano per indicare la sala lustra e luccicante - … tutti i Cavalieri dei Draghi di Alagaësia –
Un’esclamazione ovattata serpeggiò tra tutti i governatori e le loro mogli, mentre la regina Elizabeth ammiccava. – E ci sarà anche il capo dell’ordine dei Cavalieri dei Draghi – aggiunse, sorridendo. Tutti gli sguardi si fermarono su di lei. – Eragon Ammazzaspettri e Ammazzatiranni –
- Ma è proprio lui? – esclamò sorpresa una donna piuttosto in carne con un lungo vestito porpora che la faceva sembrare un ciclamino smisurato.
Prima che Elizabeth potesse rispondere, re Loring si intromise. – Lo verificherete voi stessi. Avanti, scendiamo in cortile, così potremo dare ai Cavalieri il giusto omaggio –
Mentre il gruppetto di nobili si affrettava verso le scale, re Loring si avvicinò alla finestra di nuovo.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette: c’erano tutti. Saphira, la dragonessa blu che guidava il gruppo; Castigo, l’enorme drago rosso rubino del figlio di Morzan; Bid’Daum, il primo drago nato ad un umano durante il suo regno, che riluceva bianchissimo nel cielo senza una nuvola; Korda, dorato, l’ultimo nato dei draghi tra le mani di una nana; Slauta, rosso quasi come Castigo, che volteggiava nell’aria con una grazia elfica che sembrava aver ereditato dal proprio Cavaliere; Fakhr, che somigliava ad un’enorme foglia lasciata andare al vento; e infine Vervada, la dragonessa viola nata al giovane figlio di Murtagh fuori da Alagaësia.
C’erano tutti. Tranne Fìrnen, ovviamente.
Il re respirò a fondo cercando di calmarsi. Alla fine, erano venuti. Anche a quella distanza riusciva a vedere la figura di Eragon sul dorso della dragonessa azzurra, affiancato da una persona più esile e aggraziata, molto probabilmente la regina degli elfi.
Non c’era possibilità di errore.
- Caro? –
La voce di sua moglie lo distolse dai suoi pensieri. Si voltò lentamente. – Cosa c’è? –
La regina lo osservava, sorridendo. – Sbrigati! Tutti gli altri nobili saranno già in cortile! –
Lui annuì e scoccò un’ultima occhiata alla finestra.
- Loring, insomma! Cosa c’è di tanto interessante fuori? – esclamò la regina, raggiungendolo.
“Chi non sa dissimulare, non sa regnare” si disse il re, tristemente. Poi, con la voce più naturale possibile, disse:- Manca il drago della regina degli elfi –
Elizabeth osservò i draghi che planavano, ormai vicinissimi al suolo. – Hai ragione – ammise – dobbiamo subito chiedere il perché. Non voglio guai, Loring, lo sai bene –
- Nemmeno io, cara. E adesso, scendiamo? –
Elizabeth lo guardò, sorridendo. – Certo – annuì, prendendolo a braccetto. – E chissà che qualche Cavaliere non butti gli occhi sulla nostra Cora – aggiunse, maliziosa.

- E questa è Ilirea? –
- Sì, Eragon –
- Non è possibile! –
Ad Arya scappò da ridere, mentre si stringeva di più alla vita del Cavaliere e Saphira virava velocemente per raggiungere il suolo. Da quell’altezza, la città sembrava un reticolato di vie intricatissime e sconosciute agli occhi di Eragon: i comignoli delle case eruttavano sottili fili di fumo, le persone per le strade sembravano minuscole formiche, il grande castello del re una semplicissima casa e tutte le pianure che circondavano la città potevano essere grandi al massimo come il polpastrello di Eragon.
- Questa era Urû Baen – sussurrò il Cavaliere, con lo sguardo puntato sul castello dove, ottant’anni prima, aveva rischiato di perdere tutto: Saphira, Arya, Elva, Murtagh, Castigo, Nasuada e… la vita.
E invece era ancora lì. Vivo.
Anche Arya sembrava pensare a quei momenti terribili, perché rabbrividì contro la schiena di Eragon.
Lui si girò per guardarla in viso. – Non mi sembra vero che… che siano passati tutti questi anni, Arya –
L’elfa annuì, fissando con uno strano sguardo il castello.
- Ieri eravamo lì a combattere contro Galbatorix e i suoi eldunarì e oggi siamo qui di nuovo, ma per una serata galante – sospirò Eragon, riportando i suoi occhi sulla città sotto di loro.
Arya deglutì. – Ripensarci mi fa venire la pelle d’oca – mormorò, mordendosi il labbro inferiore.
- Anche a me – ammise lui, girandosi nuovamente indietro. – Pensare che avrei potuto perdere tutto… la mia vita… Saphira… Nasuada… - il suo sguardo si saldò a quello serissimo dell’elfa - … te –
Arya chiuse gli occhi, travolta dalle emozioni. – Sono stati i momenti più terrorizzanti della mia vita –
Eragon le sfiorò la mano con la propria. Lei riaprì gli occhi e si accorse che quelli nocciola del Cavaliere erano vividi e lucidi. – Non è bello ricordarli – ammise lui, sospirando.
- Già – mormorò Arya, stringendogli la mano più forte. – Speriamo che non succeda nient’altro di così terribile mentre siamo qui – continuò.
- Sono sicuro di no – replicò Eragon, abbozzando un sorriso. L’elfa aveva protestato fino all’ultimo prima di partire alla volta di Ilirea, ma una volta salita sul dorso di Saphira era piombata in un mutismo meravigliato nell’osservare Alagaësia che scorreva sotto di loro velocissima. Quando Eragon le aveva chiesto il perché di tutto quello stupore, aveva risposto: “Non penserai che io e Fìrnen abbiamo fatto molti viaggi in questi ottant’anni… non vedo Alagaësia dall’alto da troppo tempo, purtroppo”
- Spero che tu non ti stia sbagliando. Ho l’orribile impressione che sia tutta una grande messinscena… - replicò Arya, preoccupata.
Eragon le sfiorò una guancia con un dito, quasi inavvertitamente. – Finchè ci sono io, tu non devi temere nulla, Arya. Non permetterò mai che nessuno ti torca un capello –
Quelle parole… le stesse di Faolin, quella sera… in un lampo, Arya ricordò tutti i timori dell’elfo morto da tempo, le sue indecisioni nei confronti del viaggio… lei l’aveva rassicurato proprio come stava facendo Eragon in quel momento… e poi, Durza li aveva sorpresi. E Faolin era morto.
- Eragon, ti prego, stai attento – riuscì solo a implorare, prima che lui scuotesse la testa.
- Ti giuro che non succederà nulla –
Arya deglutì. – Vorrei solo che le tue parole fossero certe –
Eragon la fissò intensamente. – Lo sono –
“Diglielo”
La voce di Saphira rimbombò nella mente di Arya. L’elfa scosse impercettibilmente la testa, mentre Eragon ritornava ad osservare Ilirea che, nel frattempo, si era fatta sempre più vicina.
“Arya, devi dirgli che tu lo ami” ripeté Saphira, decisa.
“Non posso… e nemmeno tu. Hai giurato di tenere la bocca chiusa e devi farlo” ribatté Arya, ricordando come la dragonessa avesse protestato quando, la sera in cui lei le aveva rivelato i suoi sentimenti nei confronti di Eragon, le aveva fatto giurare di non dire niente a nessuno di ciò che aveva scoperto.
“Ma così rendi infelici entrambi!” protestò Saphira. “Anzi, rendi infelice anche me… perché il mio sogno ricorrente è quello di vedervi insieme… Arya, Eragon è così innamorato di te che non si accorge di tutti i tuoi gesti e di tutte le tue attenzioni nei suoi confronti… non puoi sperare che si accorga che lo ami, come aveva fatto Faolin!”
“Saphira… per favore, lasciami in pace…”
“Come desideri”
Arya sospirò. Ora che Saphira sapeva tutto la storia sembrava essersi complicata all’ennesima potenza.
- Ehi, si sono accorti che siamo arrivati – esclamò all’improvviso Eragon, indicando una piccola folla di persone che si era riunita nel giardino dove si apprestavano ad atterrare.
“Già” commentò Saphira, tetra, a tutti e due.
Arya sorrise. – Saphira, tu non sai cosa vuol dire essere attesi da un simile gruppo di umani –
- Concordo – disse Eragon, dando una pacca affettuosa al collo possente della dragonessa.
“So benissimo che cosa vuol dire essere al centro dell’attenzione” replicò Saphira, mentre si avvicinava al giardino ghiaioso del cortile del palazzo “ma non sono sicura che mi piaccia”
- Andiamo! Tutte le volte che qualcuno ti fa un complimento sei la dragonessa più felice di Alagaësia! – ribatté Eragon, reggendosi più forte ad una delle punte cervicali.
“Non è per niente vero”
- Oh, io ti dico di sì –
Arya soffocò una risata nel vederli battibeccare.
“E allora sai cosa ti dico io? Che molto probabilmente ti farò atterrare sulla ghiaia con il sedere per terra”
Eragon scoppiò a ridere, mentre le zampe di Saphira toccavano il suolo con uno scossone. Eragon e Arya furono sbalzati in avanti e per poco il Cavaliere non si trapassò il braccio con una punta cervicale blu. Arya si trovò completamente addossata alla schiena di Eragon: il profumo penetrante del Cavaliere le raggiunse le narici, prepotente, facendole perdere la cognizione di qualsiasi cosa.
“Ehm… scusate per l’atterraggio… non era di certo il migliore” si scusò la dragonessa, imbarazzata, mentre altri sei tonfi consecutivi diedero la conferma ad Eragon che anche tutti gli altri draghi erano arrivati senza problemi.
- Non preoccuparti, Saphira – le rispose Arya, mentre si sganciava le cinghie avvolte intorno alle gambe.
- Sì, Saphira, non preoccuparti… per poco perdevo l’uso del braccio, ma non importa – commentò Eragon, ironico, mentre aiutava l’elfa a scendere dal dorso della dragonessa.
“Sei proprio simpatico, questa mattina, lo sai?” lo rimbeccò Saphira, offesa.
“Già” rispose lui, allegro, dandole un buffetto sulla guancia. Saphira gorgogliò.
Quando Eragon mise i piedi a terra, gli altri Cavalieri erano già scesi e Orik si stava avviando con passo di marcia verso di lui.
- Siamo arrivati, finalmente! – esclamò il re dei nani, allegro. – Un altro minuto sospeso nel cielo e sarei impazzito -. Rabbrividì, osservando il cielo. – Eravamo davvero molto in alto… e a me piace avere la terra sotto ai piedi –
- Com’è giusto che sia per un re dei nani – replicò Eragon, sorridendo. Riavere Orik vicino a sé era appagante quasi come aver rivisto Arya: il nano era uno dei suoi amici più stretti e incontrarlo dopo ottant’anni era stata un’esperienza stranissima.
Orik sorrise a sua volta. – Ho scoperto con piacere che hai addestrato bene Azkhnar… è una nana degna di rispetto per il mio popolo, ora –
- E così è per tutti i nostri allievi – si intromise Murtagh, avvicinandosi al fratello minore.
Orik annuì. – Siete dei maestri formidabili, non c’è da dire nulla sul vostro operato –
- Mi sa che ci stanno aspettando – li interruppe Arya all’improvviso, sistemandosi meglio il mantello verde.
Eragon guardò per la prima volta il gruppo di umani che li attendeva.
“Nobili” borbottò Saphira, contrariata.
“Dai, Saphira… queste persone possono aiutarci a ritrovare Fìrnen”
La dragonessa gli scoccò un’occhiata riprovata. “Chi credi di prendere in giro? Queste persone, come le chiami tu, vogliono solo favori… e li chiederanno a noi, che esercitiamo il potere”
Eragon osservò meglio il gruppo davanti a loro. “Non mi sembrano malvagi”
“Certo, nemmeno Galbatorix ti sembrava malvagio, piccolo mio”
“Hai ragione: Galbatorix non mi sembrava malvagio… ero solo io che avevo il terrore di lui”
Saphira scosse la testa, mentre Eragon sfoderava un sorriso.
“Oggi sei in vena di battutacce, piccolo mio”
“Tu lo sei sempre, Saphira”
“Lo prendo come un complimento”
Stavolta fu Saphira a sfoderare uno dei suoi mostruosi sorrisi che facevano indietreggiare tutti coloro che non la conoscevano. Come effettivamente accadde: tutti i nobili trattennero il fiato emettendo un verso strozzato a metà tra l’orrore e il terrore e si allontanarono in fretta da loro.
Saphira perse la sua baldanza. “Piccoli essere codardi…”
Prima che la dragonessa potesse sfogare la sua ira, Eragon decise di intervenire. – Non dovete preoccuparvi – esclamò, rivolgendosi alla piccola folla terrorizzata. – Saphira stava solo sorridendo – aggiunse, tranquillo.
Arya lo guardò e le sue labbra si incurvarono appena in un accenno di sorriso. Solo che il suo fu così incantevole che nessuno indietreggiò, osservò Eragon con disapprovazione. Almeno tre di tutti quei nobili radunati nel giardino non avevano occhi che per lei e le rispettive consorti non sembravano così felici; come non lo era lui, del resto.
Indeciso tra afferrare Arya e scappare con lei sul dorso di Saphira oppure dire qualcosa di cui si sarebbe sicuramente pentito a quei cascamorti, Eragon si passò una mano tra i capelli.
- Benvenuti –
La voce di re Loring, imperiosa e profonda, lo riscosse dai suoi pensieri ribelli. Sospirò, mentre si avvicinava all’elfa. Era ad un ballo e doveva fare la parte del Capo dei Cavalieri di Alagaësia. Non poteva lasciarsi prendere da quelle paranoie. Il re si era fatto largo tra la folla di nobili ed era avanzato fino a restare a pochi metri da Arya. Una donna vestita superbamente, probabilmente la regina, l’aveva seguito, insieme ad un giovanotto alto e slanciato e ad una giovane sicuramente molto attraente.
Arya chinò la testa leggermente. – Ė un onore ritornare qui ad Ilirea dopo tutto questo tempo, re Loring –
Loring fece lo stesso. – Ė un onore per noi ospitarvi, regina Arya –
Poi, il re trovò Eragon con lo sguardo e i suoi occhi sembrarono rallegrarsi un po’ di più. – Ed è un onore per me, per la mia famiglia e per tutto il regno rivederti, Eragon Ammazzaspettri –
Eragon sorrise. – Voi non potete immaginare la mia felicità nel ritornare nella mia patria, sire –
Il re annuì, affabile. Poi il suo sguardo si spostò di nuovo su tutti i giovani Cavalieri che osservavano la scena in silenzio. – Benvenuti, Cavalieri dei Draghi. Spero che questo sia per voi un periodo di festa, alla mia reggia – disse il re, tranquillo.
I cinque chinarono il capo, in segno di rispetto. Infine, re Loring fece un breve sorriso a Murtagh. – Ed è per me un onore conoscerti, Murtagh Morzansson… vedo che ti sei ricongiunto all’ordine a cui appartieni. Questo è un fatto ammirevole –
Murtagh sorrise. – Ho fatto troppi danni nella mia vita perché potessi farne ancora… e quindi ho deciso di ritornare da mio fratello Eragon –
Il re annuì. Poi, dopo essersi salutato con Orik, fece un ampio sorriso. – Benvenuti! Spero che questa sarà una comoda permanenza qui, per tutti voi! –
Mentre diceva queste parole, una voce gli rimbombò in testa.
“Appena si illuderanno che sei loro amico, mi chiamerai e il giorno stesso, insieme all’esercito di animali, cercherai di uccidere i tuoi ospiti, uno ad uno, compresi i draghi. Ma non dovrai toccare una di loro o io farò lo stesso con la tua famiglia. La regina degli elfi deve rimanere viva e intrappolata nel castello. Così, quando verrò a prenderla, sarai libero di fare ciò che vuoi. Il piano è semplice. Non ti devi preoccupare, farò tutto io”
Che strano augurare loro una buona permanenza, quando sarebbero morti di lì a poco.
Re Loring non riuscì ad evitare di rabbrividire, mentre il suo sguardo si incrociava con quello di Arya.
L’unica che, dopotutto, sarebbe sopravvissuta.


Com'è? :bleeh:

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MessaggioInviato: 05-06-2012, 15:08

Rispondi citando

Mamma mia Aiedail altro che secchio! :) C'è tutto in questo capitolo: Umorismo (esclamò sorpresa una donna piuttosto in carne con un lungo vestito porpora che la faceva sembrare un ciclamino smisurato :D ), azione (arya che non vuole partire) e Horror l'ultimo pezzo mi ha fatto paura tongue
Oddio sono troppo curiosa! Non so come farò a resistere :cry: :cry:
Saphira ora assillerà Arya per tutti i giorni a tutte le ore è? tongue ahha poveretta!
Voglio vedere che cosa escogiteranno per ucciderli tutti.. anche se spero che non muoiano :( Alla fine Arya è la più intelligente, l'unica che sospetta di un tranello wink *me fiera di essere sua fan tongue*
Non vedo l'ora che finiscano 'sti cavolo d'esami via :D almeno potrai postare in tutta tranquillità :)

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MessaggioInviato: 05-06-2012, 17:23

Rispondi citando

Giorgia98 ha scritto:
Mamma mia Aiedail altro che secchio! :) C'è tutto in questo capitolo: Umorismo (esclamò sorpresa una donna piuttosto in carne con un lungo vestito porpora che la faceva sembrare un ciclamino smisurato :D ), azione (arya che non vuole partire) e Horror l'ultimo pezzo mi ha fatto paura tongue
Oddio sono troppo curiosa! Non so come farò a resistere :cry: :cry:
Saphira ora assillerà Arya per tutti i giorni a tutte le ore è? tongue ahha poveretta!
Voglio vedere che cosa escogiteranno per ucciderli tutti.. anche se spero che non muoiano :( Alla fine Arya è la più intelligente, l'unica che sospetta di un tranello wink *me fiera di essere sua fan tongue*
Non vedo l'ora che finiscano 'sti cavolo d'esami via :D almeno potrai postare in tutta tranquillità :)


Graaazieeee :arrossito:

Anche io sono fiera di essere una fan di Arya :D dopotutto, Eragon fa sempre il figo "Eeeee che vuoi che succedaaaaa?" e lei "Stai attento, che ti trovi un coltello infilato nella schiena.... stai attento che ti uccido io se ti metti nei guai.... " poi alla fine, lei ha sempre ragione :sorrisone:

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MessaggioInviato: 05-06-2012, 17:36

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Capitolo stupendo ma non so come farò a resistere fino a metà giugno XD Comunque buona fortuna per gli esami!
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Aiedail98
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MessaggioInviato: 05-06-2012, 20:27

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Ichigo ha scritto:
Capitolo stupendo ma non so come farò a resistere fino a metà giugno XD Comunque buona fortuna per gli esami!


Grazie anche a teeee :D *me incrocia le dita per gli esami wink *

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Giorgia98
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MessaggioInviato: 06-06-2012, 13:09

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Aiedail98 ha scritto:


Graaazieeee :arrossito:

Anche io sono fiera di essere una fan di Arya :D dopotutto, Eragon fa sempre il figo "Eeeee che vuoi che succedaaaaa?" e lei "Stai attento, che ti trovi un coltello infilato nella schiena.... stai attento che ti uccido io se ti metti nei guai.... " poi alla fine, lei ha sempre ragione :sorrisone:


ahaha vero :D

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Aiedail98
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MessaggioInviato: 06-06-2012, 13:13

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Giorgia98 ha scritto:
Aiedail98 ha scritto:


Graaazieeee :arrossito:

Anche io sono fiera di essere una fan di Arya :D dopotutto, Eragon fa sempre il figo "Eeeee che vuoi che succedaaaaa?" e lei "Stai attento, che ti trovi un coltello infilato nella schiena.... stai attento che ti uccido io se ti metti nei guai.... " poi alla fine, lei ha sempre ragione :sorrisone:


ahaha vero :D


Viva le donne (anche se quell è un'elfa :D)

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Giorgia98
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MessaggioInviato: 06-06-2012, 13:16

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Aiedail98 ha scritto:
Giorgia98 ha scritto:
Aiedail98 ha scritto:


Graaazieeee :arrossito:

Anche io sono fiera di essere una fan di Arya :D dopotutto, Eragon fa sempre il figo "Eeeee che vuoi che succedaaaaa?" e lei "Stai attento, che ti trovi un coltello infilato nella schiena.... stai attento che ti uccido io se ti metti nei guai.... " poi alla fine, lei ha sempre ragione :sorrisone:


ahaha vero :D


Viva le donne (anche se quell è un'elfa :D)


ahaha infatti anche la mia tesina è femminista tongue meno male che non ho tanti professori maschi ahaha :D

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MessaggioInviato: 06-06-2012, 16:53

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Bellisimo capitolo... come sempre!
In attesa del prossimo... ti auguro di sostenere un ottimo esame!!!

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MessaggioInviato: 06-06-2012, 20:46

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Complimenti scrivo davvero bene... non c'è niente da dire tranne che secondo me hai davvero un grande talento. :D :D :D
Continua così e non vedo l' ora che tu continui con la tua storia.
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MessaggioInviato: 07-06-2012, 19:29

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Grazie mille anche a voiiiii!

Aiedail1996: personalmente, incrocio le dita e spero che vada tutto bene per sti benedetti esami :D

Aggiunto dopo 6 ore 36 minuti:

Ma non commenta più nessuno??? :cry: :crybaby:

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MessaggioInviato: 07-06-2012, 23:38

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eccomi anche io :) come sempre capitolo bellissimo, scritto bene, bella storia, come sempre non deludi mai :D sono curiose di saperi come farai comportare Re Lorig, se continuerà contro voglia ad assecondare Argo o alla fine si ribellerà nonostante il pericolo che corre la sua famiglia. complimenti ancora e buona fortuna per gli esami :D
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MessaggioInviato: 08-06-2012, 12:18

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jhonny ha scritto:
eccomi anche io :) come sempre capitolo bellissimo, scritto bene, bella storia, come sempre non deludi mai :D sono curiose di saperi come farai comportare Re Lorig, se continuerà contro voglia ad assecondare Argo o alla fine si ribellerà nonostante il pericolo che corre la sua famiglia. complimenti ancora e buona fortuna per gli esami :D


Grazie, per fortuna ci sei anche tu :cry:

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